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E’ morto Silvio Berlusconi: aveva 86 anni

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Il Cavaliere è scomparso in mattinata per l’aggravarsi della leucemia mielomonocitica cronica di cui soffriva da tempo. Si trovava ricoverato alla clinica San Raffaele di Milano

Addio a Silvio Berlusconi, aveva 86 anni. In mattinata è arrivato l’annuncio della scomparsa del Cavaliere. Uno degli uomini più influenti degli ultimi 40 anni in Italia e non solo. Attivo nella politica, nell’imprenditoria, nella comunicazione e nel mondo del calcio. Berlusconi lottava da tempo contro la leucemia mielomonocitica cronica e negli ultimi mesi era stato diverse volte ricoverato presso la clinica San Raffaele a Milano. Ad accompagnarlo nel suo ultimo saluto il fratello Paolo, i figli Marina, Barbara ed Eleonora. Berlusconi è stato sposato due volte. Nel 1965 in prime nozze con Carla Elvira Lucia Dall’Oglio, da cui nacquero Maria Elvira (detta Marina) e Pier Silvio. Nel 1990 con Veronica Lario, in arte Miriam Bartolini. Dalle seconde nozze sono arrivati Barbara, Eleonora e Luigi. Dopo la separazione da Veronica, Berlusconi si legò negli ultimi anni della sua vita a Marta Fascina (deputata di Forza Italia), con cui si fidanzò nel 2020.

CAVALIERE E MEDIA

L’ascesa di Berlusconi rientra nel celebre appellativo del self made man. L’uomo che si fa da sé. Attivissimo nel campo dell’imprenditoria edile, nel 1968 fonda Edilnord, con cui cambia praticamente i canoni estetici e ingegneristici di Milano. Costruisce Milano 2 rendendo il capoluogo lombardo al passo con le grande città dell’epoca e contribuendo al suo grande successo negli anni a venire. Proprio grazie a questo operato nel 1977 riceve l’onorificenza di Cavaliere all’ordine del merito del lavoro. Ben presto, la sua figura diviene sempre più influente all’interno del panorama italiano fondando nel 1978 TeleMilano, che lo porterà nel giro di un ventennio a dominare il campo dei media nostrani aprendo una nuova era. In quegli anni nacque Fininvest e piano piano si ritaglia un suo importante spazio in ambito mediale. Da qui parte Canale 5, susseguito negli anni ’80 da Rete 4 e Italia 1. L’obiettivo di Berlusconi è quello di sfidare il monopolio della Rai, che rimarrà ufficialmente tale fino al 1990 quando con la Legge Mammì si istituisce l’era del sistema misto e del duopolio Rai-Fininvest.

L’ASCESA POLITICA

Gli anni ’90 sono anche la discesa nel campo della politica: nel 1993 fonda Forza Italia e nel 1994 diventa per la prima volta leader del governo. Il merito del Cavaliere, l’uomo più influente politicamente parlando della Seconda Repubblica, fu quello di capire le potenzialità del sistema maggioritario. Tant’è che nel 1994 ad un solo anno di distanza dalla sua fondazione, Forza Italia diviene il partito che governa il Paese grazie alla coalizione con la Lega Nord di Bossi e Alleanza Nazionale (sud) di Fini. Berlusconi fu altre due volte premier, 2001-06 e 2008-11. “Sono una vittima, mi sacrifico per tutti. Io sono il Gesù Cristo della politica“; “La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata“; “Non ho scelto io la politica: mi è stata imposta dalla Storia“. “Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo“. Queste alcune delle sue frasi più celebri.

L’AMORE PER IL MILAN E I NUMEROSI TROFEI

Il nome di Berlusconi sarà per sempre legato a quello del Milan. Acquistato nel 1986 ed evitandolo dal fallimento dell’ex patron Giussy Farina, Berlusconi raccoglie il club rossonero dall’inferno e lo porta sulla vetta del mondo. Se oggi il Milan è il Milan lo deve tanto alla sua incredibile presidenza. Alla guida del club vince 8 scudetti, una Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa e una Coppa del mondo per club. Per un totale di 29 trofei ufficiali in 31 anni. Il Milan diventa Mondiale, invincibile grazie a tecnici del calibro di Sacchi, Capello e Ancelotti e a giocatori quali Franco Baresi, Paolo Maldini, Gullit, van Basten, Rijkaard, Weah, Shevchenko, Kaka. Berlusconi rivoluzionò il ruolo del presidente di calcio. Sempre vicino alla squadra anche in modo piuttosto eccentrico: indimenticabili le sue discese a Milanello in elicottero. “Tutte le cose di cui mi occupo sono profane; ma il Milan è sacro“. “Cara Santità (Giovanni Paolo II, ndr), mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan. Infatti lei, come noi, è spesso all’estero, cioè in trasferta, a portare in giro per il mondo un’idea vincente. Che è l’idea di Dio“. Due delle frasi più celebri legate al Milan del Cavaliere. Legato sempre al mondo del calcio, è il celebre Trofeo Berlusconi, dedicato al padre Luigi dal 1991. Storicamente organizzato dal Milan, è stato sospeso nel 2015 e successivamente ripreso nel 2021, con il Monza quale nuova squadra organizzatrice.

MONZA, L’ULTIMA SUA CREATURA

Infinito l’amore per il calcio di Berlusconi. L’ultima sua creatura, dopo aver lasciato il Milan nel 2017, fu il Monza, acquistato nel settembre del 2018. Il club brianzolo, militante in Serie C, grazie alla sua presidenza accompagnata dallo storico socio Adriano Galliani (l’altro artefice del grande Milan), passa in pochi anni dall’oblio al paradiso. Dopo la promozione in Serie B nel 2020, ottiene la massima serie nel 2022 dopo un primo playoff (2021) andato a vuoto. Quest’anno il Monza ha giocato per la prima volta in campionato di Serie A chiudendolo all’undicesimo posto a quota 52 punti. Al netto delle lunghe e annose questioni extra-personali e politiche, Berlusconi ha sicuramente marchiato un’era. Sia nel mondo politico, che sportivo e sociale italiano, esiste un pre e un dopo Silvio Berlusconi.

Sandro Caramazza

Fonte foto: La Presse

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