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Patrizia Panico: “Ero una fan di Bruno Giordano. Indossare la maglia della Lazio ti dà una carica diversa”

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In questo caos in cui è piombato il calcio e non solo abbiamo voluto rivolgere un pensiero positivo a chi ci ha illuminato con la sua carriera, riempiendoci d’orgoglio italico. L’ex attaccante (Lazio CF, Torino, Modena, ACF Milan, Bardolino Verona/AGSM Verona, Torres e Fiorentina) che, insieme a Carolina Morace, è rimasta indelebilmente nell’immaginario collettivo, è attualmente CT dell’Under 15 maschile. Nella sua carriera ha segnato quasi 600 reti, ha vinto 10 scudetti, conquistando 14 volte il titolo di capocannoniere della serie A, oltre quello di capocannoniere nella Champions League femminile 2007-2008

Quali le sue stagioni migliori o che ricorda con maggior affetto?

Quelle alla Lazio sono indimenticabili a livello emotivo, ma poi ce ne sono tante che meritano: quelle al Bardolino Verona, alla Torres e al Torino, tra tutte.

Da tifosa laziale cosa ha provato ad indossare la maglia biancoceleste?

Sono sensazioni molto difficili da spiegare. Diciamo che con quella maglia addosso scendi in campo con una voglia diversa. Si affrontano le partite in un modo che va oltre il fatto meramente tecnico o agonistico.

Che ricordi ha dell’esperienza con Carolina Morace, suo idolo, nel Modena nell’anno dello scudetto?

E’ stato bello giocare insieme a lei, ma ciò che mi è rimasto dentro fu l’esperienza di stare in una grande squadra che pullulava di grandissime giocatrici. Era un team nato per competere ad alti livelli ed agguantare il primato. Il mio è un ricordo corale, più che individuale. Era anche la prima volta che lottavo per vincere lo scudetto. Fu una stagione adrenalinica.

Le partite più belle in Nazionale?

Tante. Con l’azzurro addosso, dai Mondiali agli Europei, si ha sempre una motivazione in più, soprattutto contro avversarie prestigiose. Quella che mi viene in mente ora fu la partita inaugurale del Mondiale ’99 contro la Germania. Ci davano per spacciate e invece agguantammo un pareggio (ndr, finì 1-1).

I giovani più interessanti della Nazionale italiana Under 15 che lei allena?

Non faccio nomi, perché non voglio sminuire nessuno. Ci tengo a dire che ci sono tantissimi giovani talenti, che fanno ben sperare.

Tra le donne chi l’ha entusiasmata di più al Mondiale e non solo?

Due nomi su tutte: Valentina Giacinti e Cristiana Girelli. Tra le più giovani dico Agnese Bonfantini, ma ce ne sono tante.

C’era un calciatore che amava particolarmente da piccolina, tanto da ispirarsi alle sue magie?

Sì. Ero una grandissima fan di Bruno Giordano. Sono cresciuta coi suoi gol. Erano gli anni in cui la Lazio era affidata alle sue prodezze. Quando mi capita d’incontrarlo non perdo occasione per ribadirlo.

Cosa direbbe invece ad una ragazza che vuole fare la calciatrice oggi?

Quello che direi anche ad un ragazzo: di prendere le cose con leggerezza ma al contempo metterci una buona dose di determinazione, in modo da non rinunciare mai ai propri sogni.

Fonti foto: calciofemminileitaliano, polisportivalazio, famigliacristiana.it, rivistaundici

Erika Eramo

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