Home Interviste in Esclusiva Enrico Montesano: “Diamo a Sarri una rosa di spessore e ci divertiremo”

Enrico Montesano: “Diamo a Sarri una rosa di spessore e ci divertiremo”

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Abbiamo avuto il piacere oltre che l’onore di intervistare l’attore romano proprio a ridosso del suo 80esimo compleanno, il 7 giugno ha compiuto gli anni. Ancora tantissimi auguri da parte di tutti noi di passione del calcio!

Il celebre attore e conduttore Enrico Montesano, noto tifoso della Lazio, nella sua carriera ha spaziato tra cinema, teatro e TV. Tra i suoi più grandi successi tra gli altri citiamo in TV in Rai Quantunque io (’77) e Fantastico (’88), al teatro Rugantino (’78) e Bravo (’88) e al cinema Febbre da cavallo (’76), Culo e camicia (’81), Grand Hotel Excelsior (’82), Sing Sing (’83), I due carabinieri (’84), Il tenente dei carabinieri (’86), Grandi Magazzini (1986), Noi uomini duri (’87), Piedipiatti (’91).

Cosa le piace di questo ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio?

Mi piacerà in funzione della spesa! Mi spiego: Sarri è un grande allenatore paragonabile a un grande chef. I grandi chef hanno bisogno per esprimere la loro arte culinaria, i loro squisiti piatti, di particolari ricette che necessitano di elementi di ottima qualità, se ne avremo a disposizione il risultato sarà eccellente e mi piacerà.

In quale modo la Lazio dovrà essere rinforzata?

Spesso si considera un tifoso anche come un esperto di calcio, un allenatore: errore gravissimo! Lo spettatore, il tifoso, faccia il tifoso di calcio, poi può avere il suo parere, ha le sue idee, come le abbiamo tutti per carità, in generale nella vita tutto è opinabile e nel calcio lo è ancora di più amico mio! Posso solo dire il mio punto di vista: credo che la Lazio abbia bisogno di un rinforzo in ogni reparto soprattutto a centrocampo e in attacco.

Dopo anni di dominio da parte delle solite tre grandi del nord, il Napoli ha conquistato due scudetti in tre anni, crede che anche la Lazio possa inserirsi nella lotta al tricolore?

Non credo proprio, proseguiamo nel cammino tracciato dal presidente Lotito e dal nostro direttore sportivo Angelo Fabiani. Hanno individuato già dei giovani e degli ottimi elementi perciò proseguiamo su questa strada, ma ci vuole tempo.

A quale Lazio del passato è più legato?

Senza se e senza ma alla Lazio della stagione 1973-74 quella del primo scudetto. Per me quei campioni d’Italia sono mitici, sono ancora oggi nel mio cuore bianco celeste e poi, udite udite anche alla Lazio dei 9 punti di penalizzazione nel campionato di B 1986/87, del grande allenatore Eugenio Fascetti, dell’attaccante Fiorini, quella salvezza equivale a uno scudetto.

Il derby in cui ha gioito di più?

Beh quello lì… per quel famoso goal di Lulić, quella Coppa Italia vinta in finale contro la Roma nel 2013.

Lei è un artista versatile essendo stato protagonista al teatro, al cinema, in Tv e in radio. Dove si esprimeva con più naturalezza?

Mi esprimo con naturalezza da tutte le parti. Io sono un jolly. Posso giocare in difesa, a centrocampo e anche in attacco (ride ndr). Grazie al cielo ho vissuto tanti momenti belli: al teatro con Bravo, poi in TV con Quantunque io e Fantastico. Poi il successo al cinema. Ringrazio il pubblico che mi ha sempre seguito e voluto bene.

Febbre da cavallo e Fantastico sono stati i momenti decisivi per la sua carriera?

Sono stati due bellissimi momenti di successo…e meno male che ci sono stati!

Con quale artista si è trovato più in sintonia?

Ho lavorato con un sacco di gente: Noschese, Aldo Fabrizi, Gassman, Panelli, Manfredi, Villaggio, Verdone, Celentano, Pozzetto, Proietti e sommo gaudio anche con Laura Antonelli, Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gabriella Ferri, mi scuso se non cito tutti e tutte. Mi sono trovato sempre bene con i miei colleghi; è stato un onore per me lavorare con questi straordinari artisti!

Quale momento della sua carriera ricorda con più piacere?

E chi se li ricorda tutti? (ride ndr). Sono stati tanti per fortuna, in quasi 60 anni di carriera, che se provo a fare ordine ‘me s’empiccia er cervello’.

Oggi c’è un suo erede?

No non credo, oggi ci sono tanti attori e anche bravi, ma non mi somigliano.

Fonti foto: Libero.it; PrimeVideo.com; Corriere.it

Stefano Rizzo

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