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Rimedio-Piccinini-Caressa, il trio Nazionale

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Mercoledì i tre noti telecronisti della Rai, di Mediaset e di Sky hanno prestato le loro voci per la 27esima edizione de “La partita del cuore” che ha visto affrontarsi allo stadio Luigi Ferraris di Genova la Nazionale Cantanti e i Campioni del Sorriso (si può donare fino a domani a favore dell’Istituto Gaslini e dell’Airc attraverso un sms al 45527). Li abbiamo intervistati a proposito di questa iniziativa chiedendogli qualche considerazione l’uno dell’altro

Alberto Rimedio

Cosa ha provato in un’inedita telecronaca a tre con i due giornalisti top di Sky e di Mediaset?

Credo ci sia stata un’intesa immediata, pur mantenendo ognuno il proprio stile. Grandi risate, tanto divertimento, nel massimo rispetto di un’iniziativa bella e importante.

Tre aggettivi per i suoi due colleghi. Cosa le piace di loro? Come li descriverebbe?

Piccinini è attento, curioso, autoironico. Caressa invece brillante, diretto, sfrontato.

Cos’altro può fare il calcio per solidarietà? L’iniziativa benefica a cui è più legato?

Le società di serie A, sfruttando una pausa del campionato per gli impegni della Nazionale, potrebbero studiare una grande domenica di solidarietà, con giochi e manifestazioni nei rispettivi stadi o centri sportivi. Per il resto, è impossibile fare una classifica: tutte le attività benefiche meritano partecipazione e affetto.

Sandro Piccinini

Cosa ha provato in un’inedita telecronaca a tre con i due giornalisti top di Sky e della Rai?

Noi tre abbiamo iniziato nell’emittente televisiva locale romana TeleRoma56. Siamo molto affiatati.

Tre aggettivi per i suoi due colleghi. Cosa le piace di loro? Come li descriverebbe?

Alberto è il simbolo della professionalità ed ha una bellissima voce. Fabio è più spregiudicato, più arrembante.

Cos’altro può fare il calcio per solidarietà? L’iniziativa benefica a cui è più legato?

In passato avevo già condotto diversi derby del cuore tra Roma e Milano. L’altra sera è andata molto bene: quasi un milione e mezzo di incassi per fini benefici. Sono eventi che funzionano. Ci siamo divertiti tutti e in più si è fatto qualcosa di utile per la ricerca. Mi auguro che il mondo del calcio possa svolgere in maniera più costante iniziative del genere.

Fabio Caressa

Cosa ha provato in un’inedita telecronaca a tre con il top della Rai e di Mediaset?

E’ stato un piacere. Alberto lo conosco da tanto ormai e Sandro è come un fratello. Ho iniziato con lui, nel lontano ’86.

Tre aggettivi per i suoi due colleghi, cosa le piace di loro?

Alberto è calibrato, preparato e a calcio gioca molto bene. E’ una di quelle 50-100 persone che ti dicono: “Eh se non mi fossi fatto male al ginocchio ora…”. Sandro è innovativo, emozionante e pignolissimo come me. Giocava nella Primavera della Lazio ed è figlio di un ex giocatore della Juve.

Cos’altro può fare il calcio per solidarietà? L’iniziativa benefica a cui è più legato?

Io sono molto legato all’Airc, ai suoi progressi nel settore oncologico, e alla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca sulla Sla. Mi interfaccio spesso con loro. Il calcio può dare tanto a livello culturale. Andrebbe introdotto come materia nelle scuole.

  

Fonti foto: tvfanpage, internews, dagospia, davidemaggio, airc e tgcom24.mediaset

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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