Home Interviste in Esclusiva Beppe Tomasini: “Mister Di Francesco è il migliore dell’era Giulini”

Beppe Tomasini: “Mister Di Francesco è il migliore dell’era Giulini”

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L’ex libero del Cagliari: “Il Real Madrid ha paura e il biscotto è concreto”

Si sta concludendo il 2020 e noi di passionedelcalcio.it per celebrare i 50 anni dallo scudetto del Cagliari del ’70 abbiamo intervistato Giuseppe Tomasini. Guidò da libero la difesa rossoblu nell’anno del tricolore.

Il Milan è la squadra più indiziata a rompere l’equilibrio in vetta visto fin qui in campionato?

No, il covid sta livellando il campionato in quanto è difficile trovare la giusta continuità per diversi fattori, preparazione, assenze causa coronavirus etc. Le due milanesi, la Juve e il Napoli hanno le stesse possibilità.

Le romane le inserisce in seconda fascia?

La Lazio è più amalgamata rispetto alla Roma ma stanno venendo alla luce troppi problemi, i casi Peruzzi e Luis Alberto hanno creato qualche crepa nell’ambiente. I giallorossi possono puntare al quarto posto.

Ci sarà il biscotto in Champions tra il Real Madrid e il Borussia M’Gladbach? Cosa prevede per l’Atalanta e la Lazio?

Temo di sì perche il Real Madrid ha paura dopo i vari scivoloni. L’interesse economico è alla base di tutto perciò il club e i giocatori qualche calcolo lo fanno. Il pareggio sta bene sia agli spagnoli che ai tedeschi, la vedo dura. L’Inter comunque deve vincere la sua partita, poi deve sperare nella sportività. L’Atalanta sta vivendo degli anni ruggenti ma l’ingranaggio mi sembra al limite delle forze, contro l’Ajax in trasferta sarà una sfida complicata anche se i nerazzurri hanno due risultati su tre a disposizione. La Lazio è quella messa meglio, basterà non perdere contro il Brugge in casa. I biancocelesti si meriterebbero di passare il turno per ciò che hanno prodotto in Champions. I titolari sono fortissimi e quest’anno ci sono più rincalzi.

In Europa League com’è la situazione?

La Roma è già qualificata, il Milan e il Napoli possono passare il turno. Tutte e tre le squadre potranno vincere contro chiunque.

Che cosa ha rappresentato per lei Maradona?

Ho giocato in amichevole con il mio Cagliari contro il Santos di Pelè, un giocatore eccezionale, ma le magie create dal piede sinistro vellutato di Maradona sono uniche al mondo. Non ho mai visto nulla di simile. Inoltre Diego si è caricato sulle spalle sia il Napoli che l’Argentina, un leader incredibile. Purtroppo per le sue debolezze umane non può essere un esempio completo per i giovani.

Gigi Riva

Per attaccamento al club Maradona può esssere paragonato a Gigi Riva. Cosa in particolare li accomuna?

Hanno capito la gente, il popolo che li ha sostenuti, sono entrati in simbiosi totale con la città. Gigi è rimasto a Cagliari, anche dopo aver terminato la carriera, come tutti noi di quella squadra scudettata e siamo ancora tutti amici, per Diego non è stato possibile.

Beppe Tomasini

Cosa le resta dopo 50 anni di quello scudetto vinto con il Cagliari?

Ho raggiunti due sogni: giocare in A, dopo che ho sofferto la fame da bambino, e conquistare il tricolore con il Cagliari, un’impresa irripetibile. Potevamo ottenere anche qualche successo in più in quel periodo. Abbiamo scalato l’Everest a piedi nudi. Pazienza se a metà torneo ho subìto un brutto infortunio e al mio posto ha poi giocato Brugnera con Cera arretrato nel ruolo di libero. La sofferenza ti fortifica, ti aiuta a dare il giusto valore a ciò che ti circonda. Nella mia vita, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ho superato tanti ostacoli a livello di salute, ma mi sento comunque fortunato.

Ha vinto anche con la Nazionale giovanile i Giochi del Mediterraneo nel ’67. Cosa ci racconta di quell’esperienza?

Fu una grande soddisfazione. C’erano anche Vecchi, Scala, Anastasi e Chiarugi.

Dove può arrivare il Cagliari quest’anno?

Ho seguito bene tutti gli allenatori nell’era del presidente Giulini: Zeman, Rastelli, Diego Lopez, Maran e Zenga, ma il migliore è Di Franesco. Il mister attuale è un condottiero, ha idee, fa giocare bene la squadra e sa trovare le soluzioni vincenti nei momenti complicati. Appena è arrivato in Sardegna si è informato sulla storia dei rossoblu ed è stato uno splendido biglietto da visita. Possiamo toglierci delle belle soddisfazioni.

Fonti foto: CagliariNews24.com; MondoSportivo.it; Pinterest.it

Stefano Rizzo

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