Il tecnico austriaco è arrivato al termine della scorsa stagione ed ha completamente risollevato la formazione londinese, un grande lavoro coronato con la storica conquista della Fa Cup lo scorso sabato contro il Manchester City
Negli ultimi 15-20 anni, la cosiddetta “scuola austriaca” del calcio ha prodotto tanti allenatori dalle idee interessanti ed innovative, capaci di far giocare le loro squadre in maniera aggressiva, ma allo stesso tempo intelligente. Il più illustre tra questi, Jurgen Klopp, ha al momento lasciato il mondo del pallone, per un ruolo più amministrativo all’interno del gruppo Red Bull. Il suo retaggio però è portato avanti da altri tecnici che, spesso lontano dalle luci dei riflettori, svolgono un lavoro invidiabile considerando anche il materiale umano a loro disposizione. Uno di questi è senza dubbio Oliver Glasner.
Classe 1974, Glasner ha vissuto questi suoi primi 50 anni in maniera tutt’altro che banale. La sua ottima carriera da calciatore è stata stroncata a 36 anni a causa di un’emorragia cerebrale che lo ha colpito durante un match contro il Rapid Vienna, costringendolo a smettere. Il tecnico austriaco ha rischiato la vita, ma una volta scampato il pericolo è ripartito da zero senza mai accantonare la sua passione più grande. Ha conseguito una laurea in Business Administration che gli ha permesso di entrare nella galassia Red Bull, arrivando fino ad occupare l’incarico di amministratore delegato del Salisburgo. Il suo habitat naturale però è il campo, per questo motivo nel 2012 decide di accettare il ruolo di vice allenatore di Roger Schmidt sempre al Salisburgo.
Un anno dopo Glasner inizia la sua gavetta da primo allenatore al Liefering, per poi passare al Ried, sempre in Austria. Il suo primo traguardo importante però è la promozione in prima divisione austriaca ottenuta con il Lask, nel 2017. Due anni dopo, lo ingaggia il Wolfsburg, con cui nel 2021 centra un’importante qualificazione in Champions League. A maggio del 2021 si trasferisce poi all’Eintracht Francoforte ed è proprio qui che il grande pubblico impara a conoscerlo ed apprezzarlo. Il tecnico austriaco alla sua prima stagione conquista l’Europa League ai rigori contro i Rangers, riportando il trofeo a Francoforte dopo più di 40 anni. Sempre a maggio, ma nel 2023, annuncia il suo addio al club ed a febbraio 2024 rileva in corsa il Crystal Palace, cominciando la sua avventura in Premier League.
Glasner conduce il Palace ad una salvezza tranquilla, terminando il campionato al decimo posto. È in questa stagione però che il tecnico austriaco ha davvero cambiato il volo del club londinese. Dopo un inizio difficile in Premier League, è arrivata un’altra salvezza ottenuta con largo anticipo ma soprattutto la storica vittoria in Fa Cup di sabato scorso. Battuto di misura il Manchester City, al termine di una partita sofferta ma preparata in maniera egregia. È il primo trofeo in 120 anni di storia per il Crystal Palace, una gioia immensa per tutti i tifosi che vale anche l’accesso di diritto alla prossima edizione dell’Europa League.
Che altro dire di Glasner? È un tecnico con dei principi di gioco chiari, quelli del gegenpressing di matrice tedesca, ma che allo stesso tempo possiede quel pragmatismo necessario ad adattarsi ai calciatori a disposizione e all’avversario di turno, come dimostrato contro il City l’altro ieri. È un allenatore bravissimo a lavorare con i giovani, soprattutto se si tratta di attaccanti: Weghorst al Wolfsburg, Kolo Muanì al Francoforte, Eze, Mateta e Olise al Crystal Palace (quest’ultimo venduto al Bayern Monaco la scorsa estate per 50 milioni di euro). Sotto la sua guida, squadre e giocatori rendono spesso al di sopra del loro potenziale. Non ci sarebbe niente di cui stupirsi se nei prossimi anni vedessimo Glasner sulla panchina di qualche top team europeo.
Luca Missori
(Fonte immagine: Indipendent.co.uk)









[…] Sempre che non ci sia un ulteriore tracollo finale. In caso di divorzio, io avrei una suggestione: Oliver Glasner. Oppure Sarri come piano […]