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Il calcio ai raggi K

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Editoriale di Erika Eramo

Cosa è rimasto del nostro campionato analizzando marzo (27-29 turno)? Chi sono i top e flop? Ecco per me i momenti da incorniciare e quelli da dimenticare…con un riferimento anche alla Nazionale e alla remuntada blaugrana in Champions League

Top:  Se dici Lazio dici “la squadra più in forma del campionato”. Parola di Sinisa Mihajlovic, ex bandiera biancoceleste. Prima interrompe il tabù derby che durava dal 2013 grazie alla partita perfetta confezionata da Inzaghi: un inedito 3-5-2, il cambio azzeccato di Keita che manda in gol un Immobile sempre più in stato di grazia (superato anche il miglior Klose). Poi stende Bologna e Torino con Anderson, ormai re degli assist in serie A e Strakosha, l’uomo-garanzia che chiude la porta a chiave. Unica pecca: la partita a reti bianche col Cagliari. Vi ricordate le parole di Inzaghi al ritiro estivo? “Sarà il campo a parlare” aveva detto. Così è stato. Il prossimo step è arginare l’altalena umorale. Come ha sottolineato il top manager Peruzzi “bisogna uscire da questo provincialismo che porta frustrazione quando le cose vanno male e grande esaltazione quando invece vanno bene”. L’Inter esce dallo stato di convalescenza e accelera con una manita esaltante ai danni del Cagliari, travolgendo per 7-1 l’Atalanta (con triplette di Icardi e Banega), pareggiando per 2-2 con il Torino. Perisic non demorde: “La Champions resta il nostro obiettivo”. Il volo dell’Aquila De Mon e la carica dei… 109 anni di storia nerazzurra

Flop:  Dopo un febbraio di lusso la Roma, nonostante le vittorie con Palermo e Sassuolo, bloccata sulla scacchiera giallorossa la pedina Ninja “evoluzione della specie calciatore, animale raro”, riesce a fallire tutte le sfide che contano: perde disastrosamente in mediana l’andata di Coppa Italia con l’acerrima nemica Lazio, viene sommersa dalla lava vesuviana in campionato, ma soprattutto viene eliminata per mano del modesto Lione in Europa League (il trofeo europeo manca dalla Coppa delle Fiere del 1961). Tolto dalla testa il fardello internazionale può concentrarsi sui due obiettivi rimasti: la rimonta sulla Lazio in Coppa, un derby che vale triplo come lo ha definito Spalletti “per la partita, per l’accesso in finale, per ciò che significa per i tifosi” ed il secondo posto in campionato. Si è avverata la premonizione del mister a metà gennaio, in cui preannunciava un marzo difficile per il numero di partite da giocare con un calendario fitto e gli uomini contati: “se non hai il numero di calciatori giusti non ne esci”. Vediamo se cambierà qualcosa col nuovo ds Monchi. Quello che sembra non cambiare sono le solite polemiche Totti-Spalletti (questa volta soffiano sul fuoco Costanzo e Mazzone). Scacco matto al Re Nainggolan

Il simile conosce il simile: Le pagliacciate in casa Palermo sono finite, o forse no, chissà… Maurizio Zamparini nomina Paul Baccaglini, imprenditore italo-americano,  nuovo presidente rosanero, esaltandone il grande valore, l’intelligenza e l’ambizione: “Il suo obiettivo è la Champions League. Intanto costruirà lo stadio e il centro sportivo che oggi è fondamentale”; poi arriva la caduta di stile: “Quanto mi darà Baccaglini per le mie aziende sono ca…miei. Il Palermo posso averlo anche regalato per quel che mi riguarda”. Passaggio di consegne, sperando non ci siano, entro fine anno, altre teste mozzate di quelle povere vittime chiamate allenatori. Tra iene ci si intende

Hacer Historia: Quando hai vinto tutto cosa ti manca? Riscrivere la storia, diventando l’unico caso, dopo 185 precedenti contro, di una rimonta epica in Champions partendo da uno 0-4 di andata. Protagonista il Barcellona contro gli 11 fantasmini del PSG. Momento clou i tre gol rifilati dall’88 al ’95 fino alla perla di Sergi Roberto. Più meriti del cuore blaugrana o demeriti dei parigini non scesi in campo? Fortuna audaces iuvat

Di sole e d’azzurro: Prove di inizio primavera -Albania e Olanda- superate per la Nazionale dei big (anche quella targata baby). Ventura assicura: “A settembre possiamo fare l’impresa in Spagna e conquistare la qualificazione. Se andiamo al Mondiale saremo la rivelazione”. Boccone Spagna invece mal digerito dall’Under 21. Sui giovani che hanno portato una ventata di novità si esprima Bonucci: “Sta nascendo un grande gruppo”. Sulle mille partite da professionista Buffon scherza: “Grande traguardo, ce ne saranno altre mille” e sul ritiro “ci ragionerò più avanti, magari chiudo alla Zidane, con una bella capocciata”. Spirito garibaldino a go go…Furie Rosse avvertite

 

Erika Eramo

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