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Mondo del calcio in lutto, addio a Mircea Lucescu

Fonte ilpost.it
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Si è spento a Bucarest l’allenatore rumeno ricoverato per problemi cardiaci dopo l’ultima apparizione in panchina nella semifinale playoff per la qualificazione al mondiale, aveva 80 anni

Aveva provato l’ultima magia Mircea Lucescu. Riportare la sua Romania al mondiale attraverso gli spareggi. Purtroppo non ci è riuscito perdendo 1-0 in semifinale contro la Turchia. Pochi giorni dopo la gara il malore che lo ha costretto in ospedale per complicazioni al cuore, sino all’aggravamento che ha portato ieri alla morte dell’amatissimo mister rumeno. Lucescu aveva 80 anni e sino all’ultimo si è seduto con grande fierezza sulla panchina perché aveva quel sogno di vivere un’ultima importante avventura con la sua nazionale. Ora il mondo del calcio piange e lo ricorda per quello che era, un grandissimo maestro del pallone e allenatore visionario, transitato anche nel nostro Paese. L’ultima bellissima immagine che abbiamo di lui e che sta facendo il giro del web è il caloroso abbraccio con Hakan Calhanoglu al termine della sfida contro la Turchia che ha sancito l’eliminazione della Romania dalla corsa al mondiale.

L’abbraccio con Hakan Calhanoglu – Fonte x.com

Come attaccante Lucescu ha militato soprattutto nella Dinamo Bucarest con cui ha conquistato 6 campionati rumeni e 1 coppa di Romania. Dal 1979 è divenuto allenatore iniziando proprio con l’ultima squadra in cui ha militato da giocatore, il Corvinul Hunedoara, club rumeno. Successivamente nel 1981 gli viene affidata la panchina della Romania che guiderà sino al 1986 ottenendo la prima storica partecipazione a un Europeo, quello del 1984 in Francia. Dall’85 al ’90 prenderà la panchina della Dinamo Bucarest vincendo un campionato e due coppe nazionali.

Nel 1990 l’approdo in Italia. E’ il Pisa a dargli la prima chance, un’avventura che però termina anzitempo nel marzo del 1991. L’estate successiva il Brescia gli dà una seconda occasione italiana. Lui ripaga con la vittoria della serie B con la promozione in A. Immediata la retrocessione nel 92/93 ma le rondinelle sono prontamente riportate in massima serie. La stagione 94/95 in A, però, è nefasta tanto che a febbraio dopo i risultati negativi viene esonerato. Il Brescia lo richiamerà l’anno successivo in B ma anche in quell’occasione non riuscirà a risollevare la situazione raccogliendo un altro esonero. Pessima la successiva esperienza in A con la Reggiana che dura dieci giornate nel 96/97.

Dopo un rientro in patria con il Rapid Bucarest che gli vale una coppa di Romania, ecco nel novembre del 1998 la chiamata dell’Inter di Moratti per sostituire Luigi Simoni. I nerazzurri, nonostante una rosa di tutto rispetto, sono in confusione e i risultati per Lucescu non sono lusinghieri. Si dimetterà a marzo 1999. Concluderà la stagione ancora con il Rapid Bucarest che porterà alla vittoria del titolo. Gli anni 2000 sono quelli più importanti per lui. Tra Turchia e Ucraina scrive le pagine più belle della sua carriera. Con il Galatasaray (dal 2000 al 2002) vince un campionato turco e una supercoppa Europea battendo il Real Madrid. Con il Besiktas (dal 2002 al 2004) si ripete vincendo un campionato.

La vera svolta arriva nel 2004 quando prenderà la guida dello Shakhtar Donetsk dove rimarrà sino al 2016. Con gli ucraini scriverà pagine importanti con la sua formazione ricca di calciatori brasiliani, un vero spettacolo veder giocare la squadra di Lucescu. Per lui arrivano 8 campionati ucraini, 6 coppe nazionali e 7 supercoppe. Soprattutto, però, conquisterà la storica Coppa Uefa 2008/09 vinta in finale a Istanbul contro il Werder Brema.

Lucescu con la storica Coppa Uefa dello Shakhtar – Fonte diretta.it

Terminata l’avventura di Donetsk dopo dodici anni una breve apparizioni di una sola stagione allo Zenit San Pietroburgo, terminata nel 2017 con cui inanella comunque una supercoppa russa. Successivamente diventa c.t. della Turchia che lascerà nel 2019. Nel 2020 torna in Ucraina alla Dinamo Kiev, scelta accolta non positivamente dai tifosi visti i suoi trascorsi nello Shakhtar. Solo grazie all’intervento del presidente della società riuscirà a proseguire nel rapporto. Nella capitale ucraina vincerà comunque un campionato, una coppa e una supercoppa nazionale. Nella gara con la Juventus in Champions League nel 2020 diventa il mister più anziano nella storia della competizione (75 anni, 2 mesi e 21 giorni). Nel novembre 2023 si dimette annunciando il ritiro.

Solo la sua nazionale lo fa tornare sui suoi passi nel 2024. La guiderà fino all’ultima partita del 26 marzo 2026 che lo rende anche il c.t. più anziano a guidare una nazionale a 80 anni e 240 giorni. Pochi giorni dopo, come già detto, i malori che lo porteranno via.

Una carriera incredibile, impossibile da condensare in poche righe, ricca di significati ed episodi da ricordare che vanno al di là dei successi sul campo. Mircea Lucescu era un personaggio già all’avanguardia per il suo periodo, un maestro di calcio che vedeva oltre nonostante i tempi ancora non fossero maturi per certe idee. La testimonianza sono tutti i tributi che stanno arrivando in suo onore dai rappresentanti del mondo del calcio e non. Da chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, dai suoi ex calciatori e i suoi amici. Ci lascia una personalità unica che mancherà sicuramente a un mondo che non sta vivendo uno dei suoi periodi migliori.

Il pensiero va ai suoi cari e la redazione di Passione del Calcio non può che inviare le più sentite condoglianze. Ciao Mircea e grazie di tutto.

Glauco Dusso

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