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Miracolo a Nottingham: il Forest è di nuovo in lotta per la Premier League

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La formazione di Nuno Espirito Santo ha disputato una prima parte di stagione nettamente al di sopra delle aspettative ed ora è lì a giocarsela con le big del calcio inglese 

Circa mezzo secolo fa, quando ancora la Premier League non si chiamava così, il calcio inglese ha vissuto un “Leicester” prima del Leicester, quello del trionfo nel 2016 con Claudio Ranieri in panchina. Già un’altra squadra inglese infatti, anche se inizialmente data come candidata alla retrocessione da neo promossa, riuscì a vincere il campionato e non paga di questa impresa realizzò un altro doppio miracolo, conquistando due Coppe dei Campioni consecutive. Era il Nottingham Forest di Brian Clough, una formazione ed un allenatore che negli anni a venire sarebbero diventati un vero e proprio cult, ispirando, con la loro storia, libri e film di successo. 

Quasi 50 anni dopo, il Nottingham Forest è di nuovo ai vertici del calcio inglese. Al posto di Brian Clough c’è Nuno Espirito Santo, l’avversario principale nella corsa al titolo è sempre il Liverpool, seguito dall’Arsenal. Per i tifosi del Forest più in là con gli anni e più nostalgici delle similitudini col passato ci sono, ma sono tante anche le differenze. A cominciare dalla proprietà. Il presidente del nuovo Forest infatti è Evangelos Marinakis, magnate greco proprietario, tra le altre, di una compagnia marittima quotata in borsa e dal valore che supera i 2 miliardi di euro. Prima di arrivare a NottinghamMarinakis è stato presidente della Super Lega greca, vice presidente della Federcalcio ellenica. Inoltre è proprietario anche dell’Olympiacos

L’uomo d’affari greco si sta facendo largo nel calcio europeo a suon di investimenti milionari e sembra voler replicare, con le dovute proporzioni, il modello societario del Manchester City. Per raggiungere il suo scopo, già da un paio d’anni, Marinakis si è legato a doppio filo a uno dei personaggi più potenti ed influenti del mondo del pallone: il procuratore Jorge Mendes. L’agente portoghese, oltre che rappresentante di diversi giocatori acquistati dal Nottingham negli ultimi anni, ha anche Nuno Espirito Santo tra i suoi assistiti. 

L’allenatore lusitano è il demiurgo dell’incredibile stagione del Forest fino ad ora. Il suo modo di giocare, pragmatico ma efficace, ricorda molto il calcio all’italiana. La base è la solidità difensiva, un baricentro basso fatto di due blocchi da quattro uomini che si muovono all’unisono scivolando da una parte all’altra del campo. Primo non prenderle, secondo ripartire velocemente in contropiede per sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari. Non è un caso che in questi mesi i migliori giocatori dei Reds di Nottingham per rendimento siano stati i difensori: il pilastro Murillo guida il reparto con grinta e carisma, coadiuvato da due vecchie conoscenze della Serie A come Milenkovic e Ola Aina, oltre al terzino Williams

In attacco anche il Forest ha mostrato profili interessanti, come il centravanti Chris Wood, quinto nella classifica cannonieri della Premier League con 14 reti (come Cole Palmer, a -3 da Haaland e a -4 da Salah). Menzione doverosa anche per Hudson-Odoi Gibbs White, che alle spalle di Wood abbinano fantasia e velocità rendendo difficili da contrastare, proprio perché complicate da codificare, le manovre offensive del Nottingham. Con il Liverpool a + 6 (e con una gara in meno) la vittoria della Premier sembra onestamente molto difficile, ma con questa media punti i ragazzi di Nuno Espirito Santo potrebbero centrare una storica qualificazione in Champions League, anche quello sarebbe un ritorno al passato dal sapore molto dolce. 

Luca Missori

(Fonte immagine: 90min.com)

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