Home Curiosità Addio a Gianni Minà, storico giornalista e conduttore televisivo

Addio a Gianni Minà, storico giornalista e conduttore televisivo

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Il famoso documentarista era apprezzato da tutti ed è ricordato per tantissime imprese in una vita costellata di successi

Lutto per il mondo del giornalismo, ci ha lasciati a 84 anni Gianni Minà, grande giornalista, scrittore di diverse opere e conduttore che ha legato la sua vita a quella di molti sportivi e persone di spicco nel mondo. Minà iniziò il suo percorso nel 1959 come giornalista di Tuttosport, ne fu poi direttore dal ’96 al ’98, per poi esordire in Rai l’anno seguente, 1960, con dei servizi sportivi sulle Olimpiadi di Roma. Seguì otto mondiali di calcio e sette olimpiadi dando vita a programmi come Zona Cesarini, presentò in seguito La Domenica Sportiva. Nel 1976 venne assunto dal tg2 e iniziò a raccontare la box e l’America Latina, soprattutto concentrandosi sui conflitti sociali delle minoranze, attraverso dei documentari sempre ben curati. Dal 1981 al 1984 lo ricordiamo autore e conduttore di Blitz, un programma su Rai2 in cui sono intervenuti tantissimi personaggi famosi, tra i quali Muhammad Ali (nato Cassius Clay) con cui instaurò un grande rapporto, Federico Fellini, Sergio Leone, Eduardo De Fiilippo, Robert De Niro, Gabriel Garcia Marquez, Enzo Ferrari, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Pino Daniele, Franco Battiato e molti altri. Nel 1987 intervistò una prima volta per 16 ore il presidente cubano Fidel Castro, in un documentario dal quale fu ricavato Fidel racconta il Che, un reportage nel quale il leader cubano per la prima e unica volta raccontò l’epopea di Ernesto Guevara. L’intervista fu ripetuta nel 1990 ed i due incontri furono riuniti nel libro Fidel.

Minà con Maradona

Tra le sue interviste più famose troviamo sicuramente quelle a Massimo Troisi e agli sportivi del calibro di Michel Platini, Diego Armando Maradona e Pietro Mennea. Nel 2001 firmò ‘Maradona: non sarò mai un uomo comune‘, un reportage in cui il campione argentino metteva a nudo tutte le proprie debolezze, ripercorrendo la sua vita dentro e fuori dal campo. Nella sua brillante carriera gli vennero consegnati molti premi, tra cui quello come miglior giornalista televisivo nell’anno 1981 consegnatogli direttamente dal presidente Sandro Pertini. Nel 2007 ricevette il Premio Kamera della Berlinale, il più prestigioso per i documentaristi, in seguito al suo lavoro In viaggio con Che Guevara. Ha collaborato con i giornali più importanti quali Repubblica e Corriere della Sera.

Minà intervenne anche da noi su Passione del Calcio, raccontandoci aneddoti su Maradona e sulla sua passione per il Grande Torino. Clicca qui per rileggere l’intervista.

Questo è il suo messaggio rivolto alla nostra redazione: “Mio padre, che era un avvocato e un arbitro di calcio, mi portò allo stadio nel ‘46, subito dopo la guerra, a vedere due derby Torino-Juve, vinti entrambi dai granata con i gol di Castigliano e Gabetto. Non potei che innamorarmi del Grande Torino e, di conseguenza, del calcio. Ho incominciato ventenne a fare il giornalista. Ho avuto Premi Internazionali. Mi è rimasto nel cuore Bearzot, persona straordinaria, di grande levatura morale. Oggi il calcio mi piace meno, non gradisco il modo in cui ci si propone, lo trovo molto triste. In bocca al lupo per il bambino che state creando, continuate così, consci del fatto che potrebbero passare anni senza avere buone occasioni. Non demordete mai”.

Tutta la redazione di Passione del Calcio fa le condoglianze ai suoi cari, buon viaggio Gianni!

Fonti foto: Il Giornale.it; Agi.it

Alessandro Fornetti

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