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Mario Bertini: “L’Inter deve crederci ma non è a livello della Juve”

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L’ex centrocampista è tornato indietro con la memoria ripercorrendo le fasi salienti della sua carriera e ovviamente non poteva mancare un’analisi sulla ‘partita del secolo

Mario Bertini è stato un ex mediano della Fiorentina e dell’Inter tra gli anni sessanta e settanta. Vanta un tricolore con i nerazzurri nella stagione 1970/71.

La sua partita più bella nell’anno dello scudetto dell’Inter del 1971?

Inter-Napoli in cui vincemmo per 2-1 con Boninsegna che ribaltò la rete iniziale di Altafini. Fu una vittoria determinante in chiave scudetto.

I più grandi numeri 10 con cui si è scontrato a centrocampo?

Ho affrontato degli autentici fuoriclasse. Pelè andava oltre il 10… era un 100 (ride ndr). Rivera e Sivori era complicatissimo fermarli. Ho sempre sofferto il mediano Francesco Rizzo del Cagliari.

Con quale giocatore aveva maggiormente legato nel Mondiale del ’70?

Il gruppo era diviso tra i giocatori del Cagliari e quelli dell’Inter fondamentalmente.

Ha rimpianti per essere andato via dalla Fiorentina nell’estate prima dello scudetto del ’69?

Non ho rimpianti. La società viola volle cedere Albertosi, Brugnera e me. Ci guadagnò a livello economico e vinse anche lo scudetto, meglio di così! (ride ndr)

La ‘partita del secolo’ Italia-Germania 4-3 del Mondiale 1970 come l’ha vissuta?

Con tranquillità e serenità senza ansia. Nei supplementari è divenuta la partita del secolo, anzi ormai dell’altro secolo! (ride ndr)

Purtroppo abbiamo pagato lo sforzo in finale contro il Brasile. In molti si ricordano di Albertosi, Burgnich, Facchetti che è l’inizio della formazione e poi di Rivera, Mazzola, Boninsegna e Riva. C’ero anche io però insieme agli altri che completavano la squadra.

Questa Inter targata Conte può puntare al tricolore?

Niente è vietato. Conte sta facendo meglio rispetto a Spalletti ma non ha colmato ancora il divario con la Juve.

Cosa le piace di questa Nazionale?

Le idee chiare del ct Mancini e i diversi giovani di qualità. Qualcuno magari si è perso per strada e Mancini dovrà scegliere i 23 migliori. Il girone era abbastanza abbordabile pertanto l’Europeo sarà il primo vero banco di prova.

Fonti foto: Pinterest.cl; PaperBlog.com

Stefano Rizzo

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