Tre anni fa ebbi l’onore d’intervistare l’ex difensore nerazzurro. Una persona gentile, educata, discreta. Caso vuole che l’intervista era incentrata sul derby della Madonnina e che lui se ne sia andato oggi, proprio alla vigilia della stracittadina. I calciatori nerazzurri scenderanno domani col lutto al braccio dopo il classico minuto di silenzio
Recentemente stava soffrendo molto. Aveva infatti subito l’amputazione delle gambe dopo essere stato colpito dal covid. I suoi 71 anni appena compiuti non è riuscito a goderseli. Legatissimo alle squadre in cui aveva militato, con l’amore incondizionato per l’Inter, dove arrivò a 17 anni ed entrò in prima squadra due anni dopo, vincendo sotto la presidenza di Angelo Moratti l’unico scudetto nel 1971 (ricordiamo anche Bologna e Napoli oltre che la Nazionale con cui vantava 32 presenze). Bellugi amava ironizzare sulla sua condizione dicendo che i medici gli avevano tagliato la gamba con la quale fece il famoso gol al Borussia Monchengladbach. Era il 3 novembre 1971 e l’Inter vinse 4-2 nel ritorno dei sedicesimi di finale in Coppa dei Campioni. Partita storica non solo per l’unico gol in carriera del nostro amico ma perché quel ritorno si trasformò in una gara d’andata visto che la partita in terra tedesca e vinta 7-1 dal Borussia fu annullata a seguito dello scoppio di una lattina che fece perdere i sensi a Roberto Boninsegna. Dopo la carriera da calciatore aveva iniziato quella da opinionista su 7 Gold. Ispirandosi all’idolo Alex Zanardi, aveva anche l’obiettivo di tornare a camminare con le protesi. Un guerriero che non voleva arrendersi anche di fronte a sfide ben peggiori di quelle teutoniche. Mi piace ricordarlo attraverso il famoso aneddoto in cui Romeo Benetti gli ruppe un piede, ma solo come avvertimento amichevole. Potete leggerlo raccontato da lui:
Ciao caro Mauro. Adesso le gambe non servono. Sei già in volo vittorioso come quel pallone contro il Borussia M. a cui tanto eri affezionato. Ci mancherai ma i tuoi tifosi hanno un angelo in più a cui aggrapparsi nei momenti bui.
Per riascoltare l’audio che Mauro ci aveva spedito clicca qui
P.s. Tutta la redazione di Passione del Calcio si stringe al dolore della moglie Lory e della figlia Giada.
Fonte foto: MilanoToday.it
Erika Eramo








