Per un punto su Euro2016 e sul gioco ad esso associato ho intervistato il redattore vincitore. Al torneo ha preso parte tutta la redazione di Passione del calcio
Cosa pensi dell’Europeo appena concluso?
Una manifestazione quest’anno davvero particolare visto che sono state sfatate molte tradizioni: l’Italia ha vinto con la Spagna dopo 22 anni, la Germania ci ha battuto per la prima volta, la Francia ha poi vendicato gli italiani eliminando i tedeschi e il Portogallo si è preso una doppia rivincita coi blues, da tempo proverbiale bestia nera, battendoli in finale in casa loro. Santos se non ha fatto un capolavoro ci è andato vicino.
Delusioni e sorprese?
Tra le delusioni ci sono alcune squadre blasonate come Inghilterra e Belgio, con più talento ma meno organizzazione effettiva. Mi ha sorpreso il Portogallo, il Galles (soprattutto nella partita contro i Diavoli Rossi) e l’Italia, che non aveva di certo i favori dei pronostici. Loro tre sono state più squadra senza dubbio.
Quindi la morale di Euro2016?
Il collettivo fa la differenza.
A proposito di collettivo e di pronostici perché ha avuto così tanto successo il gioco fatto dalla nostra redazione?
Tutti noi prima delle partite andiamo a vedere i pronostici dei giornalisti. E’una cosa propria dell’animo umano che ha a che vedere con l’ansia e la preoccupazione per il futuro. Il difficile è capire tutte le variabili che possono capitare, vedi l’infortunio di Cristiano Ronaldo a pochi minuti dall’inizio.
A quali squadre sei stato abbinato nel gioco? Le hai poi effettivamente tifate?
Tifavo per tutte le squadre da me seguite, visto che sulla carta partivano sfavorite perché oggettivamente più deboli. Ho tifato per l’Eire (Irlanda) e simpatizzato per i suoi tifosi (goliardici senza essere violenti come gli inglesi), per l’Irlanda del Nord, il Galles e il Portogallo.
Quale è stata la vittoria più sofferta e quindi l’avversario più ostico da battere?
Le ultime due, la semifinale con Donatella Swift e la finale con Lorenzo Marcoaldi. In particolare quella con Donatella è stata molto tirata fino all’ultimo, perché il Portogallo è andato spesso vicino al 3-0. In finale invece quando si è infortunato CR7 l’ho vista nera. Ho preso a parolacce Payet, mi sono immedesimato nel Portogallo e ho pensato: “e adesso come facciamo a portarla a casa?”. Poi ho constatato che ciò ha dato una maggiore carica ai suoi, compattandoli ulteriormente e portandoli a vincere anche per lui.
Il calcio quanto è importante nella tua vita?
Molto. Gioco da quando ho 5 anni e faccio il terzino alla Fabio Grosso, ma con lui ho in comune solo il numero. Fare sport mi permette di staccare la spina e di avere tantissimi amici in più. E’ un importante fattore di coesione sociale.
Progetti di studio e lavorativi?
Ora penso all’esame di venerdì che ho “Teoria generale del diritto”. Andrò in Erasmus a Lille da gennaio a luglio. A un anno circa dal mio rientro mi laureerò in Giurisprudenza. Il mio sogno è fare il giornalista, spero sportivo.
Hai avuto una strategia che ti ha portato alla vittoria?
Ho cercato di valutare tutte le variabili e di basarmi sulle statistiche. Quando ho pronosticato l’1-0 tra Galles e Irlanda del Nord e giocavo contro di te ho studiato il percorso delle due compagini, constatando come avessero due difese solide e quindi ho optato per la vittoria di misura.
Ti avevo detto, prima del nostro confronto, “comunque vada sarà un successo” e come vedi ti ho portato fortuna. Come userai queste 230 euro della vincita?
Sì grazie. In vacanza in modi che non mi sono ancora prefissato. Sicuramente è un premio che non sopravviverà all’estate.
Erika Eramo








