Penultimo incontro degli azzurri nel girone di qualificazione alla prossima edizione della Coppa del Mondo. La conquista del secondo posto non era in discussione, ma certamente ci si aspettava una partita più agevole per i nostri colori
Un tempo sarebbe stato facile descrivere Moldova-Italia come un testa-coda del girone di qualificazione al Mondiale ed in effetti la Moldova è ultima con un solo punto conquistato, ma in testa al girone I non c’è l’Italia, ma la Norvegia che ci ha umiliato nella prima partita che è costata anche la panchina all’ex Ct Spalletti. Ormai da troppo tempo la nostra nazionale deve faticare per guadagnarsi un posto per un campionato del mondo dove manchiamo infatti da troppo tempo, dall’ormai lontana edizione del 2014. A Chisinau partono bene gli azzurri, contro il fanalino di coda del girone, con buone trame ed un’ottima intesa delle punte, ma non si riesce a concretizzare e l’impeto azzurro si spegne dopo il primo quarto d’ora, lasciando spazio ad una discreta confusione ed il primo tempo termina deludentemente a reti inviolate.

La seconda frazione di gioco inizia con un’Italia arrembante, segno che il commissario tecnico azzurro ha strigliato la squadra durante l’intervallo e gli ha trasmesso parte della sua famigerata grinta, questo però non sembra sortire grandi effetti, soprattutto per la troppa foga riversata sul prato verde dai nostri ragazzi. Certamente non manca l’impegno, ma le marcature asfissianti dei moldavi non lasciano spazio e tempo di ragionare e sono, anche per questo, numerosi gli errori degli azzurri che non consentono di arrivare a chiudere la grande mole di lavoro. Troppo prevedibile la nostra formazione e la ricerca spasmodica del risultato non aiuta creando più pathos che azioni da goal, con una scarsissima fluidità di gioco. Considerando la scarsa pericolosità azzurra il Ct decide di cambiare l’intero reparto d’attacco, quindi al 65′ entrano Retegui e Pio Esposito per Scamacca e Raspadori, mentre al 75′ dentro Dimarco, Politano in sostituzione di Cambiaso, Orsolini e all’82esimo Frattesi sostituisce Zaccagni. Saranno soprattutto i cambi sulle fasce ad essere determinanti e proprio quando le speranze stavano scemando, arriva il goal con uno spettacolare tuffo di testa da parte di Mancini su cross di Dimarco, poi il raddoppio al 90’+2 con un altro colpo di testa, stavolta è il turno di Pio Esposito su cross di Politano.
Per la prima volta l’Italia vince sei partite consecutive in una qualificazione mondiale, una con Spalletti e cinque con Gattuso, ma nonostante ciò dovrà affrontare i play off per acciuffare il pass per il Mondiale 2026.
Fonti foto: gazzetta.it; leggo.it
Luigi A. Cerbara








