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Champions League: il nuovo format in vigore dalla prossima stagione

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Il calcio continua ad essere come sempre lo sport più seguito al mondo e la Champions League, in particolare, rappresenta un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati

I Mondiali riservati alle rappresentative nazionali si svolgono ogni 4 anni e anche i prossimi Mondiali per club avranno cadenza quadriennale, ma la massima competizione europea per club si tiene in ogni stagione e rappresenta il palcoscenico più ambito per tutte le società calcistiche, anche per quelle che sono ben consapevoli di non poter mirare alla vittoria finale. Già, perché la sola partecipazione in Champions garantisce introiti notevoli per le casse dei vari club. Nel corso della storia il format del torneo è stato ritoccato più volte ed è in procinto di cambiare nuovamente.

Per oltre 30 anni la vecchia Coppa dei Campioni prevedeva soltanto doppi turni ad eliminazione diretta e c’erano molte meno squadre a partecipare. Con la formula in vigore fino alla stagione in corso i giochi sono iniziati già a giugno seguito da 3 turni preliminari di qualificazione e poi da un turno di spareggi: una manciata di giorni dopo la finale dell’edizione precedente, in pratica. A settembre ha preso il via la fase a gironi con 4 squadre per ogni gruppo, destinate ad affrontare 6 incontri tra gare d’andata e ritorno con ognuna delle avversarie, mentre le prime 2 classificate di ogni girone hanno avuto accesso alla fase ad eliminazione diretta, che prevede match d’andata e ritorno dagli ottavi alle semifinali, le terze sono retrocesse in Europa League, avviando una nuova avventura internazionale partendo dal turno dei sedicesimi. Oggi sono il Manchester City già campione in carica e il Real Madrid a godere delle maggiori chances di vincere l’ultima edizione del torneo col format attuale, come dimostrano le quote sulla vincente della Champions. La finale, in gara secca, si disputerà come sempre in una sede prestabilita già mesi prima.

Una piccola scossa al regolamento era arrivata nel 2021. Con l’abolizione della doppia valenza dei gol in trasferta è cambiata di fatto anche l’interpretazione delle partite, perché segnare una rete in casa di una squadra avversaria non concede più ulteriori vantaggi. Se tra andata e ritorno si conseguono 2 pareggi, a prescindere dal numero di gol realizzati, si procede dunque con i tempi supplementari. Il nuovo format, che sarà adottato dall’edizione 2024/2025, promette però altri colpi di scena ancora. I gironi, infatti, non saranno più formati da 4 squadre. Tecnicamente sarà presente una classifica unica con 36 formazioni, ognuna delle quali però dovrà affrontarne solo altre 8 nella prima fase. Come prima, metà delle partite si giocherà in casa e l’altra metà in trasferta: ciò significa che, a differenza del passato, se si gioca sul campo dell’altra squadra non si avrà una seconda chances tra le proprie mura amiche.

Al termine di questa rinnovata fase iniziale, si guarderà il posizionamento delle varie compagini nella graduatoria generale. Solo le prime 8 voleranno direttamente agli ottavi di finale, il cui svolgimento rimane immutato. Le squadre classificatesi dal 9° al 24° posto dovranno giocare invece in aggiunta un turno di spareggi, dei veri e propri sedicesimi di finale, così come già avviene in Europa League e Conference League. Le ultime 12 in classifica saranno eliminate direttamente dalla Champions League. Non ci sarà spazio per retrocessioni, dunque. Nessuna squadra che prenderà parte alla massima rassegna continentale potrà proseguire la stagione europea attraverso altre competizioni.

Incontrare 8 formazioni differenti in giro per l’Europa è indubbiamente molto prestigioso. Naturalmente, c’è da mettere in conto che gli impegni aumenteranno esponenzialmente per tutte le squadre. Nella prima fase si giocheranno infatti 2 partite in più rispetto alle 6 alle quali eravamo abituati con l’attuale disposizione dei gironi. Gli incassi sono destinati a lievitare già solo in considerazione della presenza di un match casalingo in più. Come se non bastasse, il nuovo turno di spareggi potrebbe risultare probante anche per le rose più attrezzate. Se prima era necessario giocare 6 partite per arrivare agli ottavi di finale, adesso potrebbero servirne 10: quasi il doppio. In compenso, però, l’abolizione delle retrocessioni impedirà a molte squadre di ritrovarsi costrette a disputare altri incontri in competizioni minori che alle volte sono state persino snobbate, come dimostra il turnover applicato da molte big che negli ultimi anni hanno frequentato l’Europa League.

Fonte foto: Olympics.com

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