La nazionale scandinava sarà la principale avversaria dell’Italia per il primo posto nel girone di qualificazione alla rassegna del 2026
La sconfitta di domenica scorsa con la Germania, con conseguente eliminazione dalla Nations League, ha determinato il gruppo di qualificazione dell’Italia per il mondiale 2026. Gli azzurri hanno intrapreso la strada del girone I quello composto da Moldavia, Israele, Estonia ma soprattutto Norvegia, la diretta concorrente al primo posto. La testa della classifica vorrebbe dire volo diretto per l’America e playoff qualificazione evitati, destino riservato alle seconde classificate. La Norvegia, che un tempo non avrebbe destato grossa preoccupazione, adesso si sta affermando come una nazionale temibile, con diversi giocatori che stanno scalando l’élite del calcio europeo.
La Novergia manca dalla rassegna mondiale dal 1998 quando fu proprio l’Italia ad eliminarla agli ottavi di finale con un gol di Christian Vieri. Tre in totale le partecipazioni norvegesi, anche nella seconda incrociarono i colori azzurri. Nel 1994 scandinavi inseriti nel girone proprio con Italia, Irlanda e Messico. Vittoria della squadra di Arrigo Sacchi con gol di Dino Baggio, match famoso per l’espulsione di Pagliuca con conseguente avvicendamento Roberto Baggio – Marchegiani. La prima invece fu nel 1938. Una sola apparizione, invece, all’europeo, nel 2000.
Come biglietto da visita per la sfida del 6 giugno con gli azzurri impegnati ad Oslo, ci sono le prime gare di questo girone. La Norvegia è a punteggio pieno dopo due match. 5-0 e 4-2 rispettivamente rifilati a Moldavia e Israele, entrambe in trasferta. Nove gol fatti che sottolineano la propensione norvegese all’attacco, dove ci sono i giocatori più forti e rappresentativi.
Il drago a tre teste che chiamerà agli straordinari la difesa italiana è sicuramente Erling Haaland. Due gol nei primi due match ma 40 in 41 presenze con la nazionale che ne fanno il miglior marcatore di tutti i tempi. Il bomber del City è sicuramente il pericolo numero uno, ma non il solo. A completare le punte titolari c’è un altro panzer, Alexander Sorloth. Quest’anno ha fatto il definitivo salto di qualità passando dal Villarreal all’ Atletico Madrid. Nonostante la titolarità con i colchoneros non sia garantita i gol stanno arrivando ugualmente.
Completano le armi offensive norvegesi due talenti che si stanno affermando ad alti livelli in Europa. A sostegno delle punte ecco Martin Odegaard e Antonio Nusa. I due rappresentano il presente ma soprattutto il futuro della Norvegia. Il primo ormai pilastro dell’Arsenal con un passato nel Real Madrid in tenera età, l’altro fiutato dal Lipsia e che ben presto sarà appetito dai grandi club. Da non sottovalutare un altro astro nascente del calcio norvegese. Andreas Schjelderup, titolare in entrambe le gare di qualificazione, si vuole ritagliare ben presto il suo spazio anche nei club. Approdato l’anno scorso al Benfica, che di talenti se ne intende, vuole conquistarsi un posto da protagonista.
I quasi omonimi Berg e Berge, Bodo Glimt e Fulham, filtrano il centro del campo. Buona qualità ma non eccelsa. Probabilmente è la fase difensiva il punto debole. Unico elemento di spicco il terzino del Borussia Dortmund Julian Ryerson a destra, a sinistra Moller-Wolfe dell’Az Alkmaar che si sta anche lui confermando negli undici titolari. Coppia frangiflutti Ajer (Brentford) – Ostigard (Hoffenheim), quest’ultimo vecchia conoscenza del calcio italiano nel Genoa e nel Napoli. In porta Nyland del Siviglia. Qui abbiamo provato a tracciare un undici titolare, ovvio che ci sono altre frecce nella faretra del c.t. Solbakken. Una squadra da prendere con le molle ma che l’Italia può affrontare tranquillamente se concentrata e sul pezzo. Abbiamo visto troppe volte, però, gli azzurri difettare su questi parametri. Sarà dura ma non vogliamo neanche pensare ad un altro mondiale senza sentire nelle orecchie l’inno italiano.
Glauco Dusso








