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Antonello Cuccureddu: “A Cardiff pensavamo di giocarcela alla pari”

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Abbiamo intervistato l’ex jolly (difensore/centrocampista) juventino, dalle spiccate attitudini offensive, chiedendogli cosa pensa della finale Champions col Real Madrid e di Cristiano Ronaldo. Non poteva mancare un accenno a Spalletti, Pioli e alle giovani promesse della Nazionale e dell’Under 21. Nella Juve ha vinto 6 campionati e una Coppa Uefa

 

Cosa non è andato a Cardiff? Chi l’ha delusa in particolare della compagine bianconera?

E’ stata una grande delusione. Non mi aspettavo un secondo tempo così remissivo, dopo tutto quello che la Juve era riuscita a dimostrare fin lì. Eravamo ottimisti e consapevoli di giocarcela alla pari. Prendere 4 gol in finale è stato totalmente inaspettato. Non do colpe ai singoli. Quando si perde si perde tutti insieme. E’ la squadra ad aver sbagliato la partita.

Cosa pensa di uno strepitoso Cristiano Ronaldo che sta battendo ogni record?

C’è poco da dire. E’ un grande come Messi. Non a caso negli ultimi anni il Pallone d’oro è una corsa a due. Mette sempre tutti in fila ed è giusto che vinca e venga premiato.

Anche lei perse una finale a Belgrado contro l’Ayax nel ’73. Cosa si prova?

Beh lì, a differenza di Cardiff, ce la giocammo. Perdemmo 1-0. Fummo condannati da un episodio.

Spalletti all’Inter e oggi presentazione ufficiale di Pioli alla Fiorentina. Pensa siano adatti a queste due piazze?

Sì, sono adatti perché conoscono bene il campionato. Spalletti vuole avere una squadra competitiva e l’Inter si sta attrezzando per tornare ai livelli di sette anni fa. E’ un ambiente che si sta rinnovando. Ci vogliono dirigenti e allenatori che sappiano ricostruire per poter acciuffare una Juve incontenibile. Pioli ci ha giocato alla Fiorentina, sa che non è una piazza facile ma lui può gestire al meglio la situazione.

Tra 10 giorni inizierà la Confederations Cup, meno seguita mediaticamente rispetto al Mondiale o Europeo. Quest’anno manca anche l’Italia. Quale l’interesse del torneo?

Più che altro serve a dare indicazioni agli allenatori su chi, tra i giocatori, è in forma o meno nell’ottica della prossima stagione.

Stasera a Nizza c’è l’amichevole tra Italia e Uruguay, una sorta di prova tecnica in vista del mondiale 2018. E’ ottimista?

Il Mondiale è ancora lontano. Diciamo che le amichevoli dimostrano che ci sono giovani interessanti su cui puntare.

A proposito di giovani dal 17 al 30 giugno l’Under 21 è impegnato con l’Europeo. C’è qualcuno che per caratteristiche la ricorda?

Di giovani interessanti ce ne sono parecchi e ognuno ha le sue caratteristiche. Fare un paragone è impossibile dati i cambiamenti intercorsi. Noi giocavamo a zona ed era più difficile perché dovevamo sia marcare che partire. Oggi si pensa solo a partire e non a marcare.

Erika Eramo

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