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Champions League, conto alla rovescia per la finale: il Psg per il bis, l’Arsenal per uno storico double

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Sabato a Budapest i parigini vanno alla caccia di una doppietta che li consacrerebbe ancora di più come dominatori del calcio europeo, ma occhio ai Gunners che cercano il loro primo successo nella competizione continentale più importante 

Mancano pochi giorni alla partita che ogni anno chiude la stagione calcistica per quanto riguarda le squadre di club, la partita che ogni calciatore aspira a giocare ed ogni tifoso sogna di vincere insieme ai propri beniamini. Sabato a Budapest andrà in scena la finale di Champions League. Quest’anno si giocherà ad un orario insolito, le 18, ma come lo scorso maggio vedremo in campo il Paris Saint-Germain. I parigini infatti difenderanno il titolo di campioni in carica contro l’Arsenal, reduce da un’attesissima vittoria in Premier League che mancava da 22 anni. Vediamo nel dettaglio momento di forma, punti di forza e punti deboli delle due finaliste, con anche la probabilità per entrambe di sollevare la coppa dalle grandi orecchie. 

Cominciamo dai campioni in carica del Paris Saint-Germain. Come lo scorso anno, i parigini sono partiti piano sia in campionato che in Champions, hanno battagliato col Lens per tutta la stagione in Ligue 1 ed anche in Europa non hanno centrato subito la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Da febbraio in poi però è arrivato il consueto cambio di marcia: eliminati MonacoChelseaLiverpool Bayern Monaco sulla strada per Budapest, con un crescendo di prestazioni impressionante. La squadra di Luis Enrique sembra saper giocare in ogni modo, contro ogni avversario. I giocatori del Psg uniscono un talento cristallino ad un’intelligenza tattica che gli consente di ricoprire più ruoli e di svolgere tanti compiti diversi sul terreno di gioco. I parigini a volte appaiono tanto indecifrabili quanto calcisticamente spietati e al netto di qualche svarione difensivo, fisiologico visto lo stile di gioco seguito, non sembrano avere punti deboli. Inoltre, rispetto ad un anno fa, non hanno più la pressione di dover vincere la coppa per la prima volta. 

L’Arsenal è chiamato ad una sfida difficile, ma può dire senz’altro la sua e sabato non partirà certo battuto, considerando anche che si tratterà di una partita secca da giocare in campo neutro. I Gunners arrivano a Budapest con l’animo leggero, senza pressioni, dopo essersi liberati del fardello della vittoria in Premier League che mancava da 22 anni. I ragazzi di Arteta hanno festeggiato anche ieri sul campo del Crystal Palace e ora sognano un double che sarebbe leggendario visto che il club londinese (come il Psg fino all’anno scorso) non ha mai conquistato la Champions League. L’Arsenal dalla sua può contare su un reparto offensivo di grande qualità, ma soprattutto su una fase difensiva straordinaria, la migliore dei top cinque campionati europei. A ciò si unisce una costante pericolosità sui calci piazzati, in particolare i corner, che può mettere in crisi il Psg. Nelle finali spesso vince non chi crea di più, ma chi concede meno e riesce a sfruttare al meglio gli episodi. I Gunners possono e devono puntare su questo per provare ad avere la meglio su un avversario sulla carta superiore. 

A prescindere dall’epilogo comunque, sabato ci attende una finale al cardiopalma e ricca di significato. Entrambe le squadre cercano una doppietta. Il Paris Saint-Germain, dopo aver atteso una vita per la sua prima Champions League, vuole bissare il successo contro l’Inter e consacrarsi ancora di più come principale potenza del calcio europeo. L’Arsenal invece sogna un double che dopo l’attesissima vittoria della Premier League consegnerebbe alla leggenda Arteta e i suoi ragazzi. Vent’anni fa i Gunners persero in finale contro il Barcellona proprio a Parigi, la città a cui appartiene al momento la coppa dalle grandi orecchie e proprio come i parigini un anno fa, ora sono i londinesi a sognare di conquistare il più ambito trofeo continentale per la prima volta. Percentuali di successo? 60% Psg, 40% Arsenal, ma come sempre sarà il campo a decretare il migliore.

Luca Missori

(Fonte immagine: SportPress24.com)

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