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Alvaro Vitali: “Pierino e la Roma, gioie e dolori della mia vita”

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Il cinema era nel suo destino, sin da quando, da bambino, giocava per le strade di Trastevere e ammirava i grandi attori dell’epoca recitare e girare film nella quotidianità della Roma dell’epoca

Abbiamo avuto il grandissimo piacere di intervistare il mitico Alvaro Vitali, il “Pierino” che ha segnato un’epoca della cinematografia italiana, “col fischio o senza?”! Troppi i film in cui ha preso parte per essere elencati, basti sapere che ha recitato con tutti i più grandi attori italiani negli anni ’70 e ’80, dai quattro moschettieri: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi; alle due attrici italiane vincitrici di un Oscar: Anna Magnani a Sofia Loren; da Aldo Fabrizi a Marcello Mastroianni, da Monica Vitti ad Ornella Muti, da Johnny Dorelli a Gigi Proietti, da Edwige Fenech a Gloria Guida, da Renzo Montagnani a Lino Banfi e poi ancora Mariangela Melato, Eleonora Giorgi, Mario Carotenuto, Mario Brega, Adriano Celentano, Michele Placido, Renato Pozzetto, Bombolo, Gianfranco D’Angelo, Carlo Verdone. I suoi film facevano parte del ciclo “Commedia sexy all’italiana” e vennero a lungo considerati di serie B per essere poi rivalutati nel tempo.

Questa Roma che zoppica che sensazioni le dà?

La Roma non zoppica, purtroppo, è proprio ferma! Penso che siano stati cambiati troppi allenatori e nessuno di loro ha avuto il tempo di arrivare a mettere in atto il proprio progetto di gioco, anche i calciatori sono atleticamente a terra, non ho mai visto Pellegrini così statico, lui che era una colonna della Roma.

Cosa pensa della proprietà americana della Roma? Secondo lei c’è il feeling giusto per gestire una società calcistica italiana?

No, loro pensano soltanto al business e non gli interessa molto altro. Ci vorrebbe chi comprenda il sistema e invece si gestisce la rosa solo per incassare, vendendo i calciatori più forti. Spero vadano via al più presto!

Segue la Roma anche dal vivo? Frequenta l’Olimpico? E le persone quando la riconoscono come reagiscono?

Sono andato una volta in questa stagione all’Olimpico per Roma-Udinese, sono apparso sullo schermo e tutto lo stadio ha cominciato ad intonare “Pierino uno di noi” e da lì è stata la fine, ho passato tutto il tempo a firmare autografi e, seppur piacevole, non ho potuto comunque vedere nemmeno un minuto della gara, tanto che al termine ho chiesto: “ma cosa ha fatto la Roma?”

La sua carriera cinematografica è iniziata grazie a Federico Fellini, ci racconta com’è andata?

Lavoravo come elettricista a Trastevere e Pippo (Filippo) Spoletini che all’epoca era uno dei più conosciuti “capi gruppo“, cioè coloro che assoldavano attori e comparse, mi disse che Fellini, che definì come un regista molto importante (io non lo conoscevo), cercava un ragazzo piccolino e magrolino, proprio come me. Il fascino del cinema era per me fortissimo ed il sabato successivo andai di corsa a Cinecittà, al teatro 5, dove c’erano personaggi di ogni genere e stazza. Attesi sei o sette ore e alla fine eravamo rimasti solo in due quando ci chiamarono entrambi ed entrammo. Vidi ben poco dato che un grosso faro mi accecava, riuscii solo a scorgere un cappello ed una sciarpa bianca dietro ad un’enorme macchina da presa. Sentii una vocina che disse: “chi è di voi due che sa fare il fischio del merlo?” Io cominciai a fischiare alla pecorara, come un pazzo e quell’uomo sotto il cappello si mise a ridere e disse: “va bene, prendete lui che l’altro ancora cerca il merlo!” E da lì è nata l’amicizia con Federico che, seppur non avessi fatto il fischio del merlo, aveva apprezzato la mia prontezza.

Federico Fellini ed Alvaro Vitali

C’è un aneddoto che vuole rivelarci della sua conoscenza e collaborazione con Fellini?

Fellini, quando nel 1972 girò “Roma”, mi chiese se sapessi ballare il “Tip tap”, ma io non lo ballavo affatto e quindi mi mandò da Gino Landi un grande coreografo dell’epoca e dopo soltanto una settimana imparai a ballare, tanto che Fellini rimase sorpresissimo e mi chiese come fosse stato possibile in così poco tempo, gli risposi che era la fame a spronarmi! A Federico Fellini piaceva tantissimo il mio modo di essere “terra terra”, schietto, sincero e oltremodo simpatico. Sorride, ma ovviamente questo è il senso che più di ogni altro spiega da dove arriva Alvaro Vitali e della gavetta che ha fatto per giungere al successo.

Il primo film di Alvaro Vitali nei panni di Pierino

Come è stato il passaggio dall’anonimato alla grande notorietà?

Dopo le prime comparsate in film comunque importanti, mi notò il regista Marino Girolami che vedeva in me l’attore perfetto per il personaggio di tante barzellette. Scrivevamo insieme le battute e da lì a poco nacque il primo film su Pierino. Era il 1981 e fu il mio primo ruolo da protagonista, un film con un budget limitato, ma che ebbe un enorme successo tanto da incassare circa 10 miliardi di lire. Il film ebbe un grande successo anche all’estero, soprattutto negli USA. I miei film sono distribuiti in tutto il mondo, doppiati in russo, cinese, inglese, spagnolo. Nonostante l’arrivo del successo però avevo sempre le stesse amicizie e questo mi ha aiutato molto a rimanere con i piedi per terra. Ancora oggi, al termine di ogni spettacolo che porto in giro per l’Italia, mi fermo a firmare ogni singolo autografo mi venga richiesto, cosa che non fa praticamente nessuno.

Nel 1983 nel film “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” lei è Alvaro Presutti, arbitro inflessibile. In questi circa 40 anni sono mutati più i tifosi, gli arbitri o i calciatori?

Sicuramente in gran parte gli arbitri sono molto cambiati e nonostante l’avvento del VAR i problemi non sono scomparsi, sono solo diversi. Certamente anche i calciatori sono diversi, probabilmente anche a causa degli eccessivi guadagni che oggi li spingono a stare attenti magari a non farsi male e se un tempo il piedino lo mettevano, più probabilmente oggi lo tolgono. Si dovrebbero ridimensionare gli stipendi dei calciatori.

Nella sua lunga carriera lei ha avuto la fortuna di lavorare con alcune delle donne più belle del panorama cinematografico italiano, come Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini, con le quali, insieme a Renzo Montagnani, Lino Banfi, Mario Carotenuto, ha recitato in tante commedie erotiche, ci svela qualche loro caratteristica professionale? Come erano dietro la telecamera?

Verissimo, anche se di erotico e sexy c’era ben poco, soltanto la doccia in realtà, infatti le nostre attrici erano le più pulite al mondo (grosse e grasse risate!). Seppur famosi/e però, erano persone normalissime e mi hanno anche aiutato molto a livello professionale. Ricordo che Mario Carotenuto e Renzo Montagnani, in particolare, mi davano consigli sul come stare in scena, di come prendere la luce per essere inquadrato al meglio, di come fosse necessario provare e ripetere le battute insieme in modo da sincronizzarsi alla perfezione, la cultura del lavoro insomma e devo a loro la mia preparazione.

Praticamente lei ha lavorato con tutti i più grandi attori e, guarda caso, molti romani. Un commento, una parola su di loro?

Bombolo ed io eravamo realmente amici e lui era veramente come lo si vedeva allo schermo! Vittorio Gassman era una persona straordinaria, non è vero che fosse antipatico, anzi un simpaticone. Monica Vitti era come una sorella, ti metteva a tuo agio. Lei, ad esempio, non voleva sembrare troppo bella perché era convinta che per essere comica ci dovesse essere qualcosa di “negativo”, un occhio spento, il trucco specifico o altro. Il troppo bello, secondo lei, non era divertente. Sofia Loren davvero simpaticissima e amichevole, un giorno mi fece morire dal ridere. Eravamo su un taxi e lei si stava cambiando, indossando le calze si accorse dell’avvicinarsi di un sacerdote e mi disse nel suo napoletano: “mo’ ci facimm du risat‘” e tirò su le gambe ed il sacerdote diventò verde e accelerò il passo. Lavorare con quei mostri sacri era davvero un qualcosa di meraviglioso, volevano far divertire il pubblico a modo loro e con loro si lavorava benissimo. Alberto Sordi era davvero alla mano, ma come tutti gli altri. Tornando indietro nel tempo, su Sofia Loren ho un altro aneddoto. Ero bambino e giocavo per le vie di Trastevere, mentre giravano il film “La ciociara” (1960). Al termine di una scena Vittorio De Sica chiama Sofia per farla andare a cambiarsi per il ciak successivo nella roulotte apposita, ho fatto subito il giro per arrivare all’oblò e cercare di sbirciare, quindi saltellavo con quell’intento e saltella, saltella, ad un certo punto si apre l’oblò e De Sica mi chiama per chiedermi di andare a comprargli le sigarette: “vieni un po’ qua, fammi una cortesia, prendi questi soldi e comprami due pacchetti di Marlboro“, mi diede una banconota di 10.000 lire che erano enormi e aggiunse: “te le ricordi? Le Marlboro” e gli risposi: “sì, sì, mo arivo“; ancora mi sta aspettando De Sica! Comunque lui lo ha fatto apposta, per togliermi da quella situazione imbarazzante che avevo creato per guardare Sofia Loren. Comunque, con quelle 10.000 lire, insieme agli amici, abbiamo passato una settimana al cinema, a mangiare la pizza e cos’altro abbiamo potuto fare con quei soldi che all’epoca erano davvero tanti. Era anche generoso De Sica. Adriano Celentano, è molto particolare lui è sempre stato molto schivo e riservato, si metteva in un angolo e non dava molta confidenza. Marcello Mastroianni era una persona molto paziente. Alberto Sordi, simpaticissimo: “Io so io e voi…”! Renzo Montagnani una persona dalla grande umanità. Anna Magnani era come una sorella più grande. Carlo Verdone straordinariamente altruista, se può aiutarti lo fa senza pensarci due volte. Ornella Muti molto simpatica. Gianfranco D’Angelo era come un fratello, ti stava vicino come fosse un parente, qualcosa di eccezionale. Mario Carotenuto, come detto, era veramente un maestro. Nino Manfredi che dire, era una persona meravigliosa. Mariangela Melato era straordinaria, sembrava tu la conoscessi da sempre, la classica vicina di casa. Renato Pozzetto una persona molto calma, con la quale si può parlare molto bene. Aldo Fabrizi non dava confidenza. Gloria Guida molto simpatica. Ugo Tognazzi invece molto serio.

Quando e perché è terminata l’era di Pierino e con lui il grande successo?

All’epoca avevo un contratto con la casa di produzione “Medusa” per cinque film l’anno e, prima del termine di quel contratto, ricevetti diverse offerte da altre case cinematografiche per altri film su Pierino, ovviamente non potevo accettarle. La scia di successo del personaggio però, spinse le altre case cinematografiche a cercare altri attori per impersonare Pierino e tra questi ci fu Giorgio Ariani, ma né lui, né gli atri ingaggiati ebbero alcun successo. Questo ha portato a pensare che fosse terminata l’era di Pierino e quindi nemmeno per me c’è stata più la possibilità di fare altri film su di lui. L’era di Pierino è definitivamente terminata anche perché poi la comicità ha virato sui cinepanettoni e la mia carriera si è fermata di colpo. Questo mi ha portato alla delusione, vicino alla depressione, perché mi sono sentito usato e messo da parte senza alcun riguardo. Col tempo ho poi ricominciato a fare piccole cose, tra televisione, pubblicità, riuscendo a rientrare un po’ nell’ambiente, anche se parti importanti non mi sono state proposte e spero possa arrivarne presto una. Ho appena ricevuto un contatto da Carlo Verdone per prendere parte alla fiction “Vita da Carlo” e mi auguro la cosa vada in porto.

Alvaro Vitali e la moglie Stefania Corona

Cosa fa oggi Alvaro Vitali?

Oggi lavoro molto ed insieme a mia moglie Stefania Corona, facciamo spettacoli in tutta Italia, tra teatro, piazza o eventi. Stiamo preparando lo spettacolo “Terapia col fischio o senza?” che presenteremo a fine novembre al Teatro Anfitrione.

Fonti foto: lanotiziagiornale.it; mediaset.it; cgtv.it; quotidianodipuglia.it

Luigi A. Cerbara

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