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Michele Criscitiello: “Sarebbe offensivo non far giocare de Vrij. Mancini porterà i risultati mancati con Ventura”

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Abbiamo intervistato il Direttore di Sportitalia e di Tuttomercatoweb e gli abbiamo chiesto qualche parere sulla fine di questo campionato, sulla Nazionale e sul Mondiale. Il noto conduttore tv ci ha rivelato chi sono stati i suoi mentori ed i momenti salienti della carriera. Si è inoltre pronunciato sulla diatriba dei diritti tv

Allegri alla Juve e Sarri al Napoli. Si ripartirà così nella prossima stagione?

Per Allegri sì, non dovrebbero esserci dubbi. Per quanto concerne Sarri se non ci sono alternative anche. Lo vedremo lunedì. Se ha garanzie rimarrà sulla panchina partenopea, però a livello di gioco è finito un ciclo ormai.

Lei domani sera manderebbe in campo de Vrij?

Assolutamente sì. Sarebbe offensivo non farlo. Ha già dimostrato di essere un professionista. Se non ci fosse stato lui la scorsa giornata sarebbe finita 3-2 per il Crotone.

Tra le 5 squadre a rischio retrocessione chi l’ha delusa di più?

Chievo, Cagliari e Udinese, perché dalla SPAL e dal Crotone un po’ ce lo aspettavamo. La grande delusione però è stata l’Hellas Verona che ha dimostrato gravi lacune proprio come società. Il Benevento si è svegliato, ma troppo tardi.

Roberto Mancini cosa può portare alla Nazionale?

Ordine, qualche idea e soprattutto risultati, quelli che sono mancati con Ventura e che la gente vuole. In Nazionale non interessa certo il calcio champagne.

Il giornalista che le piace di più? Il suo mentore?

In primis Gianfranco De Laurentis, il mio punto di riferimento fin da quando ho iniziato. Per me è come uno zio. Poi anche Fabrizio Maffei mi ha aiutato molto con i suoi consigli. Sono entrambi grandi professionisti, due persone eccezionali ed umili. Purtroppo non li frequento molto perché io sono a Milano e loro a Roma. Appena posso però li vado a trovare. Andai a New York quando Maffei era il Direttore di Rai Corporation. Anche se faccio una tv giovane ho sempre preso spunto da alcuni mostri sacri della Rai.

Gli ex giocatori con cui si trova meglio? Gli allenatori preferiti?

Gianluca Savoldi e Andrea Soncin. Poi Lele Adani che ha iniziato a fare questo mestiere con noi. Doveva essere il vice di Baldini. Ci siamo conosciuti perché lo accompagnava da noi in trasmissione. Era talmente bravo che fu inevitabile intraprendesse questa carriera. Per gli allenatori dico Rino Gattuso, Cristian Bucchi e Massimo Rastelli perché sono gli esempi di come dovrebbe essere l’allenatore tipo, quello del calcio moderno.

Come si fa a trasformare la passione per il giornalismo sportivo in un lavoro? Che consigli dà ai tanti giovani che la seguono e vorrebbero realizzarsi in questo ambiente?

In 5 anni, con i vari workshop organizzati qui da noi, sono passati circa 1000 ragazzi provenienti da tutta Italia. Sono ormai venti anni che faccio questo mestiere con dedizione. Il mio primo giorno risale a marzo ’98. Quando si entra in redazione bisogna dimenticarsi tutto il resto, non si deve guardare l’orologio, ma avere fame, non essere presuntuosi perché ogni giorno si può imparare qualcosa di nuovo. Non è una frase fatta, ma la verità. Poi così come ci vogliono gli allenatori moderni, allo stesso modo anche il giornalista deve saper fare tutto. All’inizio mi facevo aiutare dal montatore. Adesso monto io i servizi, mi occupo personalmente del mixer video. Appena ho tempo mi dedico ai programmi quali Final Cut e Adobe Premiere…perchè ormai bisogna essere completi: conduttori, inviati, montatori…Se poi si fa questo lavoro per soldi non si è capito nulla. Innanzi tutto c’è la passione.

Il momento più bello della sua carriera?

Sono stati quattro gli step fondamentali. In primis quando, il 1 aprile 2005, da Avellino mi trasferii a Milano. Nel 2007 diventai Direttore di Tuttomercatoweb. Nell’estate 2013 scoppiò il mercato di Sportitalia e facemmo il botto. Infine nel giugno 2014 quando passai alla direzione di Sportitalia diventando amministratore unico. Fu un ulteriore passo avanti anche dal punto di vista imprenditoriale.

Chi sono le favorite del Mondiale e chi la spunterà?

Germania o Inghilterra. Poi come terza ci sarà la solita outsider che però in questo momento non riesco ad individuare. Non mi piace il Mondiale senza l’Italia sinceramente. Faccio fatica ad appassionarmi.

E’ d’accordo con Malagò sulla questione dei diritti tv e sull’ingresso di alcune squadre primavera in campionati professionistici tipo serie C?

Non sono d’accordo, ma non voglio entrare nel merito. Dico solo che a campionato finito e ormai vicini a giugno non possiamo non sapere cosa ci riserverà il prossimo triennio. Sky dal punto di vista editoriale ha tutti i diritti di dire la sua ma se Mediapro copre la cifra richiesta e la supera è giusto che passi a lei la palla. Diciamo che preferirei trovassero un’intesa. Sarebbe perfetto un mix tra Mediapro che può assicurare il business e Sky che, dal canto suo, ci mette qualità.

Fonte foto: SportAvellino e AreaNapoli

Erika Eramo

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