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Il calcio ai raggi K

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Editoriale di Erika Eramo

Cosa è rimasto del nostro campionato analizzando febbraio (23-26 turno)? Chi sono i top e flop? Ecco per me i momenti da incorniciare e quelli da dimenticare sulle note di Francesco Gabbani, vincitore di Sanremo. Un pensiero va anche a Roberto Baggio e Riccardo Cucchi

Top: La Roma vince e convince con 17 gol tra campionato e Europa League. Col suo attacco atomico schianta le italiane (Fiorentina-Crotone-Torino e Inter) e affonda il sottomarino giallo del Villarreal. Da segnalare un Nainggolan in grande spolvero. Spalletti, dopo aver definito il Ninja un top player, lancia la carica: “Il pensiero della vittoria deve essere un assillo”. Dopo 9 anni senza un trofeo l’ambiente lo reclama. Continua la marcia trionfale dell’Atalanta, rullo compressore verso l’Europa, e di una Juventus che, modulo nuovo o vecchio, sa solo vincere. Chiave di lettura: non si sente mai appagata. Basta ricordare le parole di Allegri: “La stagione è ancora lunga, bisogna pedalare”. Perché le altre si trovano ad inseguirla? A questa risponde Marotta polemico verso i nerazzurri: “In Italia manca la cultura della sconfitta”; rincara la dose John Elkann: “L’Inter non sa perdere nonostante dovrebbe essere abituata”. Come a dire, per vincere bisogna saper perdere e poi rispondere sul campo coi fatti. “Il silenzio intelligente di Zhang”, eventualmente, può accompagnare solo. Vincenti’s Karma

Flop:  Non tanto per il campionato (due sconfitte, una vittoria e un pareggio), quanto per l’amara eliminazione in Europa League per mano del Borussia Moenchengladbach, la Fiorentina ha veramente fatto una figuraccia. Qualificazione a un passo, svanita per cosa? Ci aveva illuso la pennellata mancina di Bernardeschi all’andata. Cori contro i giocatori, contro la famiglia Della Valle e Sousa. Apparentemente nessuno pagherà, ma il tecnico è l’unico ad avere parole al miele in una situazione di fiele: “Mai penserei ad andarmene, soprattutto in un momento di difficoltà. Io vedo le difficoltà come un’opportunità”. Basterà a consolare i tifosi? L’evoluzione inciampa

Closing Opening: Sembra ormai una barzelletta il continuo rinvio riguardante il rinnovo della governance rossonera. Atteggiamento indefinito da parte degli investitori cinesi con risultati ancora incerti per la cifra totale. AAA cercasi (cerca sì)…Data per cessione alla corData

Vendetta alla cornetta: Curioso il modo di festeggiare di Gabriel Jesus dopo la doppietta rifilata allo Swansea in Premier League. Ha simulato una telefonata. Sul profilo twitter spiega il gesto così: “L’esultanza è un messaggio alla mia ex ragazza, che non mi rispondeva più quando ero al Palmeiras, ma appena sono passato al Manchester City mi ha riscritto”. Come direbbe Celentano “inutile chiamare, non risponderà nessuno”. La scimmia nuda (col telefono) balla

Dalle stelle alle stalle: La gratitudine non fa rima col calcio, è vero, ma c’è un limite a tutto. Esonerare Claudio Ranieri, l’uomo dei miracoli, è stata una cattiveria gratuita, oltre che un clamoroso autogol del Leicester. La beffa oltre il danno? Pare abbiano avuto un peso sulla decisione i giocatori stessi. E’ auspicabile il ritorno all’oblio. Chi la fa l’aspetti. In casa nostra non è andata meglio a Massimo Oddo col Pescara. Panta rei and singing in the rain

Nostalgia canaglia: Un altro pezzo d’infanzia che se ne va. Riccardo Cucchi, storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”, è andato in pensione dopo 38 anni di onorata carriera. Dalla prima radiocronaca (Campobasso-Fiorentina) all’ultima (Inter-Empoli) una storia pregna di emozioni. Cala il sipario con un “questa volta è’ davvero tutto, a voi la linea”. Grazie della tua compita professionalità. Storie dal gran finale Sperasi (spera sì)

Lo stile è l’uomo: Se ancora qualcuno non avesse capito perché Roberto Baggio è divino consiglio, nel dubbio amletico, di tornare al 18 febbraio, giorno del suo 50esimo compleanno, e di cercare il senso tra le macerie di Amatrice e Norcia. Semplicemente unico. Poesia che fa capolino nella proseicità della vita. L’intelligenza è démodé…Namastè Alè

 

Erika Eramo

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