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Luca Pellegrini: “La differenza tra il calcio della mia epoca e questo attuale sta nell’intensità”

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L’ex capitano della Sampdoria si augura che la squadra blucerchiata, in questo anno tribolato, possa salvarsi

La Sampdoria le sta provando tutte per evitare la prima retrocessione in serie C della sua storia gloriosa. Al posto di mister Semplici è stato chiamato l’ex doriano Chicco Evani e con lui un altro ex il suo vice Attilio Lombardo. Intanto ‘buona la prima’, infatti l’uno a zero ottenuto dalla Samp contro il Cittadella è di vitale importanza. Attualmente la compagine blucerchiata è in zona play out. Noi di passione del calcio abbiamo voluto contattare Luca Pellegrini, ex difensore e capitano dell’unico scudetto della Sampdoria, conquistato nel 1991. Pellegrini nella Samp ha vinto anche per tre volte la coppa Italia e la Coppa delle Coppe nel 1990. Ha militato anche nel Verona e nel Torino.

Quali sono i cambiamenti più significativi tra il calcio attuale e quello legato all’epoca in cui giocava lei?

L’intensità, da non confondersi però con la velocità. Si pressa tanto ora e nel complesso non c’è tanta qualità tra le piccole squadre. Pertanto un giocatore ha poco tempo di gestire il pallone perchè si trova quasi immediatamente ostacolato dall’avversario e perciò spesso nelle sfide tra squadre non blasonate la sfera diventa un flipper, passa in poco tempo da una squadra all’altra, in questo modo la manovra è troppo spezzettata, in più pochi giocatori tentano il dribbling e se un calciatore ha poca personalità tende a giocare troppo la palla dietro. Insomma alcune partite non sono un bel vedere.

Il segreto della Sampdoria scudettata del ’91?

La crescita costante. Eravamo praticamente lo stesso gruppo da anni. Un gruppo umile che dopo ogni successo resettava tutto per ripartire con la ‘fame’ di vittorie. Lo scudetto è stato il momento più alto di un percorso intrapreso diversi anni prima. Roberto Mancini e Beppe Dossena a mio avviso sono stati i più decisivi per lo scudetto. Nell’anno del tricolore avevamo raggiunto una grande maturità grazie anche alle sconfitte rimediate in precedenza. Nel mio periodo abbiamo vinto abbastanza ma potevamo conquistare anche qualche trofeo in più, abbiamo perso due finali di coppa Italia, entrambe con la Roma, tre supercoppe, due italiane e una europea, e nella finalissima di Coppa delle Coppe del 1989, siamo stati sconfitti dal Barcellona.

I momenti chiave del successo nella Coppa delle Coppe del 1990?

Come ho già detto dalle sconfitte si può ripartite più forti di prima. L’aver perso la finale della Coppa delle Coppe dell’anno prima contro il Barcellona ci ha caricato, abbiamo fatto tesoro di quella esperienza negativa. Certo non è stato semplice disputare due finali consecutive ma avevamo la consapevolezza che potevamo sognare in grande e nel ’90 abbiamo battuto l’Anderlecht ai supplementari grazie alla doppietta di Vialli.

In cosa si distingueva maggiormente la coppia d’attacco Gianluca Vialli e Roberto Mancini?

‘I gemelli del gol’ avevano caratteristiche diverse e si completavano molto bene. Mancio era un attaccante atipico, dotato di intelligenza calcistica, tempismo, tecnica, era un ottimo rifinitore, infatti dopo che Vialli se ne andò dalla Samp anche Ruud Gullit, Enrico Chiesa e Vincenzo Montella hanno realizzato diverse reti con Mancio al loro fianco. Vialli invece non si risparmiava mai, dava tutto in campo. Correva perfino dietro in difesa per recuperare palla. Era un leader.

Un aneddoto su mister Vujadin Boskov?

Era un tecnico molto competente, aveva allenato e vinto con il Real Madrid prima di trionfare nella Samp. Era un grande gestore e anche una sorta di psicologo, utilizzava il bastone e la carota, anche se variava poco con i destinatari… ride (ndr).

Attualmente quale difensore le somiglia di più in campo?

C’è troppa differenza con i miei tempi per fare dei paragoni. All’epoca il mio modo di giocare era un po’ una novità, venivo paragonato a Schnellinger per via del recupero palla in scivolata che era il mio marchio di fabbrica. Agganciavo la palla all’avversario in scivolata e ripartivo. Ho ricoperto praticamente tutti i ruoli sia della difesa, sia a zona che a uomo, che del centrocampo, accumulando un bagaglio di esperienze notevole.

Cosa fa oggi Luca Pellegrini?

Io e Stefano Eranio, ex bandiera del Genoa, saremo candidati alle prossime elezioni comunali nella lista civica “Vince Genova”, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Pietro Piciocchi.

Da qualche anno non collaboro più con Sky, non avendo ‘conoscenze’ sono stato sostituito da chi ha dei ganci potenti.

Da tifoso auguro alla Sampdoria la permanenza in B. La Samp è un patrimonio del calcio italiano e i tifosi blucerchiati sono fantastici, dimostrano il loro amore verso questo club in qualsiasi situazione.

Fonti foto: IlSecoloXIX.it; Gazzetta.it; Threads.net

Stefano Rizzo

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