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Il dilemma del calcio moderno: è vero che si gioca troppo…

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Negli ultimi anni il tema del sempre più ampio numero di partite è entrato nel dibattito calcistico trovando l’appoggio anche di diversi giocatori e allenatori, nella pratica però gli impegni non fanno altro che aumentare 

Ogni tipo di passione porta con sé una qualche forma di dipendenza. Quella per il calcio è legata soprattutto alle partite, che non sono solo quelle della propria squadra del cuore. Più partite un tifoso guarda, più ne guarderebbe e quando l’estate o a Natale il mondo del calcio si mette un attimo in pausa l’astinenza si fa sentire eccome. Nel calcio moderno però c’è un tema, ormai un vero e proprio elefante nella stanza, che neanche i più appassionati possono ignorare: si gioca tanto, sempre di più. 

A dire il vero, non è una tendenza recente. Nel corso degli ultimi decenni, il numero di partite e competizioni è sempre aumentato e mai diminuito, ma questa crescita esponenziale non può essere illimitata e prima o poi il punto di saturazione verrà raggiunto. C’è ovviamente una ragione economica dietro tutto ciò: più match ci sono, più biglietti e diritti tv si vendono. Più gare una determinata squadra dovrà disputare, più saranno i minuti a disposizione di ogni giocatore. Su questo, Virgil van Dijk è stato molto onesto quando lo scorso anno ha detto: “Sì è vero si gioca tanto, ma se giocassimo meno il mio stipendio calerebbe e non so se accetterei”. Sulla carta dunque, si tratta di una situazione in cui tutti ci guadagnano: club, calciatori, procuratori, pay-tv ed anche i tifosi. Nella pratica però non è tutto rosa e fiori. 

L’ultimo in ordine cronologico a parlare di questo tema è stato Bernardo Silva, che qualche giorno fa si è lamentato dei pochi giorni di riposo che il Manchester City avrà tra campionato e coppe a causa soprattutto del nuovo formato della Champions League. Negli anni passati anche Pep Guardiola, non proprio l’ultimo arrivato, ha espresso le stesse opinioni. Il succo è sempre lo stesso: si gioca troppo, aumenta il rischio di infortuni, allenare i calciatori con continuità è sempre più difficile perché i giorni effettivi di allenamento diminuiscono. La giostra del calcio non si ferma mai, diverte tante persone, ma qualcuno ogni tanto vorrebbe scendere. 

Nonostante le tante lamentele però, se guardiamo ai fatti il numero delle partite stagionali non fa altro che aumentare. Quest’anno in particolare, il nuovo formato di Champions ed Europa League ha aggiunto altre gare ed inoltre la prossima estate si disputerà anche la prima edizione del nuovo Mondiale per Club a 32 squadre. Contando le estati in cui si disputeranno i mondiali e gli europei, è probabile che nel prossimo futuro il calcio giocato ci accompagnerà per 365 giorni l’anno. Ed è evidente che se tanti si lamentano ma le cose continuano ad andare alla stessa maniera allora alla fine della fiera questo sistema va bene per tutti. Staremo a vedere fino a quando. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Uefa.com)

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