Home Interviste in Esclusiva La giornalista Erika Eramo entra in Passionedelcalcio.it

La giornalista Erika Eramo entra in Passionedelcalcio.it

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Da gennaio condurrà al fianco del direttore la trasmissione ‘Passione del Calcio’ in onda su RyarWebRadio e in altre stazioni Fm e web radio sparse in Italia e nel mondo

Erika Eramo, giornalista, addetta stampa, organizzatrice eventi, con la passione per la scrittura e la comunicazione che declina a 360°, lavorando per giornali, radio e tv e occupandosi di vari argomenti: dalla politica allo spettacolo, dalla cultura allo sport. Nasce come giornalista sportiva seguendo in particolare il calcio per ben sette anni. Tornata da un anno ad occuparsi del suo primo grande amore, da domani avrà una rubrica anche sul nostro sito e co-condurrà col direttore Stefano Rizzo una trasmissione interamente dedicata al calcio (dal 12 gennaio) su RyarWebRadio. L’abbiamo intervistata per voi.

Erika come nasce la tua passione per il calcio?

Rispondo con una frase letta qualche anno fa in Splendori e miserie del gioco del calcio di Eduardo Galeano: “Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?”. “Non glielo spiegherei” rispose. “Gli darei un pallone per farlo giocare”. Ecco per me il calcio vuol dire proprio questo: gioco, naturalezza, istinto, rapporto viscerale e spensierato, tornare bambini ed essere felici senza avere il bisogno di chiedersi che cosa è la felicità.

Si sviluppa in famiglia questo rapporto viscerale o comunque è stato assecondato in qualche modo?

Sono cresciuta con un padre esperto di calcio che al paese veniva chiamato “il maestro” (e non solo in questo campo) ed avrebbe sicuramente intrapreso la carriera del calciatore nel ruolo di centrocampista se fosse cresciuto in una grande città. Con lui ho iniziato a seguirlo in tv. Mia madre, fan accanita di Del Piero, ama questo sport e non si perde una partita né della Nazionale né delle big di campionato.
Ho un fratello, Simone, Eramo Simoneche adoro e non a caso fa il calciatore di professione nonostante vari ostacoli ed infortuni: a 14 anni, notato dal d.s. Pantaleo Corvino, vola al Lecce dove vince due campionati Primavera; ricordo con piacere anche l’esordio in serie A col Messina di Mutti e una convocazione in Nazionale Under19 con il ct Berrettini. Inoltre ho un fratello “acquisito”, perché figlio dei miei fantastici padrini, Federico Cerone,Cerone Federico anche lui calciatore professionista (dopo gli esordi nelle giovanili della Lazio e della Fiorentina, ricordo Pisa, Barletta e Mantova, mentre attualmente milita nel Savona) e guerriero, perché non si è lasciato intimidire da pesanti e forzati stop ma è tornato più forte di prima. Infatti nel gennaio 2013 è stato ricoverato in seguito ad un angioma cavernoso sanguinante, ma la vicenda per fortuna ha avuto il lieto fine.

Posso dire che il calcio, con me, è veramente di casa.

Il calcio, famiglia a parte, come è stato presente professionalmente parlando nella tua vita?

Ho iniziato a scrivere dello sport nazionale per eccellenza su Il Corriere Laziale e Sportlocale. Ho ideato per Cuore Romanista e Fuoriclasse, distribuiti allo Stadio, la rubrica “La tradizione che si rinnova” parlando dei talenti giovanili che arrivavano a coronare il sogno di giocare in serie A o B. E’ stata una bella esperienza lavorare per il grande giornalista Alberto Mandolesi. C’è stato un periodo poi che ho smesso di scrivere di calcio ma ho iniziato a praticarlo. Ho giocato in una squadra femminile di calcetto per due anni e mezzo, dopo aver partecipato a tornei amatoriali misti ed ogni tanto mi diletto ancora a fare l’arbitro di calciotto per eventi di beneficenza.

Tra le tante iniziative di cui sei ideatrice parlaci dell’Aperitivo nel Pallone? E dove si svolgerà?

E’ un format che vuole portare la parte pulita del calcio nei locali, in compagnia di un ospite d’onore legato al mondo del pallone. Il pubblico può interagire, porre delle domande e dire la sua, in un clima pacifico e goliardico, come dovrebbe essere tutto quello che è gioco. Il nostro slogan è “L’aperitivo nel pallone: il calcio in compagnia del vostro campione!”.

Hai altri interessi oltre al calcio?

Ne ho tantissimi: la filosofia in cui mi sono laureata, la poesia, l’arte, la musica, il teatro, il cinema, la storia (in particolare di Roma), i viaggi, lo sport in generale, l’esoterismo e l’astrologia, per non parlare del cibo e dell’eros. Ho un blog su Today.it dal titolo Nel Segno delle Stelle e curo il SexOroscopo per alcune testate. Ho una rubrica Et Ventis Adversis sulla rivista specializzata Urbis et Artis. Mi occupo di cultura ed eventi per varie testate essendo freelance. Inoltre sono addetta stampa nel settore spettacolo ed organizzo eventi di ogni tipo, tra cui serate esoteriche, cene sensoriali, feste a tema. Spesso io stessa sono la performer di questi eventi. La creatività non mi manca e allora perché non declinarla anche nel settore del calcio che mi dà felicità? Sai cosa rispose Pasolini Pasoliniad Enzo Biagi quando gli chiese: “Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?” La risposta fu: “Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei grandi piaceri”. Come non condividere?

A proposito di bravi calciatori, il tuo preferito?

Senza ombra di dubbio Roberto BaggioErika e Roby Baggio. Per me rimane uno dei più grandi di tutti i tempi. Mi legano a lui vari ricordi d’infanzia, quelli dei Mondiali ‘90 e ’94 soprattutto. Da sempre sono inebriata dal suo fraseggio di gioco, ma anche dalla sua testa. Condivido il messaggio lanciato ai giovani sulle 5 parole cardine: passione, gioia, coraggio, attraverso le quali si può raggiungere il successo, ma non senza il sacrificio, che è “l’essenza della vita, la porta per capirne il significato”. Per me lui è poesia di contro ai tatticismi e schemi prosaici, è la discesa concentrica e non il catenaccio… e qui cito nuovamente Pasolini che dice che il gol “è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice…ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.” Nils Liedholm invece diceva: “Ci sono giocatori che vanno verso il pallone, quasi tutti. E ci sono palloni che vanno dai giocatori. Succede solo ai più bravi”. Amo Baggio perché è il mago della sfera che senza sforzo rende semplice una maestria e ci fa stupire come fossimo ancora bambini. Lui rappresenta la felicità folgorante del sentirsi vivi e del mettersi in gioco senza riserve, come un funambolo su una corda immaginaria tra le due porte del campo. Rischiava avendo le ginocchia in quelle condizioni ma tu non te n’accorgevi neanche….quanta passione, gioia, coraggio e sacrificio nell’affrontare il dolore per la scalata al successo!

E nel futuro prossimo cosa vedi oltre a tutto quello che già fai?

Nel mio futuro vedo una sinergia con PassionedelCalcio, perché condivido i tuoi valori dello sport: “lealtà, rispetto dell’avversario, costanza nel centrare gli obiettivi, voglia di superare i propri limiti e quelli degli altri, senso del sacrificio, saper vincere e saper perdere”. Mi rivedo molto in queste parole. “Ci tengo che sia un sito basato sulla verità dei fatti” hai aggiunto ed è quello che dovrebbe sempre fare un giornalista, non anteponendo le proprie opinioni ed umori, ma semplicemente registrando il dato e riportandolo. Qualche giorno fa mi hai dato lo spunto rileggendo la poesia che ho scritto per i 40 anni di Del Piero per creare una rubrica in rima che svelerò domani. Creeremo un connubio tra la poesia ed il calcio. Parlandoti ora ho ricordato un aneddoto su Liedholm, famoso per essere un appassionato di astrologia. Sapevi che creava le squadre basandosi sui segni dei giocatori e che il motivo principale per cui acquistò Falcao è che era della bilancia come lui? La bilancia è il centrocampista per eccellenza, regista per antonomasia. Ci sarebbero molti aneddoti a tal proposito. E se le stelle finissero nel pallone e nella rete di PassionedelCalcio, diretto non a caso da un bilancia? A parte gli scherzi grazie per avermi dato l’opportunità di dimostrare veramente la mia passione per il calcio. La passione è il motore della mia vita e ciò che mi ripaga di ogni sforzo.

Stefano Rizzo

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