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Da calciatore ad allenatore: la vita di Filippo Inzaghi

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Passione del Calcio vi racconta la storia di Superpippo Inzaghi; nel 2007 con una sua doppietta in finale il Milan conquista la Champions

E’ da pochi mesi alla guida del Milan, ma la sua storia comincia da lontano.

Filippo Inzaghi, l’attuale allenatore del Milan è nato a San Nicolò, un paesino della provincia piacentina, nella cui squadra locale muove i primi passi nel mondo del calcio, e lo fa anche bene, tanto che il Piacenza se lo assicura quando ha solo 12 anni.

Con il Piacenza Inzaghi esordirà tra i professionisti, appena diciottenne, nella partita di ritorno del primo turno di Coppa Italia dell’annata 1991/1992 nel derby, Piacenza – Modena, finito 1 a 1. Di lì a pochi mesi esordirà anche nel campionato cadetto. giocando due partite, ma non segnando.

L’anno successivo viene ceduto al Leffe in C1, come si suol dire “per farsi le ossa”, all’inizio farà solo da riserva: ma è proprio con il Leffe che arriva il battesimo del suo primo goal da professionista, contro il Siena il 20 dicembre 1992, ed a fine stagione il suo bottino personale ammonterà a 13 reti a fronte di 21 presenze.

Nel 1993 passa in serie B nelle fila del Verona, ed è nella città scaligera che nasce il suo nomignolo “Superpippo”, anche grazie alle 13 reti in 36 gare che riuscirà a realizzare.

Torna a Piacenza nel 1994/1995, e si mette in mostra trovando per ben 15 volte la via del goal  in 35 partite giocate, tanto che il Parma lo nota subito e se lo assicura nell’estate 1995 per una cifra di poco inferiore ai 6 miliardi di lire. Alla prima giornata di campionato il tecnico dei gialloblù, Nevio Scala, fa esordire Pippo contro l’ Atalanta a Bergamo.

Nel novembre dello stesso anno il Napoli, all’apertura del mercato di riparazione invernale, si era fatto avanti ed ormai mancava solo la firma del contratto per il passaggio in azzurro, quando, complici anche alcune dichiarazioni dell’allora allenatore dei partenopei, Vujadin Boskov, non particolarmente decorose nei confronti dello stesso giocatore, l’accordo viene fatto slittare di qualche giorno. La svolta arriva quando appunto in quei giorni il Parma giocò la partita di ritorno di Coppa delle Coppe contro l’Halmstat, squadra che all’andata aveva spezzato le redini dei parmensi con un rotondo e preoccupante 3 a 0. La sera del ritorno Inzaghi segnò dopo solo un minuto, guidando la sua squadra alla vittoria finale per 4 a zero e conseguente passaggio del turno. Da quel momento il giovane talento diventa un vero e proprio idolo della tifoseria gialloblu, tanto che la famiglia proprietaria, Tanzi, opterà per tenersi il gioiellino a Parma e non mandarlo più a Napoli.

Sempre a Parma arriverà il primo goal in serie A, ironia vuole proprio contro il Piacenza ce lo aveva scoperto ed in qualche modo lanciato tra i professionisti: la partita finì 3 a 2 per il Parma.

Pochi mesi più tardi rimane vittima di uno scontro con un avversario in una partita amichevole contro il Collecchio: resta in campo anche dopo l’infortunio al piede sinistro, segnando anche un goal, fino a quando l’allenatore non lo costringerà ad uscire. La diagnosi sarà piuttosto severa: frattura del quinto metatarso e conseguente stop di tre mesi.

Viene ceduto all’Atalanta nel corso dell’estate 1996, fortemente voluto dal presidente orobico, Ruggeri, che già aveva avuto modo di conoscerlo  ai tempi del Piacenza: nel 1996/1997 Inzaghi diventerà capocannoniere della serie A con 24 reti, segnando a quasi tutte le squadre, tranne Parma ed Udinese, ed eguagliando il record di Platini; segna anche una tripletta, la prima della sua carriera in serie A, il 9 marzo 1997, contro la Sampdoria.

L’anno successivo diventa un giocatore della Juventus, che se lo assicura per una cifra decisamente considerevole, ben 20 miliardi delle vecchie lire, ma la prima stagione juventina non inizia al meglio, sono in molti a non voler scommettere sul suo futuro, al punto che con Del Piero viene accusato di  formare una coppia d’attacco un po’ troppo leggera. I due rispondono alle critiche sul campo, in particolare Inzaghi replica con 27 reti, di cui 18 in campionato, 6 in Champion’s League, 1 in Coppa Italia e due nella Supercoppa italiana, vinta quell’anno insieme allo scudetto. In Champion’s invece le cose andranno male: la Juventus verrà battuta in finale ad Amsterdam per 1 a 0 dal Real Madrid, con goal partita di Mijatovic, ed Inzaghi per ben due volte sfiorerà il goal.

Nella stagione ’98 – ’99 la Juventus entra in un tunnel di risultati deludenti, al punto che l’allenatore Marcello Lippi si dimette ed al suo posto viene scelto Carlo Ancelotti. L’attaccante piacentino non manca mai però, nonostante l’annata storta della sua squadra, di cui è capocannoniere con 20 reti. Ed anche in Champion’s League si batte come un leone, segnando 6 goal, di cui due nella semifinale contro lo United, risultata fatale ai bianconeri, ed una straordinaria rete in rovesciata contro il Galatasaray al Delle Alpi, il 13 settembre del 1998.

Resta ancora un paio di stagioni con la casacca bianconera, mettendosi in luce come il più prolifico realizzatore della squadra.

Nel 2001 passa al Milan, che lo compra a 70 miliardi di lire( 40 in contanti più un giocatore, Cristian Zenoni), con cui esordisce in campionato contro il Brescia il 26 agosto 2001, e soltanto nel turno successivo segnerà la sua prima rete in rossonero, nello scoppiettante 5 a 2 interno contro la Fiorentina. La stagione che lo aspetta non sarà molto semplice, a dicembre infatti s’infortuna seriamente ad un ginocchio, dopo uno scontro di gioco con il portiere clivense Lupatelli, segnerà appena dieci goal, molti dei quali però fondamentali per la corsa alla qualificazione per Champion’s dell’anno successivo.

La sfortuna sembra accanirsi ulteriormente su Superpippo, che di fatto per due stagioni rimane a tratti fuori dai campi di gioco per una serie impressionante di infortuni, costringendolo a due interventi alla caviglia ed ad accontentarsi di appena 8 reti in 43 gare disputate.

Nel finale della stagione 2005 – 2006 riesce a recuperare ed a rifarsi alla grande, segnando 12 goal in campionato e 4 in Champion’s,  di cui 2 all’Olimpique di Lione nei quarti di finale.

L’anno seguente sarà decisivo proprio in Champion’s, tanto all’inizio, contro la Stella Rossa, nei preliminari, ma soprattutto nella finale di Atene contro il Liverpool, che gli varrà la nomination come “Man of the match”; la maglia indossata da Inzaghi in quell’occasione verrà battuta all’asta ed i proventi devoluti in beneficenza per un importante progetto dell’ospedale di Nazaret.

Questa vittoria consentirà ai rossoneri di aggiudicarsi l’anno successivo la Supercoppa europea contro il Siviglia, che era passato in vantaggio, e la rete del momentaneo pareggio viene segnato proprio da Superpippo. Sempre nel 2007, a dicembre, Inzaghi segna due reti nella finale del Mondiale per club, contro il Boca Juniors, diventando l’unico calciatore ad aver segnato in tutte le competizioni per club.

Segnando la rete decisiva contro il Palermo in campionato, il 24 febbraio del 2008  raggiunge quota 90 reti con il Milan, la squadra con cui ha segnato di più in quanto con la Juventus si era fermato a quota 89. Dopo un mese di stop per un’ernia inguinale, Inzaghi torna al goal, ne segna ben 10 in 7  partite, tra cui anche un goal nel derby di ritorno, finito  2 a 1 per i milanisti, ed una rete contro l’Udinese con cui tocca le 100 marcature rossonere.

A questo punto manca solo un traguardo: staccare lo spagnolo Raul: dopo un testa a  testa durato qualche anno, il sorpasso nei confronti del madridista arriva il 15  settembre del 2009, con una doppietta all’Olympique Marsiglia, è il 68′ goal nelle competizioni UEFA.

Nel frattempo, il 15 marzo dello stesso anno, Superpippo aveva festeggiato il goal numero 300 in carriera (272  in campionato e  28  con la maglia della Nazionale), avvenimento celebrato con una maglia particolare indossata sul campo.

Sempre con la maglia del Milan si toglierà parecchie soddisfazioni personali, per esempio raggiungendo e superando una vera e propria leggenda rossonera, Marco Van Basten, quanto a goal fatti con la casacca a strisce rossonere, battendo anche il record, momentaneo in quanto poco dopo superato da Ryan Giggs, di segnare un goal da “anziano”, a 37 anni ed 85 giorni.

Nel 2010 s’infortuna nuovamente, ed un maniera anche importante: in una partita di campionato in casa contro il Palermo si procura una lesione al legamento crociato anteriore nonché del menisco esterno del ginocchio sinistro. Un infortunio che avrebbe potuto stendere, moralmente e fisicamente un toro, ma non il nostro eroe, che rinnoverà altri due anni il suo contratto con la sua società.

Dopo aver passato undici anni in rossonero, l’11 maggio del 2012 annuncia l’addio al calcio giocato, in accordo con la dirigenza del Milan, e due giorni dopo gioca la sua ultima partita, contro il Novara, segnando anche il suo ultimo goal in carriera, il numero 156, diventando anche il quarto giocatore i tutti i tempi in casa Milan ad essere sceso in campo ad oltre 38 anni, superato in questo senso da Costacurta, Maldini ed Albertosi.

La sostanza della sua permanenza con il milan si può quantificare in 2 Champion’s League, 1 Coppa del mondo per club, 2 Supercoppe europee, 2 scudetti, 1 Coppa Italia e due Supercoppe Italia.

Per quanto concerne il capitolo Nazionale, Inzaghi esordisce con l’Under 21 in un’amichevole contro Israle, finita 0 a 0, ed in totale con la nazionale cadetta realizzerà 3 reti in 14 incontri disputati.

Con la Nazionale maggiore esordisce nel 1997, in un’amichevole contro il Brasile. Partecipa al Mondiale del ’98 in Francia, mandando in goal Baggio nella partita contro l’Austria. Ma bisognerà aspettare il 18 novembre 1998 per vedere i suoi primi goal in azzurro, con una doppietta alla Spagna in un’amichevole a Salerno.

Agli Europei del 2000 segna sia nella fase ad eliminazione, contro la Turchia, che ai quarti contro la Romania, ma l’allora allenatore della Nazionale, Zoff, lo escluse dalla finale, finita con la sconfitta decretata dal golden goal della Francia.

Giocherà anche agli Europei del 2004,  e soprattutto ai Mondiali del 2006, quando si laureerà campione del mondo nella splendida notte di Berlino.

Finirà l’avventura azzurra con un pareggio, come l’aveva iniziata, per 0 a 0 a Milano, contro la Francia.

Il suo personale palmares con la Nazionale è di 25 reti su 57 incontri, superato “solo” da Riva, Meazza, Piola, Baggio e Del Piero.

La sua ennesima avventura nel mondo del pallone inizia il 24 luglio 2014, quando dopo 21 stagioni di calcio giocato, Inzaghi accetta l’offerta della dirigenza rossonera e firma un biennale per guidare gli Allievi, con cui vincerà la Scopigno Cup, un trofeo della città di Rieti, battendo in finale lo Zenit per 3 a 2 e raggiunge anche la fase ad 8 della propria categoria, prima di essere eliminato in semifinale dall’Empoli. Nel frattempo studia per conseguire il patentino da allenatore.

il 7 giugno 2013 prolunga di due anni il contratto con il Milan e diviene l’allenatore della Primavera, con cui conquista il Torneo di Viareggio il 17 febbraio 2014,  vincendo in finale l’Anderlecht per 3 a 1.

Dopo un tira e molla durato qualche settimana alla fine del quale venne licenziato l’allenatore del Milan Clarence Seedorf, Inzaghi è stato chiamato alla guida della prima squadra, ottenendo la sua prima vittoria da allenatore alla prima di campionato, il 31 agosto 2014, battendo la Lazio 3 a 1.

Donatella Swift

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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