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Il capolavoro di Pioli e i limiti di Simone Inzaghi e Spalletti

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La Fiorentina torna in Europa; il Cagliari scende in B e la Salernitana conquista una salvezza incredibile

Partiamo da due presupposti: è stato un campionato estremamente emozionante fino all’ultimo ma il livello globale è modesto e che la storia calcistica italiana ancora una volta ci insegna che quando non vince lo scudetto la Juve il tricolore va a una delle due squadre milanesi, infatti questo titolo conquistato dal Milan è una beffa per il Napoli (4 volte) e la Roma (3 volte) giunte al secondo posto per diversi anni nel periodo d’oro della Juve.

Il Milan vince il suo 19esimo scudetto, a distanza di 11 anni dall’ultimo successo, e aggancia proprio i cugini nerazzurri al secondo posto nell’albo d’oro.

Questo successo è un capolavoro firmato dal tecnico Stefano Pioli, al suo primo trofeo da allenatore, dal dirigente nonchè bandiera del Milan, Paolo Maldini, e da un gruppo solido guidato dal 40enne Ibrahimovic, seppur poco decisivo ormai in campo. Pioli è subentrato a Marco Giampaolo due anni e mezzo fa, il 9 ottobre 2019, 14esimo posto a +3 dalla salvezza. Sempre in quel campionato la società rossonera decide di puntare per il futuro sul tecnico tedesco Rangnick, che quest’anno ha fallito con il Manchester United di Cristiano Ronaldo, ma il cammino di Pioli va spedito e il Milan centra un posto in Europa League. Il club ci ripensa mantenendo Pioli e pagando una penale (2 milioni di euro) al mister tedesco annullando ogni trattativa. Forse ci sarà stato uno sconto, ma non sono giunte notizie in merito.

Pioli si è distinto per la sua bravura, per la sua educazione e sportività, caratteristiche sempre più rare, ha creato un gruppo coeso e si è adattato alle avversità nel migliore dei modi. In difesa non ci sono giocatori pilastri delle proprie nazionali, eppure è risultata la migliore del torneo a pari del Napoli con 31 reti incassate. In attacco non ha avuto un bomber, nessun giocatore rossonero si è classificato tra i primi 15 nella classifica marcatori. Un plauso enorme perciò al Milan e in particolare al portiere Maignan, al duo centrale di difesa Tomori, Kululu, al terzino Theo Hernandez, al centrocampista Tonali e agli attaccanti Giroud (ha siglato le reti decisive negli scontri diretti con l’Inter e il Napoli e ieri nella vittoria scudetto con il Sassuolo, 0-3) e Leao.

Devono avere l’amaro in bocca invece l’Inter e il Napoli, due squadre più complete rispetto al Milan e piene di giocatori che militano nelle rispettive nazionali. Il tecnico delll’Inter Simone Inzaghi è risultato decisivo in negativo nel derby di ritorno con dei cambi scellerati sull’uno a zero dei nerazzurri sui cugini, togliendo quasi tutta la qualità in campo, fuori Lautaro, Perisic e Calhanoglu, dentro Sanchez, Dimarco e Vidal, dopo 2 minuti arriva il pari e dopo altri 3 giri di lancette Giroud firma la doppietta decisiva. Da quel momento i nerazzurri patiscono il colpo e lasciano per strada diversi punti preziosi. Nella sponda Napoli Spalletti ha toppato alla grande in tre sfide di fila non inserendo Mertens dall’inizio contro la Fiorentina (gara persa) e la Roma (azzurri raggiunti nel finale) e togliendolo sul vantaggio di due reti sull’Empoli (partita persa). Ovviamente anche i giocatori del club partenopeo hanno delle colpe, perchè nei momenti decisivi il Napoli è mancato.

La Fiorentina torna in Europa dopo 5 anni, nella tanto bistrattata Conference League, che poi invece è risultata essere una competizione insidiosa, la Roma ha eliminato nello spareggio iniziale i futuri campioni della Turchia, il Trabzonspor delle vecchie conoscenze quali Hamsik, Gervinho, Bruno Peres e Cornelius, poi dopo il girone di misura il Vitesse, il Bodo Glimt, che lo scorso anno fece soffrire il Milan in Europa, 3-2 per i rossoneri, e il Leicester, sempre di misura. Il cammino vincente della Lazio nella Coppa delle Coppe nel ’99, ultima edizione, non era stato più impegnativo. La viola deve dire grazie ai gol nel girone di andata realizzati da Vlahovic e soprattutto all’ottimo lavoro svolto da mister Italiano. La squadra è comunque da rifondare, ma dal 2005 che la dirigenza gigliata (Corvino in due occasioni e l’attuale Pradè, anche per lui è la seconda avventura in viola) acquista diversi ‘bidoni’, perciò bisognerà fare molta attenzione. Zero titoli in 21 anni (dal 2001), record negativo precedente (dal ’75 al ’96) eguagliato.

Nella lotta salvezza accade l’incredibile in quanto la Salernitana dell’allenatore Davide Nicola (ennesima impresa per lui) e del dirigente Walter Sabatini rimane nella massima serie nonostanta il cappotto subìto in casa dall’Udinese, 0-4. Evidentemente la squadra granata dopo una grande rincorsa ha pagato a livello di energie, psicologiche e fisiche. Si salva anche grazie al Cagliari, del tecnico Agostini, che non è stato in grado di battere il Venezia già retrocesso, 0-0. Il club sardo torna in cadetteria dopo 6 anni.

Fonte foto: AdnKronos.com

Stefano Rizzo

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Giornalista e laureato in Scienze della Comunicazione

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