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Da calciatore ad allenatore: la vita di Cesare Prandelli

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Passionedelcalcio.it vi racconta la storia di Cesare Prandelli;  dai successi nella Juventus passando per le vittorie sulla panchina Viola e il crac con gli Azzurri fino all’avventura in Turchia; la storia di un uomo con il ‘codice etico’ sul terreno di gioco e nella vita

Claudio Cesare Prandelli pone le fondamenta della sua carriera calcistica da mediano nella Cremonese, passando per l’Atalanta arriva alla Juventus, con la quale vince tre scudetti, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea. Torna all’Atalanta e nel 1990 disputa la sua ultima stagione da calciatore e dopo appena un anno arriva il suo primo contratto da allenatore degli Allievi bergamaschi con cui vincerà lo scudetto di categoria. La stagione successiva viene promosso alla Primavera e vince ancora il campionato in doppia finale contro la Lazio. Dopo i successi ottenuti durante l’intenso percorso nell’Atalanta, Prandelli allenerà il Lecce dimettendosi dopo 18 gare di cui 14 sconfitte, nella stagione 1997-1998 arrivano i primi risultati importanti da tecnico alla guida del Verona che guadagna la promozione in massima serie. Storia che si ripeterà allenando il Venezia, promosso in Serie A al primo tentativo, chiudendo il campionato al 4° posto; ma l’anno successivo riceve l’esonero dalla società veneta, insoddisfatta dei risultati.
L’allenatore della provincia di Brescia demoralizzato per il finale inaspettato abbandonerà momentaneamente il mondo del calcio per ritrovare la serenità giocando a golf.
Farà ritorno in panchina nella stagione 2002-2003 e conquisterà il quinto posto in Serie A e la qualificazione in Coppa UEFA alla guida del Parma. Nel 2004 è il prescelto come successore di Fabio Capello (presenta le dimissioni e firma per la Juventus) alla guida della Roma ma prima dell’inizio del campionato Prandelli si troverà costretto ad abbandonare la guida tecnica della squadra capitolina, a causa della grave malattia che colpisce la moglie Manuela.
Nel 2005-2006 approderà finalmente in terra viola, fortemente voluto dal patron Della Valle per il dopo Dino Zoff.
L’11 dicembre 2006, a seguito della prima stagione positiva con i viola, Prandelli riceve il premio Panchina d’oro presso il centro tecnico federale di Coverciano.
La Fiorentina nel 2007-2008 si classifica 4° in campionato ed accede al terzo turno preliminare della Champions League 2008-2009. La squadra viola arriva in semifinale di Coppa UEFA battuta ai rigori dal Rangers Glasgow.
Un anno dopo si riqualifica alla massima competizione calcistica europea grazie alla miglior differenza reti col Genoa, con cui era giunta pari in classifica sempre al 4° posto.
Nel 2010 la Fiorentina è di nuovo in Champions League e dopo aver battuto in Liverpool nella fase a gironi accederà da prima in classifica con ben 15 punti agli ottavi di finale, dove verrà eliminata dal Bayern Monaco. Esclusione che sarà oggetto di diverse polemiche a causa dei numerosi errori arbitrali.
Al termine del campionato saluta Firenze, lasciando però il proprio segno nella storia viola: Cesare Prandelli è tra gli allenatori più vincenti della Fiorentina, il 26 settembre 2009 dopo la vittoria contro il Livorno supera Fulvio Bernardini ed è in testa alla classifica dopo aver ottenuto la sua centesima vittoria alla guida della squadra gigliata.
Il 30 maggio 2010 la FIGC annuncia l’accordo tra il presidente Giancarlo Abete e Prandelli, che sarà il CT della Nazionale italiana per quattro anni con ingaggio da 3 milioni l’anno, in sostituzione di Marcello Lippi dopo la disastrosa conclusione del Mondiale 2010.
Nomina Gigi Buffon nuovo capitano della Nazionale Italiana e stabilisce il ‘codice etico’ in base al quale i calciatori che si rendono protagonisti di azioni aggressive e/o antisportive non saranno convocati in Nazionale e farà molto parlare di sé dopo le convocazioni di Cassano e Balotelli.
L’Italia disputa le qualificazioni al campionato europeo 2012 ma il 1° luglio 2012 l’Italia perde 4-0 la finale con la Spagna. Al rientro in Italia, la Nazionale e il suo CT sono stati omaggiati al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui Prandelli ha regalato la propria medaglia d’argento.
Dopo soli due anni, esordio per l’Italia al campionato mondiale di calcio 2014 ma il torneo si chiude al primo turno, dopo le sconfitte – entrambe per 1-0 – contro Costa Rica e Uruguay.
Questa sarà l’ultima volta che vedremo Cesare Prandelli sulla panchina della Nazionale Italiana poiché il 24 giugno 2014 in conferenza stampa annuncerà le proprie dimissioni irrevocabili da commissario tecnico degli Azzurri insieme al presidente della FIGC Giancarlo Abete.
Passano solo 14 giorni e Cesare Prandelli vola in Turchia in veste di allenatore del Galatasaray per 5 milioni netti a stagione.

Benedetta Pericone

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