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Addio Pelè

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Il fuoriclasse brasiliano si è spento dopo una lunga malattia, nel 2021 gli era stato diagnosticato un tumore al colon. Nell’ultimo mese era stato ricoverato all’ospedale Einstein di San Paolo, in Brasile. Muore all’età di 82 anni. Ognuno di noi della redazione ha voluto rendere omaggio al campionissimo

Tre giorni di lutto nazionale in Brasile in onore di Pelè, Edson Arantes do Nascimento. Solo questo ci può far capire l’immensità del mito Pelè. Eletto nel 2011 ‘Patrimonio storico-sportivo dell’umanità del Brasile’. Un ragazzino cresciuto nella povertà che a soli 17 anni conquista da protagonista assoluto il primo Mondiale per il Brasile, 8 anni dopo il ‘Maracanazo’ (la sconfitta del Brasile in casa contro l’Uruguay nella finalissima del Mondiale del ’50). O Rei è stato eletto miglior giocatore del secolo scorso dalla Fifa, ha ricevuto il pallone d’oro del secolo, sempre dalla Fifa. Ha deciso di restare nel Santos in Brasile quasi tutta la carriera, solo nell’ultimo periodo è andato a giocare nel New York Cosmos. Un palmares colmo di successi, tra i quali 17 campionati vinti (16 con il Santos e 1 con il New York Cosmos), 2 cope Libertadores, 2 coppe Intercontinentali. Un fantasista in grado di ricoprire più ruoli, ambidestro, forte di testa, veloce, un calciatore completo. E’ l’unico giocatore al mondo ad aver vinto 3 mondiali di calcio (con la nazionale brasiliana nel ’58, ’62 e ’70). Un mistero avvolge il numero totale dei suoi gol, sembra che siano quasi infiniti come la sua grandezza, in Europa il non vederlo quasi mai, ne ingigantiva il fascino.

Il paragone con Diego Armando Maradona resterà in eterno. Due mondi completamente diversi, Pelè è sempre stato al fianco delle istituzioni, un esempio di lealtà dentro e fuori dal campo, mentre Maradona ha battagliato contro i poteri forti.

Classe, forza, tecnica, tutte qualità che possedeva Pelè ed è impossibile effettuare paragoni nel calcio tra epoche diverse, perchè i valori dei giocatori, degli avversari sono appunto diversi negli anni così come le regole del gioco, gli allenamenti, la velocità, la medicina etc. Ogni decennio ha avuto il suo mito: Meazza (anni ’30), Valentino Mazzola (’40), Di Stefano (’50), Pelè (’60), Cruijff (’70), Maradona (’80), Ronaldo (’90), Ronaldinho (primi anni 2000), Messi (’10).

Recentemente il suo record di gol in Nazionale, 77, è stato raggiunto da Neymar, con quest’ultimo che ha giocato molte più partite nella selecao. Ecco il saluto di Neymar: ‘Prima di Pelé il 10 era solo un numero. Ho letto questa frase da qualche parte, ad un certo punto della mia vita. Ma questa frase, bellissima, è incompleta. Direi che prima di Pelé il calcio era solo uno sport. Pelé ha cambiato tutto, ha trasformato il football in arte, in intrattenimento. Ha dato voce ai poveri, ai neri e soprattutto: ha dato visibilità al Brasile. Il calcio e il Brasile hanno fatto sentire la propria voce grazie al Re! Se n’è andato, ma la sua magia rimarrà. Pelé è ETERNO!!!’.

Ecco le dediche invece da parte della nostra redazione:

Il mito Pelé è stato talmente strabordante che quando a 5 anni mi sono appassionato al calcio il suo nome circolava insieme ai campionissimi di quell’epoca, anni ottanta, come se giocasse ancora. Una leggenda che ha sempre avuto il sorriso stampato sul volto, perché il calcio è allegria. Ha contribuito in maniera significativa ad elevare questo sport, è stato fonte di ispirazione per i campioni giunti dopo di lui. Inarrivabile, irraggiungibile, semplicemente Pelé! Stefano Rizzo

Sono cresciuto nel mito di Pelé. Non l’ho mai visto giocare ma se dovevi parlare del massimo esponente della classe calcistica la tua bocca nominava in automatico: Pelé. Uno dei supereroi del pallone, il “duello” con Maradona durerà all’infinito. Peccato non averlo visto in Europa. Oggi salutiamo l’uomo, la leggenda rimarrà per sempre. Buon viaggio O Rei. Glauco Dusso

Mille e più gol non bastano a spiegare ciò che Pelè è stato per il calcio. Un giocatore regale quanto il suo soprannome, capace di dominare in Sud America, ma anche nel resto del mondo con la maglia della nazionale brasiliana. Un atleta e un calciatore fuori dalla sua epoca, che sembrava venuto dal futuro a spiegare calcio a tutti noi. Leggenda dentro e fuori dal campo, uomini così se ne vanno sempre troppo presto. Luca Missori

Pelé è stato il vero mito del calcio, colui, le cui gesta, sono state e saranno tramandate per decenni e decenni. Fiumi di inchiostro, libri, cinema hanno decorato la vita di O Rei, diventato il più grande di tutti quando ancora il suo sport non era il più seguito da tutti. Se nel calcio c’è stato un punto di partenza e di riferimento quello è da individuare proprio in Pelé. O Rei il riferimento più grande per i più grandi: da Maradona a Cruyff; da Ronaldo il fenomeno a Messi e Cristiano Ronaldo; Da Neymar a Mbappe. Pelé uguale calcio, mai equazione fu più corretta. Sandro Caramazza

Ci sono statistiche e titoli incancellabili nella carriera di Edson Arantes do Nascimento, ma Pelé è sicuramente colui che ha incarnato al meglio l’estro, la fantasia, la classe del calcio brasiliano, facendo innamorare milioni di tifosi. Il calciatore che più di altri, in una generazione ricchissima di giocatori fortissimi, ha fatto temere la Nazionale brasiliana a tutto il mondo. Questo non rientra in alcuna statistica: se lui è riuscito ad elevarsi così tanto su un’intera generazione di calciatori che contava innumerevoli fuoriclasse, ebbene il significato è di facile comprensione e va oltre la statistica. Il calciatore del secolo (scorso) è sicuramente un titolo meritato ed indimenticabile, così come, per noi, sarà indimenticabile O Rei! Luigi A. Cerbara

Il mito di Pelé resterà per sempre visto ciò che ha rappresentato per il calcio. Senza dubbio uno dei migliori ad aver giocato a questo sport, dotato di una classe che ha fatto innamorare tantissimi bambini anche solo da un video. Buon viaggio O Rei, grazie di tutto. Davide Farina

Pelè è stato il calcio, colui che prima di tutti ha fatto emozionare le persone di tutto il mondo. Ha dimostrato di essere una leggenda in campo e fuori, dando lustro al Brasile e venendo riconosciuto da chiunque come uno dei migliori giocatori della storia. O Rei ha fatto innamorare del calcio molte persone e forse è proprio questo il lascito più bello che un giocatore possa donare, la sua leggenda vivrà per sempre. Alessandro Fornetti

Maradona e Pelè

Pelé e quel messaggio per Maradona: “Giocheremo insieme in Paradiso”. Grazie per tutto Pelè !

Fonti foto: MetroNews.it; PeakPX.com; GiornaleIlPuntoPavese.com; SportMediaset.it

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Giornalista e laureato in Scienze della Comunicazione

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