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Il Calcio ai raggi K

   Tempo di lettura 11 minuti

Editoriale di Erika Eramo

Come si sono comportate le sette squadre principali del nostro Campionato in base alle aspettative? La mia personale classifica con i voti per il mese di dicembre 2015 (15°-17° turno, con eventuali impegni europei e di Coppa Italia) e le note a margine

Juventus 8,5: Batte la Lazio per 2-0, ma arriva la beffa in casa del Siviglia: con la zuccata dell’ex Llorente e la vittoria in rimonta del Manchester City contro il Gladbach (da 1-2 a 4-2) la ‘Vecchia Signora’ perde l’imbattibilità europea e va agli ottavi di Champions da seconda. Ritrova in fretta fame di vittorie: ne fanno le spese la Fiorentina battuta per 3-1 (dopo il rigore di Ilicic pareggia subito con Cuadrado, affonda con Mandzukic e impreziosisce la torta con la ciliegina di Dybala), il Torino per 4-0 (Coppa Italia) e il  Carpi per 3 a 2. Il Bayern Monaco farà rimpiangere a Morata di essersi divorato l’impossibile sotto porta? In campionato, dopo sette sinfonie consecutive e a meno 3 dalla vetta, vincerà il suo quinto scudetto consecutivo? Pogba sembra crederci e a chi lo giudica per le prestazioni deludenti risponde con un detto francese: “i musicisti si pagano dopo il ballo”. Che i suoi dribbling, col tempo, ci ubriacheranno come il Bolero di Ravel? Lanciatissima.

Inter 8: Vince di misura col Genoa e prende a schiaffi l’Udinese. Chi deve ringraziare per il secondo poker stagionale dopo quello casalingo rifilato al Frosinone?  Sicuramente la pochezza difensiva friulana: i primi tre gol sono gentilmente concessi da Domizzi, Fernandes e Lodi con retropassaggi da censura. Inoltre il Mancio schiera per la prima volta insieme i 4 tenori Icardi, Jovetic, Perisic e Ljajic, un quartetto offensivo niente male in un 4-2-3-1 davvero pericoloso. Accelera battendo per 3-0 il Cagliari in Coppa Italia. Come ha detto Jovetic “non giochiamo le coppe europee, ma questa coppa vogliamo vincerla”. Perde inaspettatamente 2-1 con la Lazio, ma non il primato in classifica. Chi sono i simboli di tanta solidità per la bandiera nerazzura Zanetti? “Miranda e Murillo, ma anche Ranocchia e Juan Jesus. Ljajic? Garanzia di qualità”. Squadra che vince non si cambia oppure…cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia? Stabile.

Napoli 7,5: Sei su sei, record in Europa in questa prima fase e 22 reti firmate. Batte infatti al San Paolo il Legia Varsavia per 5-2, con l’unico neo delle baruffe e conseguenti arresti tra ultrà napoletani e tifosi polacchi. E con chi si scontrerà in Europa League? Con una vecchia conoscenza, il Villareal, quinto nella Liga e quindi da non sottovalutare. In campionato perde col Bologna 3-2 e pareggia in casa con la Roma per 0-0. Szczesny salva in più di un’occasione e il gioco totalmente difensivo di Garcia frena gli assalti partenopei: è 4-2-3-1 di fronte al 4-3-3 degli azzurri. Rifila un 3 a 1 all’Atalanta in una trasferta molto difficile in cui dimostra tanto carattere. In Coppa Italia stende con una tripletta il Verona e dovrà vedersela nei quarti di finale con l’Inter. Sarri ha saputo riaccendere la passione di una città intera che ora sogna in grande. Gli scivoloni aiutano a crescere, pause natalizie permettendo. Carico.

Fiorentina 7,5: Batte il Belenenses grazie a un gol di Babacar e prosegue il suo cammino in Europa. Dovrà vedersela di nuovo col Tottenham di Kane, Eriksen e Lamela: “una sfida ricca di fascino” per usare le parole di Sousa. Stende l’Udinese per 3-0, mentre perde per 3-1 il “derby” con la Juve: a nulla serve il settimo rigore stagionale (primato viola) trasformato da Ilicic tra le polemiche dei bianconeri che poi rivendicheranno un penalty per fallo di Borja Valero su Mandzukic. Battuta d’arresto in Coppa Italia: è eliminata inspiegabilmente dal Carpi. Batte per 2-0 il Chievo, chiudendo l’anno in seconda posizione, a meno uno dall’Inter. La squadra gigliata, nonostante qualche iceberg, veleggia a proprio agio nelle zone alte della classifica esprimendo un gioco esteticamente ineccepibile. A volte però manca di pragmatismo e si schianta perché non cambia rotta. Principesca.

Milan 6: Ancelotti ha dichiarato: “Non credo sia solo un problema di idee, ma anche di investimenti e di fatturato”. Di certo lo scialbo 0-0 col Carpi e l’1-1 col Verona proprio non vanno giù ai tifosi rossoneri. Mihajlovic se la prende con gli arbitri per due gol regolari non dati e un rigore non fischiato. Il diavolo fa la pentola ma non il coperchio, soprattutto contro gli scaligeri: De Jong si fa espellere per un netto fallo in area regalando il rigore del pari realizzato da Toni. Nel mirino Adriano Galliani, invitato più volte ad andarsene, persino da Matteo Salvini. Cosa penserà Berlusconi? Al momento buone notizie solo sul fronte Bee, interessato a rilevare il 48% delle quote della società. Il 2015 si chiude in bellezza col 2-0 contro la Sampdoria in Coppa Italia, nonostante la spina nel fianco Cassano che al 91’ sfiora il palo, ed il 4-2 rifilato al Frosinone in campionato. Dulcis in fundo, anche senza panettoni per Miha, col retrogusto amaro della curvatura “concavo-convessa”. Contestato.

Lazio 6: Perde per 2-0 contro la Juve e viene beffata dalla Sampdoria al 93’, guadagnando un solo striminzito punticino. Già qualificata ai sedicesimi di Europa League da prima del girone è fermata sull’1-1 dal St Etienne in Francia a causa dei soliti svarioni della retroguardia. La Lazio se la vedrà col Galatasaray, club con giocatori del calibro di Snejider e Podolski. Batte l’Udinese per 2-1 e si qualifica ai quarti di finale di Coppa Italia, dove riaffronterà di nuovo la Juve: tra i migliori in campo Matri, Candreva e Cataldi. I giocatori sono contro l’allenatore? Lotito inizia a pensare a possibili sostituti. I toto-nomi 2016 sono: Trapattoni, Lippi, Prandelli, S. Inzaghi, l’ex Brocchi e Giordano, che piace tanto ai tifosi, che al momento si godono un ritrovato Candreva, artefice di una doppietta nell’ultima partita targata 2015, che vale la vittoria contro la capolista e un’iniezione di fiducia. Chi se lo aspettava? L’allenatore può attendere. Rediviva.

Roma 5,5: 11 lupi contro i cacciatori del Bate Borisov per una partita che vale la credibilità, la panchina di Garcia e i 15 milioni per il passaggio agli ottavi: Rudi e soldi al caldo grazie ad uno scialbo 0-0 ed un pareggio del Barcellona contro il Bayer Leverkusen, ma l’obiettivo credibilità si volatizza tra i fischi dell’Olimpico, con soli 6 punti, 16 gol subiti e il Real Madrid alle porte. L’1-1 col Torino e lo 0-0 contro il Napoli non risolvono le polemiche. La brutta figura in Coppa Italia peggiora la situazione e la vittoria per 2-0 col Genoa in campionato non rimargina le ferite. Lo spettro dell’effimero si combatte assumendosi le responsabilità come fa Dzeko: “Se non segno è colpa mia e non del gioco”.  A gennaio i giallorossi effettueranno un restyling così come hanno fatto per il proprio portale? Al mercato l’ardua sentenza…sperando non aumentino i buchi neri causati dal terremoto plusvalenze nella galassia giallorossa. In attesa ritorni spaziale la squadra è… SPEZIAle.

Chi scende: Dalle stelle alle stalle. José Mourinho che tanto ci ha deliziato con le sue vittorie (unico allenatore insieme a Carlo Ancelotti ad aver vinto tre campionati nazionali differenti; ricordiamo infatti i successi in Italia (Inter), Spagna (Real Madrid) e Inghilterra (Chelsea); sue anche due Champions, con Porto e Inter) ha resistito stoicamente finchè ha potuto. Avendo portato il Chelsea vicino alla zona retrocessione è stato esonerato. Si consolerà, in attesa di un nuovo ingaggio, con la buonuscita milionaria…il carbone della Befana per lui non è comunque indigesto. Special Star-Worst.

Chi sale: Claudio Ranieri, dato spesso per finito, soprannominato il “perdente di successo”, beffeggiato dallo stesso Mourinho, mai amato qui da noi, nemmeno nella sua Roma, esonerato dalla Juve, silurato dall’Inter, ora domina la Premier League. E’ il suo momento di gloria. Durante la sua presentazione da nuovo tecnico del Leicester City disse: “i grandi uomini non nascono grandi, diventano grandi”. Continua a non perdere concretezza e umiltà, ribaltando pronostici e regalando sogni, vera ricchezza per i poveri calciofili amanti del Leicester. Questa è la sua grande conquista. Robin Hood del calcio.

Le sorprese: L’Empoli e il Sassuolo continuano a far bene: sono all’ottavo posto in classifica, ad una sola lunghezza dal Milan. Lo Spezia e l’Alessandria si aggiudicano invece il passaggio ai quarti di Coppa Italia. Chi delle due andrà in semifinale? Gettonate.

L’uomo del mese: Carlo Ancelotti diventerà il primo tecnico italiano a sedere su panchine prestigiose di tutti e cinque i campionati più importanti d’Europa: Juve e Milan in Serie A, Chelsea in Premier League, Paris SG nella Ligue1, Real Madrid nella Liga e ora Bayern Monaco nella Bundesliga. La panchina della Nazionale di Conte non è la priorità. Carletto sogna di vincere un’altra Champions League e di allenare una squadra con talenti come Higuain, Insigne, Baselli, Bernardeschi e Romagnoli. Per ulteriori sfavillanti obiettivi…Per ora riuscirà a superare lo Special One, vincendo oltre che col Milan, il Chesea e il Paris SG anche col Bayern Monaco, portandosi così a quota 4 trionfi? Recordman.

Erika Eramo

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