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21 modi per dirti ti amo…Andrea Pirlo

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Stasera andrà in scena “La Notte del Maestro”, l’addio al calcio di uno dei centrocampisti, che per addetti ai lavori ed ex compagni di squadra, è tra i più forti di sempre. Ho raccolto ventuno testimonianze (come il suo numero portafortuna, come la data di oggi) di giornalisti e calciatori. Scoprite quali

“Andrea dal mio punto di vista ha cambiato il modo d’interpretare il ruolo del centrocampista centrale. Dopo di lui hanno cominciato a chiamarlo regista, ma in realtà è un centrocampista centrale quello che fa costruzione ed interdizione. Lui ha un modo tutto suo di farlo. Il regista è un compito e non un ruolo, semmai è il modo d’interpretare un ruolo. Quante volte sentiamo dire “è un giocatore alla Pirlo!” ma in realtà non può esserci un giocatore alla Pirlo, perché lui è unico. C’è stato un prima e un dopo Pirlo. Non solo ha cambiato il modo d’interpretare il ruolo ma anche tutta la comunicazione intorno a questo. E’ stato illuminante, perché, con le sue invenzioni in mezzo al campo, ha tolto i riferimenti, generando confusione in chi guarda.” Daniele Adani

“L’ho visto giocare in Nazionale tante di quelle volte…ma partiamo da una precisa immagine. Io c’ero quando al Maracanà in Confederations Cup nel 2013 fece gol su punizione. Sappiamo quanto i brasiliani abbiano il palato fine. Vedere 100.000 brasiliani alzarsi in piedi dà la statura di come il giocatore, al di là che quel giorno festeggiasse le 100 presenze in campo, sia stato recepito all’estero. E’ un calciatore d’altri tempi ma messo in un contesto moderno. Lui seguiva la visione di una traccia, vedeva trame dove nessuno osava neanche immaginarle. Forse solo Francesco Totti a questi livelli è stato così, ma Pirlo ha avuto più continuità. Poi caratterialmente dietro un’apparenza severa è uno dei più simpatici e pronti allo scherzo. Gli americani per questo usano l’espressione poker-face” Alessandro Antinelli

“Per me è facile parlare di lui. E’ un amico fraterno, un fratello. Siamo cresciuti insieme, partendo dalla Voluntas e passando per il Brescia. Abbiamo vinto insieme con l’Under 21. Esserci stasera mi rende orgoglioso. E’ bello fare un tributo ad uno dei centrocampisti più forti degli ultimi anni” Roberto Baronio

“Tra i più forti centrocampisti di tutti i tempi, è stato uno straordinario interprete del suo ruolo. Faro del centrocampo, prima al Milan e poi alla Juve…chi non lo ricorda poi nel Mondiale 2006! Un talento puro di grande intelligenza tattica che aveva la capacità di saper leggere la partita, rovesciandone le sorti. Lui pensava e agiva contemporaneamente. Traduceva in velocità i pensieri. Non aveva difficoltà con lo spartito della gara. Era come un direttore d’orchestra che metteva in condizione i compagni di dare il meglio, mandandoli in gol. Il Riccardo Muti del calcio…è davvero scandaloso non abbia vinto un Pallone d’Oro. Lo mette tra i 10 centrocampisti più forti al mondo di sempre” Gianni Bezzi

“E’ stato nei primi dieci anni del nuovo millennio il giocatore italiano più forte, che ha saputo unire qualità e continuità. Grazie anche ai suoi allenatori ha sopperito a quella che sembrava una falsa partenza: da trequartista è stato spostato 30 metri più indietro dove ha trovato la giusta dimensione” Stefano Bizzotto

“Aveva un qualcosa di speciale che lo rendeva unico. Sembrava un giocatore silenzioso e molle, invece aveva dei ritmi superiori alla media che lo hanno fatto diventare il bello del calcio” Cristian Brocchi

“Lo ricordo fin da ragazzo. A 16 anni aveva cominciato già a mettersi in luce. Quando fu acquistato dall’Inter (militava nel Brescia) andammo a giocare un’amichevole a Liverpool all’Anfield Road e Gigi Simoni lo ribattezzò “il nuovo Rivera”. E’ stato fondamentale nella vittoria del 2006. E’ ritenuto uno dei centrocampisti più forti degli ultimi 20 anni….su questo non c’è dubbio. Quello che mi ha stupito è che, quando dal Milan passò alla Juve, sia riuscito ad essere protagonista in maniera così perfetta anche dopo” Marco Civoli

“Ho un ottimo ricordo di lui, ovviamente come calciatore, ma ancora di più come persona. E’ stato un onore essere suo compagno” Gianni Comandini

“Merita elogi speciali. Per essere stato protagonista fin da subito in posizionamenti vari sul campo: da trequartista a playmaker. La laurea di campione del mondo gli calza a pennello. Peccato si debba ritirare ma l’anagrafe è così. Va collocato su un piedistallo molto alto anche per i calci piazzati (insieme a Mihajlovic). Segno distintivo della sua grandezza è stato farsi riconoscere quando giocava e farsi notare anche ora per la sua mancanza” Giancarlo De Sisti

“Un ragazzo eccezionale fuori e dentro il campo, con cui ho avuto la fortuna di giocare in Nazionale. Gli faccio i complimenti per la festa che stasera gli riserveranno i tifosi del Milan e non solo” Totò Di Natale

“L’ho conosciuto che faceva il trequartista. E’ stato geniale nel trovare poi la posizione giusta ma poteva giocare ovunque. Dava certezza a tutti. Con lui il pallone era in banca. E’ una persona che ha meritato tutto quello che ha vinto. Ora sono curioso su cosa deciderà di fare in futuro” Giuseppe Galderisi

“Un giocatore immenso, eccezionale. Non ci sono più in Italia e in Europa calciatori così. E’ un esempio per tutto il settore giovanile italiano” Roberto Galia

“La sua allegria col pallone era inversamente proporzionale al suo carattere, al suo modo di fare così “sotto le righe”, all’espressione quasi dimessa. Chi lo conosce bene sa che Andrea è ironico e allegro anche nella vita” Amedeo Goria

“E’ tra i più grandi giocatori italiani di sempre. Ricordo quando debuttò al 90′ con la maglia del Brescia. Non aveva neanche 17 anni ma capimmo subito, nonostante i pochi minuti di gioco, che aveva le stimmati del campione. Io commentai a caldo tra il serio e il faceto: “Sì è bravo, è intelligente…speriamo non si perda per il cognome” giocando su Pirlo e pirla. Chi l’avrebbe detto che giocatore eccezionale sarebbe diventato!” Mario Mattioli

“Il mio ricordo è legato ad un’emozione in particolare. Era l’Europeo 2012 di Prandelli, con in campo Balotelli, ora richiamato da Mancini. Passammo il turno ed andammo a giocare ai quarti di finale a Kiev (dove si disputerà la finale Champions sabato) contro l’Inghilterra. Finimmo ai rigori che sono un po’ il bello e il brutto del calcio. Dal dischetto sbagliammo per primi (a non inquadrare la porta fu il secondo rigorista Montolivo, ndr). Poi andò Pirlo col suo solito broncio e viso sonnecchiante e s’inventò un cucchiaio. Fu la pazzia-colpo di genio che ci portò in semifinale perché gli inglesi pensarono che eravamo capaci di tutto. Infatti poi vincemmo e presi a pugni la vetrata (in plexiglass fortunatamente) per l’emozione” Marco Mazzocchi

“-Andrea Pirlo è il calcio-”. Me lo confidò un procuratore quando il ragazzo aveva 14 anni. Il tempo ha confermato. Andrea Pirlo ha rappresentato la purezza del talento e la genialità delle intuizioni. Il calcio, appunto” Alberto Rimedio

“Un giocatore immenso, che aveva tutto, dalla classe alla serietà. Non si raggiungono certi livelli senza grandi sacrifici” Franco Selvaggi

“Il centrocampista tatticamente più intelligente con cui ho avuto la fortuna di giocare” Gionatha Spinesi

“Nel suo ruolo è stato il più forte. Un compagno di mille avventure, che sarà un piacere festeggiare stasera” Luca Toni

“Il primo ricordo straordinario è stato quell’assist per Grosso in semifinale del Mondiale 2006 contro la Germania a Dortmund…un’opera d’arte di una mente illuminata. Al 110’ per l’importanza, il modo, la lucidità con cui è maturato quel no-look che ha portato alla prima rete contro i tedeschi dice molto sulla natura del giocatore. La seconda cosa che voglio sottolineare è che si è inventato un ruolo, quando da trequartista si capì che poteva essere utilizzato anche in fase d’impostazione del gioco e di copertura. Fu un’intuizione di Carlo Ancelotti. E’ stato uno dei centrocampisti più forti degli ultimi 20 anni. Nel 2006 fu una corsa a tre per il Pallone d’Oro. Lo vinse Cannavaro, ma nessuno si sarebbe scandalizzato se lo avessero vinto Buffon o Pirlo” Enrico Varriale

“Uno di quelli maggiormente dotati di intelligenza calcistica. Un calciatore di statura mondiale. Anche fuori dal mondo blindato del calcio è una persona con un grande senso dell’umorismo. Lo sport, credo, non dovrebbe farselo sfuggire e infatti per lui ci saranno sicuramente delle ottime possibilità” Jacopo Volpi

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Erika Eramo

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