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Il Calcio ai raggi K

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Editoriale di Erika Eramo

Come si sono comportate le sette squadre più in vista del nostro Campionato in base alle aspettative? E le altre si sono messe in luce, nel bene o nel male? La mia personale classifica con i voti per il mese di settembre 2015

Fiorentina 8: Sousa vince e convince, a parte le due parentesi, granata e svizzera, da dimenticare. Archiviata la malattia d’appagamento inizia a puntellare le difese avversarie con un grimaldello di nome Kalinic, che già ha fatto innamorare i tifosi, allontanando sempre più il ricordo di Gomez. La squadra c’è e come un’orchestra tira fuori suoni armonicamente perfetti, che tendono all’infinito. I viola ora, ritrovato anche Rossi, devono dimostrare costanza. Abbagliante.

Inter 7,5: Il cinismo le ha permesso di inanellare cinque vittorie su cinque come non succedeva da tredici anni. Primato naufragato contro la Fiorentina: è in quella partita che ha mostrato tutti i suoi limiti. Sotto pressione i nerazzurri non tengono botta. Nonostante questo è al vertice della classifica e promette di rimanerci a lungo. Punto a favore: libera da impegni europei può concentrarsi meglio, assottigliando i margini di errori da stanchezza. Lato negativo: ha i fari puntati addosso. Concreta.

Lazio 6,5: Quattro vittorie, di cui una contro il Genoa, spauracchio per la formazione biancoceleste e l’ultima contro il Verona, in recupero, danno morale. Eppure una domanda vaga in attesa di risposte: si possono prendere ben nove gol contro Chievo e Napoli? Una vittoria ed un pareggio in Europa infondono sicurezza, condita però da mille dubbi, tra cui: se il Saint Etienne non fosse rimasto in nove? Pioli deve lavorare su una maggiore concentrazione e convinzione, puntando su Biglia, perno della squadra. Irrisolta.

Napoli 6,5: Alle montagne russe partenopee siamo abituati: tre pareggi, una sconfitta e due vittorie importanti, contro le squadre di Pioli e Allegri. Sarri replica alle critiche del Pibe de Oro con dieci gol in pochi giorni (cinque a testa a Bruges e Lazio), ma basteranno per esaltare i tifosi? Contro il Carpi, che ha la peggiore difesa del campionato, non ha segnato neanche un gol. Higuain confessa: “Sono rimasto qui per riportare il Napoli in Champions”. I napoletani fanno i debiti scongiuri. Altalenante.

Roma 6: Tre vittorie, di cui due scontate contro Frosinone e Carpi. Non approfitta della partenza amara della Signora, eterna rivale, battuta meritatamente sul campo. Si arena contro il Verona ed il Sassuolo, perdendo male contro la squadra di Zenga. In Europa non va meglio: dopo aver fermato, con un exploit di “Diego Armando” Florenzi, il Barcellona di Messi, crolla miseramente contro il Bate Borisov dando anche l’impressione sul finale di aver sprecato troppo. Quanti rimpianti! Sciupona.

Milan 6­: Difesa bucata, elettrocardiogramma piatto, con qualche sussulto di tanto in tanto. Tre vittorie e tre sconfitte si azzerano nel cuore dei tifosi, che si aspettavano molto di più dopo il chiasso del calciomercato estivo. Non è un caso che l’attenzione è più per i singoli che per l’organico (vedi i casi Balotelli, Bertolacci, Bacca, Calabria). Prendendo spunto dal giovane terzino e dal suo saggio hashtag #passodopopasso ci auguriamo che gli uomini di Mihajlovic ritrovino, piano piano, il bandolo della matassa. Convalescente.

Juventus 5,5: Ha due facce. In campionato ancora non ingrana con soli cinque punti in sei partite. Le assenze illustri -Pirlo, Tevez e Vidal- pesano come un nero macigno. Meriterebbe un 4. In Europa invece gli uomini di Allegri, trascinati dal solito Morata, conquistano la bianca luce della vittoriosa ribalta. Sarebbero almeno da 7. Riuscirà la stilla della speranza a contagiare il nostro campionato? La media tra i bianco-neri risultati è, al momento, sotto la sufficienza. Doppiogiochista.

Stupiscono in positivo il Torino, il Sassuolo, il Chievo, l’Atalanta e la Sampdoria, non solo per i risultati conseguiti, ma per il gioco espresso e la grinta mostrata. Una nota negativa va al Presidente del Carpi Stefano Bonacini per aver esonerato, dopo solo un mese, l’allenatore, protagonista della storica promozione dalla B. Per una neopromessa il calendario non era di certo abbordabile con quattro big da affrontare nelle prime sei gare. Il mio in bocca al lupo all’immortale Castori, perché solo “gli anonimi, i poveri, gli ultimi, quelli che hanno fatto la vera gavetta diventano i primi”.

Erika Eramo

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