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William Viali: “Tutti uniti per Astori. Mondonico mai banale. I difensori più promettenti sono…”

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Abbiamo intervistato l’ex difensore della Fiorentina e del Lecce, parlando della difficile partita di stasera a Udine dopo la morte di Davide. Il calciatore era particolarmente legato a mister Emiliano Mondonico, come tutti noi di Passione del Calcio, e ci ha raccontato un simpatico aneddoto. Non poteva mancare qualche considerazione sulla lotta scudetto

Stasera si giocherà Udinese-Fiorentina. Si parla tanto di questa partita. Non è passato neanche un mese dalla morte di Astori avvenuta proprio ad Udine. Non era forse meglio giocarla altrove? Ci sarà un contraccolpo psicologico?

Secondo me il vero impatto forte c’è stato al primo rientro in campo col Crotone. E’ dura ripartire. La strada verso Udine, poi, è stata sicuramente difficile. Avrà aiutato l’aver cambiato albergo.

In qualità di ex capitano del Lecce e di difensore della Fiorentina come ha vissuto questa tragedia di Davide e come ha reagito la squadra?

Sono stato a Firenze quei giorni del funerale e si respirava un’aria particolare. Chi ha conosciuto Astori sa bene che persona fosse. Tutti ripetevano di voler portare l’atteggiamento del capitano in campo. Si percepiva e si percepisce che ha unito il pensiero di volerlo far rivivere così. Una linea comune: portare il suo modo di fare e di essere in campo.

Purtroppo ci ha da poco lasciato uno dei mister più amati di sempre, Emiliano Mondonico, amatissimo a Firenze, a Torino, e a Bergamo, come in tutta Italia. Che aneddoti può raccontarci di lui?

Era una persona mai banale. Non era uno qualsiasi. E’ stato tra i primi ad essere bravo per quanto concerne la comunicazione. Ci eravamo trovati talmente bene l’uno con l’altro che dopo Firenze mi portò a Cremona. A febbraio quando giunse alla Fiorentina le trasferte si giocavano il sabato sera. Invece di farci fare l’allenamento, come da protocollo, decideva una tappa turistica per distrarci, alleggerendo la tensione pre-gara, per avere il massimo del rendimento. Mi ricordo ancora quando visitammo la Reggia di Caserta. La prima la vincemmo a Como e da lì andò talmente bene da diventare una sorta di rito scaramantico.

Per la lotta scudetto Juve-Napoli sarà determinante ormai lo scontro diretto a Torino?

Sì con questo distacco sarà necessario che i partenopei vadano a vincere fuori casa contro i diretti concorrenti al titolo. Se la distanza fosse stata più esigua non sarebbe stato necessario.

Dalle stelle alle stalle. Chi rischia di più nella lotta per non retrocedere in B?

E’ una bella bagarre. Sicuramente il Benevento è troppo lontano in termini di punti, anche se è cresciuto molto. Il Verona ha avuto momenti positivi, ma ora è in netta difficoltà. Lo stesso Crotone che non sta messo bene ha un atteggiamento piuttosto battagliero. E’ stata poi fondamentale la vittoria del Chievo nell’ultima partita. Si deciderà tutto alla fine.

Chi sono i difensori più promettenti nel panorama italiano? Chi vede nel post Bonucci-Barzagli-Chiellini in Nazionale?

Alessio Romagnoli perché è già abituato a giocare in piazze importanti ed ha ulteriori margini di crescita data la giovane età (classe ‘95). Tra le fila bianconere, oltre a Daniele Rugani, dico anche Mattia Caldara, ora in prestito all’Atalanta. Dal prossimo ritiro con la Juve, a luglio, capiremo se può reggere la definitiva pressione di una grande squadra. A me piace molto anche Kevin Bonifazi del Torino. Ha vinto molto con la Spal, quest’anno non si è visto granchè, ma mi stimola parecchio.

I ricordi più belli della carriera?

L’esordio in serie A, obiettivo sognato da tanto e centrato. I quattro anni a Lecce, di cui due da capitano, e le tante vittorie con la maglia della Fiorentina.

Le esperienze più emozionanti da allenatore?

Moltissime. Sicuramente il primo anno con la Fiorenzuola, perché ho scoperto un mondo nuovo. Ora spero invece nell’obiettivo salvezza con il Cuneo in C.

Fonte foto: ilgazzettino, fiorenzula1922.blogspot e pianetalecce

Erika Eramo

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