Alla veneranda età di 39 anni riesce ancora a determinare con le sue giocate e non importa che sia titolare o parta in panchina, il suo apporto alla squadra non lo fa mancare mai
C’è stato un tempo, non troppo lontano e nemmeno troppo breve, in cui un calciatore già alla soglia dei 30 anni era considerato vecchio e lui stesso lo pensava, tanto è vero che l’appendere gli scarpini al chiodo a quell’età era considerata quasi la normalità. Largo ai giovani si diceva, cosa che in Italia sembra essere ancora oggi un tabù. Siamo passati, negli ultimi anni, all’altro lato della medaglia e molti calciatori calcano ancora il terreno verde vicino, se non oltre, ai 40 anni d’età. Un atleta, un campione, potremmo senz’altro dire un fuoriclasse come Luka Modric a 30 anni non pensava minimamente al ritiro, anzi, giocava da qualche stagione nel Real Madrid, una delle società più forti e vincenti della storia del calcio. È arrivato ai Blancos, senza troppo clamore, nell’agosto del 2012 ed ha sempre dato il suo apporto, non solo costante nel tempo, ma quasi sempre determinante. E’ riuscito anche a mettersi in vetrina con la sua nazionale ed è stato premiato a livello individuale vincendo il pallone d’oro 2018, l’unico ad aver interrotto l’egemonia praticamente incontrastata del duo Messi/Ronaldo che lo hanno vinto alternandosi per 12 volte dal 2008 al 2021 (Messi se lo aggiudicherà ancora una volta nel 2023 portando il suo bottino totale a otto titoli contro i cinque totali di Cristiano Ronaldo). Modric, classe 1985, un furetto di 1,72mt non avrà il “physique du role” di Cristiano Ronaldo, non avrà i numeri funambolici di Messi, ma ha classe, sicurezza, alto tasso tecnico, resistenza, visione di gioco, un calciatore completo, un uomo squadra seppur con modi calmi e pacati. Il rispetto sul campo lo ha sempre conquistato con le prestazioni e con le “giocate”, spesso, spessissimo, determinanti. Nella gara di campionato di sabato scorso 19 ottobre, Modric ha stabilito un record che perdurava dal 1966, è divenuto il calciatore più anziano a scendere in campo in una gara ufficiale con il Real Madrid, all’età di 39 anni e 40 giorni. Il precedente record apparteneva nientemeno che a Ferenc Puskás.

Nella gara del record di longevità, in trasferta, contro il Celta Vigo e vinta per 2-1, Modric ha servito un assist a Vinicius per il goal vittoria. Il croato sedeva in panchina e dalla chiamata del Mister al momento dell’assist sono passati soltanto tre minuti, un filtrante centrale con il quale Luka ha servito la palla dove sapeva che Vinicius si sarebbe trovato. La visione di gioco di un fuoriclasse! Troppi i titoli conquistati con il club spagnolo, basti dire che ha vinto tutto. Luka ha però fatto grandi cose anche con la sua nazionale, quella Croazia capace di far tremare le grandi, approdando sorprendentemente alla finale del Mondiale di Russia 2018 battuta poi dalla Francia. Nell’edizione successiva, Qatar 2022, la Croazia di Modric conquista un prestigioso terzo posto, confermando il proprio altissimo livello.
Luka a ritirarsi non ci pensa proprio, anzi vuole continuare a rincorrere altri record. La fiducia dell’allenatore è massima, la società gli ha rinnovato il contratto seppur per un anno, lui dimostra di essere sempre un calciatore importante e che il fuoco che gli arde dentro è ancora forte e, per ora, non serve altro!
Fonti foto: goal.com; eurosport.it
Luigi A. Cerbara








