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Il Calcio ai raggi K

   Tempo di lettura 9 minuti

Editoriale di Erika Eramo

Come si sono comportate le sette squadre più in vista del nostro Campionato in base alle aspettative? La mia personale classifica con i voti per il mese di novembre 2015 (12°-14° turno ed eventuali impegni europei) e le note a margine

Napoli 8,5: C’è qualcosa di più complicato del vincere: continuare a farlo. Travolge ancora una volta il Midtjylland con l’ennesima manita e per 1-0 il Bruges, qualificandosi per i sedicesimi di finale di Europa League. Al San Paolo piega l’Udinese di Colantuono grazie a una rete di Higuain, che all’8’ della ripresa infila Karnezis mettendo a segno il nono sigillo e il 200° gol nelle squadre di club. Vince contro un Verona difensivista allo stremo per 2-0. E’ ancora il Pipita a prendere la situazione in mano e a portare il Napoli, nel big match contro l’Inter, al vertice della classifica, come non succedeva da 25 anni. Come è straordinaria la normalità di Sarri! Il normal one fa veramente miracoli. Extraterrestre.

Inter 8: Si impone a Torino ancora per 1-0: Kondogbia (alla sua prima rete ufficiale in Italia dopo quella al Milan nel trofeo Berlusconi) sblocca la gara, con Handanovic e il reparto arretrato di nuovo sugli scudi. Travolge il Frosinone per 4-0. Perde, meritando il pareggio almeno nelle ultime battute di gara, lo scontro al vertice col Napoli per 2-1. Due pali infatti negano alla squadra del Mancio trasformista di rimanere in testa alla classifica. I risultati non sono frutto del caso: insieme agli azzurri hanno infatti subito solo 9 gol. La coppia Miranda-Murillo è quasi impenetrabile. I suoi punti di forza? Per Ancelotti solidità e equilibrio. E la qualità e spettacolarità quando arrivano? Rocciosa.

Juventus 7,5: Il sofferto pareggio di Monchengladbach restituisce Lichtsteiner e il vero Pogba alla ‘Vecchia Signora’ e fa accendere il caso “Morata”, protagonista a bordo campo di un insolito striptease, a causa del calzettone fucsia. Vince poi per 1-0 contro il Manchester City e blinda gli ottavi. Ritornano grinta, qualità e continuità in campionato. Mandzukic-Evra-Dybala siglano il 3-1 contro l’Empoli, firmando il primo bis di vittorie. Grazie alla sua coperta di Linus, il 3-5-2, la striscia positiva però non si ferma qui: vince per 1-0 contro il Milan e per ben 3-0 contro il Palermo. Il numero 1, Buffon, aveva detto: “Bisogna mettere la testa nel carro armato”. Coi fucili puntati la Juve ora è proprio tornata. Determinata.

Fiorentina 7: Una doppietta di Ilicic in Polonia regala la vittoria contro il Lech Poznam mentre quella di Bernardeschi contro il Basilea, prima nel girone, l’ avvicina alla qualificazione, seppur con qualche rimpianto. I viola espugnano Marassi con un rigore di Ilicic e un gol del cecchino Kalinic, nonostante Zenga si giochi la carta Fantantonio. Si arena sul 2-2 nel derby toscano: l’Empoli domina la prima frazione di gioco, ma la squadra di Sousa si sveglia dal torpore e nella ripresa, destata dal doppio bacio del principe Nikola, torna ad essere la principessa Aurora. Finisce sempre in parità col Sassuolo: è 1-1. In attesa che torni ad incantare tutti, uscendo dal sortilegio “pareggio”, è… Incantata.

Milan 6: Incolore lo 0-0 con l’Atalanta, ma due note positive ci sono: la buona prestazione di M’baye Niang e le parate decisive del giovanissimo Donnarumma. Gigio, erede di SuperGigi, lo affronta allo Juventus Stadium, perdendo il confronto solo per 1-0: gol su cui non ha particolari demeriti. Rifila un poker alla Sampdoria e si concentra sulla Coppa Italia, che è, precisa Mihajlovic, uno degli obiettivi di questa stagione. Sta per tornare Balotelli, operato per il problema pubalgia. Si spera che oltre a lui torni anche la mentalità vincente, perché il club di Berlusconi, con tutto il rispetto per il Crotone, non può volare così basso. Forse è meglio cambiare ristorante, sperando in prelibatezze senza spine… Indigesto.

Roma 5,5: Rocambolesca la vittoria per 3-2 col Bayer Leverkusen: c’è voluto un rigore di Pjanic rimediato da Salah per rimettere la Roma, che si è fatta raggiungere sul 2-2, sulla via della qualificazione. Perde contro uno stellare Barcellona, che la umilia per ben 6 a 1. In un derby senza curve la Roma supera meritatamente per 2-0 la Lazio, nonostante il rigore dubbio concesso per il fallo di Gentiletti su Dzeko. I giallorossi s’impantanano nell’acquitrino di Bologna, dove trovano un fastidioso Rocchi e l’ex Destro che esulta troppo per il gol del pareggio: è un 2-2 con polemiche a go go. Perde male contro l’Atalanta, subendo ancora due reti. Astenersi cuori deboli. Schizofrenica.

Lazio 5: La Lazio, nel segno di Djordjevic, vince per 2-0 contro il Rosenborg e per 3-1 contro il Dnipro e vola ai sedicesimi di finale di Europa League da prima del girone. In campionato è quasi impalpabile contro la Roma con cui perde per 2-0: è apparsa per un attimo con una bordata di Anderson e poi si è spenta. L’anti-talismano Tagliavento colpisce ancora: sesto rigore fischiato contro e otto espulsioni ai danni dei biancocelesti. Non fa meglio contro l’ex Ballardini perché si ferma coi rosaneri sul risultato di 1-1. Di male in peggio contro l’Empoli: perde per 1-0, con due gol annullati a Klose. Parolo parla di voglia di sacrificarsi e di spirito di squadra. In attesa di rivederle la squadra è… Evaporata.

Chi scende: Era proprio necessario l’esonero di Zenga? Stava facendo bene con la Sampdoria ed è stato silurato all’indomani del ko interno con la squadra di Paulo Sousa. E chi chiama Massimo Ferrero al suo posto? Montella, l’ex allenatore proprio della Fiorentina, asfissiandola a oltranza a causa della clausola rescissoria di 5 milioni che non voleva pagare. Non solo, oltre il danno la beffa: ammette che l’aeroplanino è sempre stato il suo pupillo, semplicemente il migliore del mondo. Doppio schiaffo all’uomo ragno.  Altro indiziato Maurizio Zamparini del Palermo, che manda via Iachini, riprendendosi Ballardini. La squadra è contro di lui. Vazquez dice: “E’ un’ingiustizia”. Pagliacci.

Chi sale: Walter Zenga ovviamente non ci sta ad essere trattato in questo modo e prontamente risponde: “Accetto la decisione della società, ma lascio il Doria a due punti dalla Juve”, della serie “Fate voi, ma io il mio l’ho fatto”. Reattivo.

Il dubbio: E’ saltata una storica panchina in serie A, quella di Andrea Mandorlini (al suo posto è stato scelto l’ex tecnico del Chievo Gigi Delneri). Purtroppo gli scaligeri con 6 pareggi, 8 sconfitte e nessuna vittoria sono all’ultimo posto della classifica. Dal 2010 alla guida dell’Hellas Verona aveva ottenuto due promozioni. Dispiace e ci si domanda: è tutta colpa sua? Quanto incide un allenatore in un inizio stagione catastrofico, con out Luca Toni, il giocatore simbolo della squadra? Sfortunato.

L’episodio simpatico: All’hotel Radisson di Anversa una coppia di anziani nota il look eccentrico di Nainggolan e, scambiandolo per un potenziale terrorista, chiama la polizia. Il ninja ha scherzato: “Ho uno sguardo che fa paura. Meno male che i poliziotti mi hanno riconosciuto”. Gli agenti si sono scusati con lui, posando per una foto ricordo. Eccentrico.

Nota di fondo: Difficile parlare di calcio quando è ancora vivo il ricordo delle vittime della strage di Parigi. Venerdì 13 novembre è stato coinvolto anche lo Stade de France. Minuti di silenzio, tricolore francese listato a lutto, striscioni, note della Marsigliese negli stadi italiani non restituiranno mai delle vite spezzate. Improponibile la parola vittoria quando il cuore, colmo di tristezza, ha assaporato la sconfitta. Panico e psicosi si sono impossessati dei nostri gesti quotidiani e allora ci siamo domandati: “E’ giusto esultare per un gol o per un sorpasso senza sentirsi sbagliati?”. La risposta è sì, perché parlare di calcio è continuare a credere nella vita, nelle sue sorprese positive, nel suo giocoso pendolo tra il dolore e le gioie…che ci dà l’amico pallone.

Erika Eramo

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