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Nostalgia Nazionale 

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Un sentimento comune a molti italiani, il senso di impotenza davanti alla difficoltà di riuscire ad essere protagonisti di un sogno. Alla fine ci basterebbe anche di fare almeno una comparsa come fu nell’ultimo Mondiale 2014, ma almeno esserci. Questa sera ci sarà il match contro l’Estonia valido per la qualificazione a UNITED 2026. Nell’aria si sente tensione e preoccupazione

Questa sera a Bergamo si giocherà la partita Italia – Estonia, match valido per la qualificazione per il Mondiale 2026 che si svolgerà tra USA, Canada e Messico. Mister Gattuso farà il suo esordio con mille occhi puntati. Tenace e grintoso, testardo ed istintivo, cercherà di trascinare la squadra con tutte le sue forze. Più che un bravo allenatore, direi una brava persona, un italiano vero, un uomo del sud di quelli che non mollano la presa. Mister Ringhio di sicuro soffrirà e suderà più di tutti i giocatori in campo perché il peso da portare sulle spalle è quello della Generazione Z ed Alpha che non hanno mai goduto di vedere la maglia azzurra partecipare al Mondiale. Unico ricordo è l’Europeo del 2020, ad oggi credo sia stato quasi un miracolo vincerlo e pensare che nel 2014, anno dell’ ultimo Mondiale giocato dalla nostra Nazionale, il mondo era un altro. Non esistevano le dirette Instagram, non avremmo mai immaginato di dover vivere una pandemia, la Juventus era il club più forte in Italia e soprattutto Yamal aveva 7 anni!!! Quanto tempo è passato! Ecco solo per fare un esempio di come il mondo si sia evoluto, di come le situazioni siano cambiate e come le nuove generazioni abbiano avuto anche il dispiacere di non condividere le emozioni azzurre di un campionato del mondo. La nostra Nazionale si è neutralizzata, per mille motivi e ci sono mille colpevoli. Le scelte sbagliate, il non credere alle nuove generazioni, diciamo è un po’ lo specchio della società in cui viviamo oggi. Non voglio parlare di formazioni, di calciatori, di infortunati e di non convocati, perché la situazione è chiara a tutti, di conseguenza le aspettative sono quelle che sono, ma lasciatemi sognare. Vorrei rivedere le bandiere sui balconi, rivivere le notti magiche. Vorrei sentire di nuovo il boato all’unisono, come quello del goal segnato dal dischetto da Fabio Grosso che ci incoronò Campioni del Mondo il 9 luglio del 2006. Quella notte eravamo tutti felici.

Fonti foto: Sky sport.it

Silvana Perrini 

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