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Le pagelle degli azzurri ad Euro 2020

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Voti e motivazioni al seguito per tutti i giocatori convocati in rigoroso ordine di maglia con la ciliegina finale del condottiero Roberto Mancini

1 Salvatore Sirigu – s.v.

Il ct Roberto Mancini lo ha premiato inserendolo negli ultimi scampoli di gioco contro il Galles ma è stato prezioso anche fuori dal campo grazie al suo sostegno speciale. Motivatore sardo

2 Giovanni Di Lorenzo – 6,5

L’errore di copertura contro l’Inghilterra in finale in occasione del gol lampo subìto poteva essere un macigno enorme, ma per fortuna, per lui e per noi, non lo è stato. Più decisivo in fase di contenimento che di spinta. Terzino a corrente alternata

3 Giorgio Chiellini – 8,5

Semplicemente monumentale. Granitico in più di un’occasione. Il Capitano ha guidato il gruppo con grinta e serenità. Un vero peccato perderlo in Nazionale. Difficile immaginarsi la retroguardia azzurra senza di lui. Colonna portante e comandante

4 Leonardo Spinazzola – 8,5

Una spina (parafrasando il suo cognome) nel fianco degli avversari. Determinante in difesa (vedi il salvataggio contro il Belgio) e imprendibile sulla fascia. Solo l’infortunio lo ha bloccato. Sfortunato lui, ma fortunati noi ad averlo avuto fino ai quarti. L’uomo in più

5 Manuel Locatelli – 7

Grazie alla sua doppietta abbiamo steso la Svizzera nei gironi. Quando è stato chiamato in causa ha portato quantità e qualità alla manovra azzurra. Da impiegare sempre di più. Talento cristallino

6 Marco Verratti – 7

Nonostante una tenuta fisica non certo brillante che lo ha reso a tratti invisibile ha saputo battagliare in mezzo al campo. Ha partecipato alla manovra con la sua consueta classe ed esperienza strada facendo. Motore a scoppio ritardato

7 Gaetano Castrovilli – s.v.

Ha posato le valigie pronte per le vacanze ed è corso dal gruppo azzurro per sostituire l’infortunato Lorenzo Pellegrini. Una manciata di minuti contro il Galles che non dimenticherà mai. Il centrocampista reattivo

8 Jorginho – 8

Il faro del centrocampo, indispensabile la sua presenza. Ha calciato il rigore decisivo nella sfida dal dischetto contro la Spagna con una serenità spiazzante. Sempre ai rigori, ma nella finalissima contro gli inglesi a Wembley, ha fallito il match point. Errore risultato poi ininfluente…grazie a Donnarumma. Uno dei più apprezzabili non solo dell’Italia, ma di tutto l’Europeo. La Bugatti d’extra lusso

9 Andrea Belotti – 6

La gerarchia nel ruolo di prima punta non è mai cambiata nei piani del Mancio, nonostante le difficoltà riscontrate da Immobile. Non si è inserito nella lista dei marcatori ma comunque è stato prezioso in alcuni frangenti. Pure lui come Jorginho ha fatto tremare gli italiani fallendo il rigore nella lotteria dagli undici metri in finale. Gallo senza chicchirichì

10 Lorenzo Insigne – 8

Due gol alla Insigne (gol a giro), contro Turchia e Belgio. Giocate sublimi per il folletto napoletano. Ha onorato al meglio la maglia numero 10. Si è spento un po’ all’ultimo. Scugnizzo folleggiante

11 Domenico Berardi – 6,5

Giocatore che si fa trovare sempre pronto. Partito titolare ha dovuto poi lasciare il posto ad un incontenibile Chiesa. Il maturando

12 Matteo Pessina – 7

Convocato all’ultimo al posto dell’infortunato Sensi è stato l’asso nella manica per il Mancio. In rete contro il Galles e l’Austria. La sorpresa breve ma intensa

13 Emerson Palmieri – 6,5

Difficile non far rimpiangere Spinazzola, lui ci ha provato mettendoci tanto impegno. Non delude le aspettative. Responsabilmente leggero

14 Federico Chiesa – 8,5

Devastante sulla fascia, ha siglato due reti determinanti contro Austria e Spagna. Strada facendo si è conquistato il posto da titolare a suon di prove infuocate. Una grinta così non la vedevamo da tanto in un giovane. Chi ti molla più? Il mattatore dal pungiglione pericoloso

15 Francesco Acerbi – 6,5

Ha sempre risposto alla grande quando c’è stato spazio per lui. La garanzia “soddisfatti o soddisfatti”. Affidabilmente costante

16 Bryan Cristante – 6,5

Il suo apporto è stato importante in alcune partite per avere più fisicità a centrocampo. Physique du rôle

17 Ciro Immobile – 6,5

E’ partito forte andando in gol contro la Turchia e la Svizzera, poi in fase realizzativa si è spento. Dal bomber ci si aspettava qualcosa di più ma è pur vero che è molto sacrificato nello scacchiere di Mancini. Ha sempre lottato con grande grinta. Pallottola un po’ spuntata

18 Nicolò Barella – 7,5

Un lottatore mai domo dai contrasti utili e dalle incursioni belle da vedere. Un tuttocampista di grande livello. Ha messo la sua firma nel tabellino marcatori contro il Belgio. Il polmone polivalente

19 Leonardo Bonucci – 9

Leader senza fascia, una roccia con piedi educati. Il suo sigillo nella finalissima ci ha portato ai rigori. Assetato di vittorie ed infallibile dal dischetto (nelle sfide dagli 11 metri contro Spagna e Inghilterra). Si vede che, a differenza degli inglesi, la pastasciutta la mangia al dente. Agli avversari rimane il mattone sullo stomaco. Divino giustiziere

20 Federico Bernardeschi – 7

Il ct Mancini ha creduto in lui a dispetto delle varie critiche nei suoi confronti. Lui ha ripagato la fiducia realizzando entrambi i rigori dopo i supplementari. Solo per questo motivo gli diamo un voto in più. Efficace dal dischetto

21 Gianluigi Donnarumma – 9,5

Miglior giocatore del torneo, quasi insuperabile in tutte le partite. Decisivo nella lotteria dei rigori. La scelta del ct inglese Southgate di spedire in campo negli ultimi istanti due rigoristi è stata bocciata da Gigio. Se l’Italia è campione d’Europa gran merito va a lui. Saracinesca sovra-umana

22 Giacomo Raspadori  – 6

E’ giovanissimo, ha sulle gambe più di un quarto d’ora contro il Galles nella sua seconda presenza in assoluto in Nazionale. Un successo che lo accompagnerà per tutta la carriera. Attaccante al ragù

23 Alessandro Bastoni – 6

Pagella simile a quella su Raspadori, ma Bastoni vanta più presenze nella selezione azzurra e ha disputato l’intera gara contro il Galles. Futuro baluardo azzurro

24 Alessandro Florenzi – 6

E’ sceso in campo all’esordio contro la Turchia, è uscito per infortunio, ed è entrato poco prima dei rigori nella finale. Tanta sfortuna per il jolly di difesa e centrocampo. Bello de nonna anche in panchina

25 Rafael Toloi – 6

Ha risposto presente quando c’era da difendere con voglia e sacrificio. Roccia brasileira

26 Alex Meret – s.v.

Il portiere è l’unico a non essere mai sceso in campo ma è comunque campione d’Europa, lo è come tutti noi italiani che abbiamo gioito dopo tanta sofferenza. Il fortunato spettatore

Roberto Mancini – 10 e lode

Il massimo dei voti per l’ex numero 10. Ha rilevato una Nazionale precipitata nel punto più basso e l’ha riportata sul tetto d’Europa dopo 53 anni. Ha puntato tutto sul gruppo creando una amalgama perfetta. Vincente l’intuizione di contornarsi degli amici di sempre che hanno composto lo staff: Vialli, Evani, Lombardo, Salsano, Nuciari (suoi compagni ai tempi della Samp), più la presenza di Oriali e De Rossi. Vederti piangere di gioia abbracciato a Gianluca il regalo più grande che ci potessi fare. Grazie per la meravigliosa fiaba. Il visionario principe azzurro

Fonti foto: GenovaToday.it

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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