Home Interviste in Esclusiva Mauro Bellugi: “Giocherei Milan-Inter il prima possibile, a fine campionato non ha...

Mauro Bellugi: “Giocherei Milan-Inter il prima possibile, a fine campionato non ha senso”

   Tempo di lettura 6 minuti

Abbiamo intervistato l’ex difensore nerazzurro, rossoblù e partenopeo. Con la maglia interista vinse uno scudetto nella stagione ‘70-’71, dopo una storica rimonta e il derby come punto di svolta di quel campionato. E’ l’uomo giusto per parlare di questa eterna e suggestiva rivalità sotto le luci di San Siro, oltre che del grande amore per Napoli

Quanto peserà il cambio data del derby per quanto riguarda la corsa Champions dell’Inter?

Se si giocherà a fine campionato non avrà senso, perché sarà tutto sfalsato. Io lo farei il più vicino possibile. Se si recupererà la 27° giornata, come per le altre partite, il 3 o 4 aprile è un conto, ma a maggio, quando tutti pensano ad andare al mare, sarebbe un disastro.

A prescindere dalla data come vede le due compagini e i suoi protagonisti?

E’una partita a sé. Il Milan finalmente si è svegliato. I due giocatori rossoneri per cui sono stato sempre tifoso sono Paolo Maldini, che meritava il Pallone d’Oro e proprio Rino Gattuso, il mio preferito in assoluto. Qualsiasi bambino all’oratorio se sceglie di essere un calciatore sceglie Ringhio. E’ riuscito a far correre la squadra. Ha un Suso di qualità, un Calabria che sta crescendo moltissimo, dietro Bonucci e Romagnoli. Quest’ultimo per me, entro tre anni, sarà il più forte difensore in Italia. Vedremo se Perisic e Icardi faranno la differenza, perché ogni tanto spariscono dal campo.

L’Inter nel campionato 1970-71

Cosa si prova a disputare un derby tanto importante come quello della Madonnina? Quello che le è rimasto più nel cuore?

E’ la partita più importante che c’è in Italia, soprattutto ai miei tempi perché voleva dire il primato. Ora invece si spera nel quarto posto per la Champions. Il derby che ricordo con maggior gioia fu quello del 1971 quando eravamo 7 punti dietro, vincemmo la stracittadina e recuperammo per poi vincere lo scudetto. A Roma o Genova i derby contano più per poter sfottere l’avversario, che ai fini della classifica. Di solito non sono collegabili alla vittoria finale. A Milano invece le due compagini, bene o male, si sono sempre equivalse.

Domani i nerazzurri affronteranno fuori casa la Sampdoria, una squadra da non sottovalutare. Cosa dovranno fare per vincere la partita?

Non giocare come spesso fanno, solo con 7-8 giocatori, ma con almeno 10 su 11 giocatori. Perisic e Brozovic spesso non scendono in campo, Gagliardini ogni tanto fa fallo… Sulla carta la Sampdoria sarà anche meno brava di noi, ma se gioca con 11 calciatori su 11 ci mette sotto senza problemi.

Spalletti è l’uomo giusto per l’Inter?

E’ un ottimo allenatore. Tifo per lui. Non è colpa sua se ha avuto un momento no. Aveva chiesto dei giocatori che non sono mai arrivati. All’inizio la fortuna ci ha aiutati ma se per mesi il portiere è il migliore in campo vuol dire che ci sono problemi. A me non convince il livello degli uomini in campo, non l’allenatore. Anche un allenatore mediocre se allena CR7, Benzema e Bale male che va arriva secondo. Se vai al Barcellona la squadra gira da sola. Ci troviamo di fronte a scenari stile Sliding Doors: se Ranocchia viene espulso la partita cambia completamente

Questo è ancora l’anno del Napoli? Riusciranno finalmente i partenopei a rivincerlo?

Lo spero tanto. Sono anni che gioca bene. Sarri ha fatto un lavoro straordinario. Ora sono capaci di gestire meglio il risultato, chiudendo prima le partite. I napoletani mi sono rimasti nel cuore. Se vincono vado da loro con la bandiera. Sono rimasto solo 1 anno e mezzo allenato da Vinicio, ma diedi tutto me stesso e quando sono all’aeroporto, dopo 38 anni, urlano ancora il mio nome. E’ un amore contraccambiato. Sono stato 5 anni al Bologna, ma vivrei a Napoli tutta la vita.

A proposito del Bologna cosa pensa di Donadoni?

Roberto è come Giancarlo Marocchi: in campo grintoso, ma fuori sembra un ragioniere. Il suo modo educato di fare, se all’inizio poteva preoccupare, alla fine ha conquistato tutti. Siccome, come dico sempre, “con il minestrone non fai gli spaghetti”, è riuscito a trarre il meglio da una squadra priva di fenomeni.

Una curiosità su di lei che in molti non sanno?

In Italia o sei juventino o sei antijuventino. Quando ero piccolo tifavo Juve per via di mio padre. Poi andai all’Inter e divenne la mia nemica più grande. Onore ai bianconeri che stanno lottando per il settimo scudetto di fila. So quanto è difficile vincerne uno, figuriamoci sei.

Un aneddoto legato invece ad un episodio in campo?

Un’entrata da parte di Romeo Benetti. Non era cattivo come molti sostenevano. Era però un trattore cingolato e se ti passava sopra certo non era piacevole. Tutti volevano farlo fuori, allora giocava d’anticipo e faceva male prima lui. Anche io fui vittima di un suo intervento. Mi ruppe un piede nel ‘73. Siccome da lì a poco mi sposai andai all’altare con la gamba ingessata. A distanza di anni, visto che divorziai, Romeo mi disse: “Vedi io cercavo di salvarti, invece ti sei voluto sposare per forza…” C’è una bella amicizia tra noi, rimasta tuttora a distanza di anni.

Fonte foto: TuttoBolognaWeb e Wikipedia

Erika Eramo

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.