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Roberto Cravero: “Per la volata Champions vedo favorita l’Inter. La Lazio può puntare sull’Europa League”

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La redazione di Passione del Calcio ha intercettato l’ex calciatore di Lazio, Torino e Cesena, attualmente commentatore tecnico per conto di Mediaset Premium

Difensore dinamico e con il vizietto del goal (38 in partite ufficiali), Roberto Cravero ha dedicato gran parte della sua carriera al Torino, squadra della sua città. Importanti anche le esperienze a Cesena e a Roma sponda Lazio, compagini a cui è rimasto fortemente legato. La fortuna non lo ha assistito in nazionale, ma a quei tempi aveva davanti gente del calibro di Maldini e Baresi. Oggi si diletta nel commentare le partite di Serie A e di Champions League. Insomma la sua dedizione per questo sport non conosce limiti.

Lei ha avuto la possibilità di giocare con campioni del calibro di Vieri, Signori, Gascoigne e Muller, per citarne alcuni. Ce n’è uno che le ha lasciato qualcosa in più?

Se proprio devo ricordarne uno dico Leo Junior per la classe, il comportamento e le giocate; insomma nella sua completezza.

Nonostante abbia preso parte alla spedizione per Euro 1988, non ha mai esordito in Nazionale. Secondo lei da cosa è dipeso?

È dipeso soprattutto dal fatto che davanti avevo Franco Baresi, poi i tempi erano diversi, non c’erano tante amichevoli. Ma ripeto, il fattore principale è stata la presenza del calciatore milanista.

La finale di Coppa Uefa persa con il Torino contro l’Ajax dopo due pareggi è il rammarico più grande della sua carriera?

Sì, ma non per i due pareggi, piuttosto perché nella gara di ritorno colpimmo ben tre pali. Fu qualcosa di storico. Mai nessuna squadra aveva colpito tre legni in una finale europea senza poi vincerla ed invece a noi è capitato anche questo.

Come mai il Torino non riesce mai a fare quel salto di qualità che la piazza si aspetta, malgrado la società in questi ultimi anni abbia allestito delle rose competitive?

Non lo so, bisogna essere dentro per poter dare delle risposte. Io la vivo esternamente da tifoso e per questo il mio non potrebbe essere un giudizio corretto.

Per quanto riguarda la volata Champions League, chi la spunterà a suo avviso? Che percentuali dà alla Lazio?

Credo che tutte abbiamo le medesime possibilità, visto che ci sono ancora molte partite di campionato. Forse do qualche chance in più all’Inter perché non gioca le coppe europee, esclusivamente per questo motivo.

Rimanendo in casa biancoceleste, arrivati a questo punto l’Europa League può essere un obiettivo concreto?

Potrebbe esserlo, anche perché la vittoria dell’Europa League garantisce la qualificazione diretta alla Champions League. Rimane comunque un obiettivo difficile vista la presenza di compagini del calibro di Arsenal e Atletico Madrid.

Qual è, secondo la sua opinione, il segreto della compagine capitolina e quanti meriti dà a mister Inzaghi per i risultati ottenuti finora?

Quando ci sono exploit del genere, il merito va suddiviso tra tutti. Ai giocatori per il rendimento e le prestazioni, ad Inzaghi e al suo staff per averli preparati bene, ma anche alla società che con investimenti molto mirati riesce sempre a mettere in piedi delle squadre competitive.

Scendendo in Serie B, il Cesena, squadra in cui ha militato dal 1983 al 1985, non se la sta passando troppo bene. Pensa che può salvarsi evitando i play out?

Mi auguro di sì, sono legato al Cesena perché è stato il mio trampolino di lancio. Faccio sempre il tifo per i bianconeri e mi dispiace vederli in quella posizione di classifica. I romagnoli però sono abituati a lottare e a saper sopperire alle difficoltà e questo mi dà grande fiducia.

Spostandoci alla Champions League, le italiane possono ribaltare il pronostico contro le spagnole? Chi vede favorita per la vittoria finale?

Possono perché il calcio non è una scienza esatta. Certo le spagnole sono favorite, ma non per questo hanno la certezza di passare il turno. Quindi do alla Juventus il 40% di possibilità contro il Real Madrid e il 35% alla Roma contro il Barcellona. Per quanto riguarda la più accreditata per la vittoria finale dico Bayern Monaco.

Come si vede nella veste di commentatore? Può essere un punto d’arrivo o ha in mente altro per il futuro?

Non ho obiettivi particolari, vivo alla giornata. Quello che volevo fare l’ho già fatto, il periodo dei sogni è passato. Da bambino volevo diventare un calciatore e ci sono riuscito, quindi va bene così. Il ruolo di commentatore mi piace tanto, mi permette di restare nel mondo del calcio e di vedere giocatori e partite che comunque guarderei in televisione.

Si ringrazia Roberto Cravero per la disponibilità nel concedere questa intervista.

Antonio Pilato

Fonti immagini: calciogazzetta.it, tuttocalciatori.net, lalaziosiamonoi.it

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