Si è spento, all’età di 84 anni, nell’ospedale di Udine, dove era ricoverato da diverso tempo per una grave malattia che si è aggravata negli ultimi mesi
Era amato da tutti e considerato un innovatore con il suo 4-3-3, un calcio offensivo, stile olandese, con alla base la tecnica, il possesso palla e l’optional, come lo definiva lui, del portiere! Ha fatto scuola e, tra i suoi allievi, si annoverano nomi come Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini che proprio stasera si troveranno di fronte, al Meazza, nella sfida Milan-Roma valevole per la decima giornata di campionato e, sicuramente, il loro abbraccio sarà più sentito che mai. Napoletano di nascita viveva a Udine e in qualità di centrocampista ha giocato con l’Udinese, negli anni ’60 e ’70, club che poi ha allenato in due periodi, nella stagione ’94/’95 e da marzo 2006 a gennaio 2007. Ha allenato anche, tra le altre, il Pescara, Perugia e il Napoli. Proprio con il “suo” Pescara ha dato le migliori dimostrazioni della bellezza del suo gioco e con la squadra abruzzese ha ottenuto ben due promozioni in Serie A, la prima nella stagione ’86/’87 e la seconda nella stagione ’91/’92. Nel novembre ’94 viene ingaggiato in corsa dall’Udinese e conquista subito la promozione in massima serie. A Perugia, nella stagione ’95/’96, ha ottenuto un’altra promozione in Serie A.
La filosofia non solo nel calcio, ma anche nella vita, così come l’ironia che lo accompagnava sempre, seppur mostrata e dimostrata sempre con estremo garbo. Un uomo d’altri tempi e, come amava ricordare, aveva iniziato a tirare calci al pallone come si faceva una volta, in mezzo alla strada, quella strada che ti insegnava anche a vivere. Una persona con dei valori forti e sinceri, ma, allo stesso tempo, anticonvenzionale e sicuro di sé, come il suo calcio, dimostrazione plastica di chi era l’uomo Giovanni Galeone.

Un tecnico che non ha vinto scudetti o coppe, ma ha saputo entrare nel cuore dei tifosi, ma anche degli addetti ai lavori, per il suo gioco certo, ma anche per la sua eleganza, la sua pacatezza e i modi gentili di cui aveva dato ampia dimostrazione anche a noi in un’intervista che ci aveva gentilmente rilasciato (leggi qui). Galeone ha appreso la sua filosofia di calcio dai grandi, Johan Cruijff e Nils Liedholm su tutti, ma ha poi egli stesso insegnato calcio, direttamente o indirettamente, mostrando un nuovo modo di concepire una partita e ha dimostrato che perseguire la bellezza del gioco dà comunque tanto, pur non vincendo titoli o trofei! Ci mancherai Giovanni!
La redazione si unisce al cordoglio per la perdita di un grande ed indimenticabile uomo.
Fonti foto: repubblica.it; ilpost.it
Luigi A. Cerbara








