Questa sera scatta la nuova veste della massima competizione europea per citizens e nerazzurri, le due compagini si ritrovano dopo il 10 giugno 2023
Un anno e tre mesi. Questo il lasso di tempo passato dalla finale di Istanbul. Oggi Manchester City e Inter si ritrovano nella prima giornata del nuovo format che andranno a sperimentare per quanto riguarda la Champions League. All’Etihad si ritrovano due squadre sulla carta molto simili a quelle che si sono affrontate nell’ultimo atto dell’edizione 22/23. Tutte e due hanno un titolo nazionale in più. Entrambi sono successi da ricordare. Il City è la prima squadra a vincere quattro campionati inglesi consecutivi. L’Inter ha piazzato la tanto agognata seconda stella sulle proprie maglie.
Quello che può essere mutato da quella finale è sicuramente la convinzione nerazzurra. La finale di Istanbul segnò il cambiamento vero di mentalità dell’Inter di Simone Inzaghi. Tre mesi prima in molti chiedevano la testa del tecnico. La cavalcata Champions culminata con la gara lottata in Turchia determinò la scintilla da cui poi è divampata la fiamma che ha portato al dominio della serie A. L’Inter adesso possiede i galloni di grande squadra europea, molta di questa considerazione iniziò proprio dalla sfida contro Guardiola. Quest’ultimo dal canto suo non ha mai lesinato complimenti ad Inzaghi e ai suoi. Il Manchester City, invece, da questo punto di vista ha mostrato la solita continuità condita da altri trofei (Supercoppa europea, mondiale per club, Charity Shield).
A livello di rosa, soprattutto nei titolari, non ci sono grosse novità.
Certo, l’Inter nell’estate del 2023 ha cambiato diverse pedine, molte, però, fanno parte dei ricambi. Le differenze più significative sono tre. In porta la prima. Via Onana, c’è Sommer. Braccetto destro ecco Pavard, con Darmian spostato probabilmente in fascia. Quella più grande sta nel partner di Lautaro Martinez. A giugno 2023 era Dzeko ad affiancare il toro argentino, con Lukaku che scalpitava in panca. Quest’ultimi sono andati via. Ora c’è Thuram chiamato a una prova di maturità e di affinità con il compagno a livelli massimi. Pronti ad entrare diversi volti nuovi rispetto ad allora. Tra gli altri Frattesi, Taremi con Carlos Augusto che ha grosse possibilità di partire dall’inizio visto il forfait di Dimarco. Rispetto a un anno e tre mesi fa Handanovic ha lasciato il calcio, D’Ambrosio e Gagliardini sono volati a Monza mentre Bellanova e Gosens, entrati in finale, hanno cambiato ben due casacche a testa. Hanno lasciato l’Inter anche Brozovic e Skriniar.
Nel Manchester City gli undici di partenza a Istanbul ci sono ancora. Curioso il caso di Gundogan. Presente quel giorno, partito l’estate successiva direzione Barcellona, tornato quest’anno alla corte di Guardiola. Altra novità è Gvardiol oltre che all’ex di turno Kovacic. Inoltre le ali si sono arricchite con Doku l’anno scorso e questa stagione Savinho. Tra i principali che hanno salutato del City campione d’Europa Laporte e, il mese scorso, Julian Alvarez oltre a Mahrez.
Che partita aspettarci ora? Sia chiaro il Manchester City parte sempre favorito. Simone Inzaghi non ha sfigurato, anzi, in Europa neanche l’anno scorso. Sono queste le gare che piacciono ai nerazzurri, dove si palleggia a ritmo elevato. Ci aspettiamo un match equilibrato anche se l’Inter si gioca molto a livello emotivo. Un altro passo falso dopo il Monza e prima del derby potrebbe caricare la stracittadina più del dovuto. Pressione sulla Beneamata, quindi attenzione: Guardiola non guarderà in faccia nessuno, se c’è da vincere, il City azzanna come uno squalo.
Glauco Dusso








