Home Editoriali Milan-Napoli una sfida che riporta indietro la memoria collettiva di oltre 30...

Milan-Napoli una sfida che riporta indietro la memoria collettiva di oltre 30 anni

   Tempo di lettura 6 minuti

Forse solamente l’Inter può ancora inserirsi in questo duello. Faremo un viaggio a ritroso ripercorrendo alcune annate storiche

In questo torneo fin qui disputato il Milan e il Napoli hanno mostrato più continuità rispetto alle avversarie. 9 vittorie su 10, un quarto di campionato, solo la Juve a Torino ha fermato sul pari la squadra rossonera e lo stesso ha fatto la Roma all’Olimpico contro i partenopei.

Al momento, salvo ribaltoni clamorosi, solo l’Inter campione in carica può nutrire qualche speranza di rimonta anche se piuttosto indebolita rispetto alla scorsa stagione. Il tecnico Simone Inzaghi deve ancora dimostrare di avere la stoffa per competere a certi livelli, Dumfries non vale Hakimi, Calhanoglu non sta rimpiazzando a dovere lo sfortunato Eriksen ammirato nella seconda parte di stagione scorsa, mentre Dzeko per ora segna ma alla lunga sarà determinante come lo era stato Lukaku?

L’Atalanta è troppo ballerina, un’ alternanza di giocatori forse troppo esasperata, quasi ogni partita è in bilico nel bene e nel male. Per vincere serve altro e lo sa anche Gasperini in cerca del primo titolo.

Le due compagini romane nel complesso sono squadre discrete ma con grandi limiti e allenate da tecnici in cerca di riscatto. Mourinho per ora è poco special, mentre il bel gioco di Sarri si è visto solamente a sprazzi.

Poi c’è la Juve, una squadra alleggerita negli anni senza la punta di diamante Cristiano Ronaldo. La minestra riscaldata di Allegri sta andando di traverso alla dirigenza, Nedved su tutti, e ai tanti tifosi bianconeri sparsi in tutta Italia. L’Empoli e il Sassuolo ne hanno approfittato cogliendo il loro primo successo in assoluto in trasferta contro la Vecchia Signora.

Le altre? Squadre mediocri o scarse sorrette da qualche individualità sopra la media e da alcuni bravi mister. Ad onor del vero anche in Europa la situazione è piuttosto simile, ad eccezione dell’Inghilterra in cui c’è un equilibrio di livello alto. In Francia il PSG è primo con il freno a mano tirato, senza avversarie di un certo tenore, il Bayern potrebbe conquistare la decima Bundesliga di fila in scioltezza e in Liga il Real Madrid e il Barcellona sono di qualità inferiore rispetto agli ultimi anni. Tra i blancos solo Benzema e Bale, quest’ultimo sul viale del tramonto, hanno raggiunto la doppia cifra almeno in un’annata in Liga mentre in blaugrana nessuno tra i giocatori presenti. Solo questo dato rende l’idea.

Questo scenario della Serie A pertanto permette sia al Napoli che al Milan, nonostante i limiti che entrambe hanno evidenziato in Europa, di sognare in grande.

Spalletti e Pioli nel derby di Roma

Spalletti sfidò Pioli in un solo derby di Roma che fu però fatale per l’attuale tecnico rossonero. Infatti la Roma allenata da Spalletti sconfisse la Lazio ad aprile 2016 per 1-4, risultato che costò l’esonero a Pioli.

I due tecnici ora stanno vivendo un momento magico e puntano a vincere il loro primo scudetto (Pioli lo ha conquistato da giocatore con la Juve). Luciano Spalletti ha portato entusiasmo ad una squadra che non ha subìto scossoni dal mercato e ha inserito Anguissa nel suo scacchiere, un giocatore che si sta rivelando prezioso. Pioli ha proseguito nello splendido lavoro che è valso il secondo posto nella scorsa stagione e la partenza di Donnarumma non sta influendo nonostante l’infortunio occorso al portiere titolare Maignan.

Il trio offensivo Mertens-Osimhen-Insigne contro l’esperienza di Ibrahimovic e Giroud. Vediamo chi la spunterà.

Ogni campionato è una storia a sè ma ci sono certe sfide che hanno un sapore talmente affascinante da portare il tifoso a spasso nel tempo.

Questa sfida Milan-Napoli per lo scudetto è avvenuta tre volte. La prima nella stagione 67/68, a prevalere furono i rossoneri, un club imbottito di campioni quali Trapattoni, Rivera, Hamrin, Sormani e Prati e allenato da Nereo Rocco. Il Napoli del tecnico Bruno Pesaola faceva affidamento su Zoff in porta e in attacco su Altafini e Sivori, ma quest’ultimo a mezzo servizio per infortunio. Il distacco tra i due club fu consistente.

Gullit e Maradona

20 anni dopo è di nuovo il Milan ad avere la meglio in un sorpasso vincente. Da una parte il Milan del tecnico Sacchi con diversi giocatori della Nazionale italiana e con il duo olandese in avanti Gullit e van Basten (con poche presenze per infortunio), dall’altra il Napoli campione in carica guidato da Ottavio Bianchi e trascinato in campo dalla MAGICA ovvero Maradona, Giordano e Careca o Carnevale.

Maradona e van Basten

Due stagioni dopo però il club partenopeo vinse il suo secondo scudetto con il Milan che si dovette accontentare della piazza d’onore. Il tecnico Alberto Bigon trascinato da Maradona ebbe la meglio sul collega Arrigo Sacchi con la fatal Verona decisiva per le sorti dei rossoneri.

Fonti foto: PianetaMilan.it; IlNapolista.it; MilanLive.it; BlastingNews.com;

Stefano Rizzo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.