Passando in rassegna quelli che sono i successi dei club del nostro Paese nella seconda competizione europea per importanza dopo la Champions League, spiccano Juventus ed Inter, con tre vittorie ciascuna. Segue il Parma con due affermazioni mentre le altre compagini che hanno trionfato una sola volta sono Napoli e la recente Atalanta. Se si guarda però alle date relative a questi titoli, si scopre come il calcio italiano sia da diversi anni a secco, escludendo da questo il recente successo dei bergamaschi. Addirittura, guardando al caso dei partenopei, la memoria risale all’epoca di Maradona
Juventus 1976/77
La prima Coppa UEFA alzata da una squadra italiana porta la firma della Juventus di Giovanni Trapattoni, protagonista di una stagione europea compatta e solida. I bianconeri eliminarono nei 32esimi di finale il Manchester City, nei 16esimi il Manchester United e, in semifinale, l’Aek Atene, approdando alla doppia finale contro l’Athletic Bilbao. Dopo l’1-0 dell’andata firmato da Tardelli, la sconfitta per 2-1 al San Mamés consegnò comunque il trofeo alla Juventus grazie al valore dei gol fuori casa. Fu un successo fondamentale, che diede slancio all’ascesa internazionale della società torinese.
Napoli 1988/89
Il trionfo del Napoli di Ottavio Bianchi resta uno dei capitoli più celebri del calcio italiano. La squadra, trascinata da un Diego Armando Maradona in versione dominante, superò avversari di peso come la Juventus nei quarti e il Bayern Monaco nelle semifinali. In finale, contro lo Stoccarda, il Napoli vinse 2-1 al San Paolo e pareggiò 3-3 in Germania, conquistando il primo e ancora unico alloro europeo della propria storia in un anno rimasto scolpito nell’immaginario collettivo.
Juventus 1989/1990
La squadra guidata da Dino Zoff costruì il proprio percorso europeo su compattezza difensiva, organizzazione tattica e una capacità rara di gestire i momenti chiave delle sfide. Dopo aver superato Górnik Zabrze, Paris Saint-Germain, Karl-Marx-Stadt, Amburgo e Colonia, i bianconeri approdarono in finale contro la Fiorentina, in un inedito derby italiano che attirò l’attenzione dell’intero continente. La Juventus ebbe la meglio nella gara d’andata giocata allo Stadio Comunale di Torino, imponendosi 3-1 grazie alle reti di Galia, Casiraghi e De Agostini. Nel ritorno, disputato ad Avellino a causa della squalifica del campo della Fiorentina, la formazione viola non riuscì a ribaltare l’esito, chiudendo sullo 0-0.
Inter 1990/91
L’Inter di Giovanni Trapattoni realizzò il suo trionfo europeo su organizzazione, tecnica e fisicità. Dopo aver superato il Rapid Vienna, l’Aston Villa, il Partizan, l’Atalanta e un insidioso Sporting Lisbona in semifinale, i nerazzurri affrontarono nella doppia finale una sorprendente squadra italiana: la Roma. L’Inter vinse 2-0 a San Siro con gol di Matthäus e Berti, e amministrò la sconfitta di misura all’Olimpico. Una gran vittoria, emblema della solidità del gruppo nerazzurro.
Juventus 1992/93
La terza Coppa UEFA bianconera arrivò in una stagione dalle mille sfaccettature, guidata ancora una volta da Giovanni Trapattoni in panchina. Il percorso vide la Juventus prevalere contro squadre come Benfica, PSG e Borussia Dortmund. Proprio i tedeschi furono l’avversario della finalissima, disputata in gara doppia: 3-1 al Westfalenstadion, con Vialli scatenato, e sonoro 3-0 nella gara di ritorno. Fu una delle finali europee più a senso unico dell’epoca, specchio di una Juventus estremamente brillante sul piano tecnico.
Inter 1993/94
L’Inter tornò sul tetto della Coppa UEFA l’anno successivo con un nuovo allenatore, Gianpiero Marini, e una formazione abile nelle gare a eliminazione diretta. Dopo aver eliminato Norwich, Borussia Dortmund e Cagliari, la squadra si ritrovò a contendersi il titolo con il Salisburgo. L’Inter vinse entrambe le gare per 1-0, grazie alle firme di, in ordine cronologico, Nicola Berti e Wim Jonk. Un successo costruito su cinismo, organizzazione difensiva e capacità di colpire nei momenti decisivi.
Parma 1994/95
Il Parma di Nevio Scala, già competitivo a livello continentale, affrontò un cammino duro ma esaltante. Dopo aver superato Athletic Bilbao, Odense e Bayer Leverkusen, la finale propose una sfida italiana contro la Juventus. La gara di andata, disputata al Tardini, terminò 1-0 per i gialloblù grazie a Dino Baggio, che si ripeté nel 2-1 della gara di ritorno. Fu un trionfo che confermò la straordinaria crescita del Parma in quegli anni.
Inter 1997/98
Il terzo successo nerazzurro arrivò nell’anno in cui Ronaldo il Fenomeno dominò il panorama internazionale. L’Inter, guidata da Luigi Simoni, avanzò con autorevolezza eliminando Lione, Strasburgo, Schalke 04 e Spartak Mosca. La finale di Parigi contro la Lazio fu un monologo: 3-0 con reti di Zamorano, J. Zanetti e Ronaldo. Una delle finali più iconiche della competizione, simbolo della superiorità tecnica e atletica dei nerazzurri.
Parma 1998/99
Il secondo trionfo per il Parma arrivò sotto la guida di Alberto Malesani, in una stagione in cui i gialloblù raggiunsero un livello di gioco considerato tra i più alti d’Europa: è stato lo stesso club crociato a riviverlo ripubblicando la cronaca dell’incontro per l’anniversario dei 20 anni dal titolo. Dopo aver superato Rangers, Bordeaux e l’Atletico Madrid in semifinale, la squadra affrontò il Marsiglia nella finale di Mosca. La vittoria per 3-0, firmata Crespo, Vanoli e Chiesa, consacrò definitivamente il Parma come una forza europea di primo piano.
Atalanta 2023/24
La più recente vittoria italiana porta la firma dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, capace di superare rivali di prestigio come Sporting Lisbona, Liverpool e Marsiglia prima della finale di Dublino contro il Bayer Leverkusen. Il 3-0 firmato Lookman, tripletta per lui, resta un manifesto tattico dell’approccio aggressivo e verticale della squadra. Non c’è dubbio sul fatto che la più recente vittoria dell’Atalanta abbia dato lustro a tutto il calcio italiano, ma non è detto che sia l’ultimo contributo che Gasperini fornirà di questi tempi per riportare in alto la bandiera del calcio italiano agli occhi del Vecchio Continente. Con lui in panchina la Roma è già tornata a sognare lo Scudetto, le previsioni sul campionato sorridono ai giallorossi e anche le quote sul passaggio del turno in Europa League proiettano la Lupa in avanti, tanto che la formazione capitolina è considerata da inizio stagione una delle maggiori indiziate per mettere le mani sulla coppa, ma la concorrenza è agguerrita e il mercato invernale potrebbe cambiare gli equilibri. Staremo a vedere e a sperare.








