Home Interviste in Esclusiva Gene Gnocchi: “La FIGC dovrebbe puntare su Roberto Baggio e Paolo Maldini”

Gene Gnocchi: “La FIGC dovrebbe puntare su Roberto Baggio e Paolo Maldini”

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Con il noto personaggio televisivo abbiamo parlato della sua carriera e delle squadre per cui fa il tifo il Parma e il Milan

Il comico Gene Gnocchi, pseudonimo di Eugenio Ghiozzi, dopo aver effettuato la gavetta al locale di Milano lo Zelig ottiene il successo in tv sulla Fininvest tra il tramonto degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta con un ruolo significativo nel programma Emilio, in qualità di ospite a Il gioco dei 9 e come attore nella serie I vicini di casa. In tutte e tre le avventure è presente anche Teo Teocoli. Gene e Teo formano una coppia artistica e conducono insieme Scherzi a Parte e Mai dire Gol sempre su Mediaset. Dal 1993 fino al 1995 in Rai Gene è ospite fisso a Quelli che il calcio e successivamente dal 2001 al 2007. In Rai nella stagione 1994/95 è ospite a Il processo del lunedì e dal 2011 al 2014 a La Domenica Sportiva e Notti Europee nel 2012. A Mediaset è tra i conduttori dal 1997 al ’99 di Striscia la notizia, è protagonista a Guida al campionato dal 1998 al 2000, conduce Meteore alla fine degli anni novanta e partecipa a Zelig. Nel 2004 Gnocchi affianca in Rai Amadeus nel reality Music Farm e Simona Ventura nel Festival di Sanremo.

Dal 2006 tiene la rubrica Il rompipallone per la Gazzetta dello Sport.

Negli ultimi anni si è ritagliato dei ruoli importanti su Mediaset a Quarta Repubblica, dal 2020 al 2023, e in Rai dal 2023 a Citofonare su Rai 2.

Inoltre ha recitato per alcuni film per il cinema ed è autore di libri e opere teatrali.

Gene ha militato nei campionati calcistici dilettantistici. La trasmissione Quelli che il calcio lanciò una sfida all’intero mondo del pallone, chiedendo l’ingaggio di Gene Gnocchi, allora ultracinquantenne, e un conseguente gettone di presenza in serie A, nel 2007 accettò il Parma e nel 2009 il Genoa, ma per motivi di classifica entrambe le squadre non riuscirono a regalare dei minuti in campo a Gene.

Come definisce questa sua fase di vita?

E’ una fase piena di curiosità. ‘Il Museo Ambulante. La storia dell’arte per chi ha male ai piedi’, è uno spettacolo teatrale scritto a quattro mani con mia moglie Maria Federica Baroncini, laureata in arti visive, la quale è presente anche in scena, con competenza e ironia, dando vita a un dialogo brillante tra divulgazione e comicità. La prossima tappa sarà a Milano al teatro Franco Parenti dal 30 giugno al 5 luglio.

Poi mi diverto sempre con la rubrica per la Gazzetta dello Sport Il rompipallone. Collegato a questa rubrica c’è il vodcast Questioni Giganti, al mio fianco Giancarlo Ratti, è l’attore che interpreta il personaggio Barilon nei Cesaroni.

La volta buona della sua carriera?

Aver fatto la gavetta al locale di Milano Zelig. Uno spazio dedicato al cabaret in cui si esibivano numerosi comici. Ho accumulato esperienza e sono stato poi selezionato per il programma tv Emilio.

Come si è evoluta la comicità negli anni?

E’ cambiato tutto. All’epoca l’artista si esibiva al teatro, in tv, ma i posti per mettersi in luce erano limitati. Ora sui social chiunque può provare ad arrivare al successo anche se poi non tutti ci riescono. E’ cambiato il registro, la fruizione del comico è molto più rapida rispetto ad un tempo, ‘ci si gioca tutto e subito’.

L’esperienza lavorativa che le ha dato maggiori soddisfazioni?

Lavorare accanto a Teo Teocoli, un amico, una persona divertente e poi sono stato molto bene anche quando ho collaborato con Simona Ventura a Quelli che il calcio.

Il periodo più divertente invece?

Sempre con Teo Teocoli, un talento meraviglioso. Un’amicizia storica. Nomino ancora Simona Ventura, quante risate, aveva grande fiducia nei miei confronti.

Da tifoso del Parma cosa apprezza di questa stagione dei gialloblu?

Sono rimasto stupìto da questa salvezza anticipata perchè la squadra per larghi tratti ha giocato malissimo. La componente fortuna è stata predominante. Ricordo con piacere il periodo in cui mi allenavo con il Parma da tesserato, nell’epoca di Quelli che il calcio.

Invece da tifoso del Milan ritiene che i rossoneri accederanno alla prossima Champions League?

Ormai sì, salvo castronerie clamorose.

I suoi campioni preferiti?

Savicevic, Platini, Rivera, Zidane, Gascoigne e Best, ho sempre adorato i fantasisti, il genio con un pizzico di follia.

Da dove deve ripartire la FIGC?

Gli ex giocatori dovrebbero avere ruoli apicali all’interno della federazione. Roberto Baggio e Paolo Maldini sono persone di spessore in grado di poter dare molto, invece girano sempre le stesse figure.

Cosa le piace della serie A oggi?

Quasi niente, giusto qualche giocatore. I giovani italiani fanno fatica a trovare spazi. Il nostro campionato non è spettacolare. Molti passaggi sono all’indietro, in orizzontale, pochi tiri in porta, insomma diverse partite sono noiose, nulla a che vedere con la Premier League, la Liga e con lo spettacolo che offrono il Bayern Monaco e il PSG.

Fonti foto: FondazionePiacenzaVigevano.it; Comune.Empoli.Fi.it

Stefano Rizzo

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