Home Curiosità Libero d’Autore, un omaggio a Gaetano Scirea col cuore

Libero d’Autore, un omaggio a Gaetano Scirea col cuore

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Ieri sera presso l’Auditorium del Massimo di Roma (via Massimiliano Massimo 1) c’è stata una serata in memoria dello storico capitano juventino, un campione oltre ogni fede calcistica, icona di correttezza e signorilità. Sono saliti sul palco i suoi ex compagni di squadra Luciano Spinosi, Giuseppe Galderisi, Marino Magrin, Massimo Briaschi, Roberto Galia e Franco Selvaggi

L’evento, nato da un’idea del Maestro Giandomenico Anellino e del giornalista Rai Mario Mattioli, dal titolo “Libero d’Autore”, ha alternato momenti di riflessione e di allegria. Il conduttore Mattioli ha riportato in apertura le belle parole di Paolo Rossi che ha ricordato quanto Scirea fosse uomo di sostanza e non di apparenza.

  

Visto che oggi si è festeggiato il settimo scudetto consecutivo bianconero non sono mancate le stoccate agli avversari napoletani. L’imitatore Gianfranco Butinar immaginando un dialogo tra Bruno Pizzul e Bruno Giordano e tra il giornalista e Luciano Moggi ha detto: “Me reggi un attimo lo scudetto, che poi me lo ripijo” o il classico “La Juve vince per mancanza di avversarie”.

   

Anellino ha deliziato la platea con varie melodie del suo infinito repertorio. E’ intervenuta la vedova Mariella Scirea, la regina dei club juventini (se ne contano ben 503 in tutto il mondo), che ha sottolineato l’eccellenza della società e della famiglia Agnelli ed ha ringraziato Mattioli per avergli fatto rivedere gli ex compagni del marito e tanti amici juventini, oltre ad aver organizzato la manifestazione.

 

  

Sono saliti sul palco Luciano Spinosi, Giuseppe Galderisi, Marino Magrin, Massimo Briaschi, Roberto Galia e Franco Selvaggi. Ognuno di loro ha raccontato qualche aneddoto legato a Scirea mettendo in luce la discrezione, la leadership, la sportività, l’eleganza dell’uomo e del calciatore.

Cristiano Militello di “Striscia lo Striscione” ha intrattenuto il pubblico con una carrellata tra le migliori cose viste sugli spalti, dai classici sfottò tra Roma e Lazio (“noi domani al Circo Massimo, voi massimo al circo” o “Ilary a lavoro con le iene, a casa col somaro”) alle diatribe toscane tra senesi e fiorentini (“sieti simpatici come la merda calpestata con la Geox” ), passando da quelle a sfondo politico in Livorno-Milan (“Silvio non vince nemmeno se arbitra Fede”) o religioso in Matera-Potenza (“Cristo si è fermato ad Eboli perché Potenza gli faceva schifo”) fino alla sua preferita in assoluto (“voi comaschi, noi con le femmine”).

Butinar ha imitato tantissimi personaggi del mondo calcistico: Claudio Ranieri, Dino Zoff, Luigi Del Neri, Fabio Capello, Zlatan Ibrahimovic, Mario Balotelli, Antonio Cassano, Sven-Goran Eriksson, Roberto Mancini, Francesco Totti. Grande assente Dino Zoff, a causa dell’influenza. Il portierone della Juve e della Nazionale fece un parallelo tra il tocco leggiadro sul campo ed il candore nel cuore di Scirea, l’unico italiano ad aver vinto tutte le competizioni.

 

  

I proventi della serata sono andati alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro infantile, la cui Presidente è Donna Allegra Agnelli. Lo Juventus Football Club il 25 maggio (giorno della sua nascita) di quattro anni fa così descrisse Gaetano Scirea: “Fuoriclasse raro, inarrivabile per la raffinata eleganza con cui stava in campo e per l’educazione e l’onestà con cui affrontava la vita. Come giocatore ha vinto tutto, come uomo è stato un modello di dolcezza e integrità”. Lo sport, oggi più che mai, ha bisogno di esempi positivi, di campioni assoluti dentro e fuori il rettangolo di gioco. Ecco perché ieri sera si è voluto aggiungere un tocco d’autore, di colore e di poesia al grigiore quotidiano.

   

 

  

Erika Eramo

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