Il secondo Scudetto vinto in tre anni, dopo il disastroso decimo posto della scorsa stagione, dimostra che i partenopei non hanno raggiunto il top del calcio italiano per caso ed ora puntano a restarci
Se c’è un retaggio che il calcio italiano ci ha lasciato sin dal secondo dopo guerra ad oggi è quello del dominio delle tre grandi superpotenze calcistiche del Nord: Juventus, Inter e Milan. Negli ultimi 80 anni circa infatti, mai nessuna squadra ad eccezione di queste tre ha vinto due scudetti di fila ed anche se si guarda all’albo d’oro generale la differenza tra quello dei bianconeri, dei nerazzurri, dei rossoneri e quello delle altre è piuttosto netta. I trionfi di queste tre big sono dunque sempre stati una regola non scritta della Serie A, mentre i successi delle loro avversarie tutt’al più un’eccezione, un episodio estemporaneo. Eppure, forse, negli ultimi anni qualcosa è cambiato.
Dopo lo Scudetto del 2023, il Napoli ha completamente fallito la stagione successiva. Per stessa ammissione di De Laurentiis, la società partenopea ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare, terminando lo scorso campionato al decimo posto dopo aver ingaggiato e poi allontanato in poco tempo tre allenatori diversi. Secondo molti addetti ai lavori, questo harakiri era frutto dell’incapacità da parte dei club cosiddetti “outsider” di creare un ciclo vincente pluriennale, come accaduto più volte a Juventus, Inter e Milan in passato. Quanto accaduto nel campionato di Serie A appena terminato però ha rivelato qualcosa di diverso.
Quando nel settembre del 2004 Aurelio De Laurentiis rilevò il Napoli, di fatto, in tribunale, in pochi si sarebbero immaginati un ciclo vincente quasi quanto quello di Ferlaino e Maradona. Eppure, a parte un paio di stagioni sottotono, da quando è tornato in Serie A il club partenopeo ha scalato progressivamente le gerarchie del calcio italiano giocandosela spesso e volentieri alla pari con società più ricche e blasonate. Il Napoli, soprattutto negli ultimi 10-15 anni, ha ingaggiato allenatori top, comprato giovani talenti e campioni affermati, si è qualificato spesso in Champions League e a livello nazionale ha vinto tutto ciò che si poteva vincere, più volte. Tutto ciò nonostante una proprietà patrimonialmente meno ricca di altre, sia italiane che straniere, e gestendo sempre in maniera prudente le finanze societarie.
Forse è un po’ presto per dirlo, ma dopo il secondo Scudetto in tre anni De Laurentiis sembra avere tutta l’intenzione di non ripetere gli errori del passato e di compiere con il suo Napoli un ulteriore salto di qualità, quello per diventare ancora stabilmente una big di Serie A. A prescindere o meno dalla permanenza di Conte, i partenopei sono vicini a chiudere un gran colpo come De Bruyne a parametro zero e sono fortemente interessati anche a Jonathan David del Lille. Si tratterebbe di due acquisti di altissimo livello, che permetterebbero agli azzurri di allungare la rosa e di poter competere su più fronti, a partire dalla Champions League.
Idee, progettualità, capacità di ottimizzare al massimo le risorse finanziarie e umane a disposizione per ottenere risultati. Il Napoli dimostra che si possono ribaltare i favori del pronostico anche avendo meno mezzi, sulla carta, dei propri rivali. Con il Milan in crisi nera, la Juventus in ricostruzione e l’Inter che sembra a fine ciclo, i partenopei hanno un’occasione unica per togliersi di dosso l’etichetta di outsider e consacrarsi definitivamente come vera e propria big del calcio italiano. Solo il tempo ci dirà se questa previsione si rivelerà azzeccata, ma la società campana, con De Laurentiis in pole position, sembra avere tutta l’ambizione di raggiungere questo obiettivo.
Luca Missori
(Fonte immagine: Quifinanza.it)








