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Da calciatore ad allenatore: la vita di Carlo Ancelotti

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PassioneDelCalcio.it vi racconta la storia di Carlo Ancelotti; l’allenatore delle big d’Europa

Carlo Ancelotti, soprannominato dalla stampa spagnola Carlo Magno, è un allenatore e ex calciatore di calcio che vanta nel suo palmarès molte coppe vinte.
Classe 1959, Ancelotti inizia a giocare a calcio nella squadra del suo paese d’origine, il Reggiolo e, a soli 16 anni, esordisce nel Parma che milita nella serie C. Si distingue l’anno successivo con 8 gol in 26 presenze e diventa presto un giocatore fondamentale, tant’è che è lui a regalare, con la sua doppietta, la promozione in Serie B al Parma di Cesare Maldini. Proprio quel giorno viene notato dalla Roma: il presidente giallorosso, Dino Viola, lo vuole a tutti costi, ma su di lui c’è anche l’Inter e il Parma è restio a cederlo. La trattativa alla fine si conclude a favore dei giallorossi con 750 milione di lire finite nelle casse dei gialloblu per la metà del cartellino.

Nel 1979 Ancelotti veste la maglia giallorossa: Maldini lo aveva schierato come attaccante arretrato, invece il tecnico Liedholm lo vede meglio come mediano. È il 16 settembre 1979 e Carlo Ancelotti esordisce tra le fila giallorossa in Roma-Milan, gara in cui il neo acquisto va anche vicinissimo al gol; il match termina poi a reti inviolate. Simpatica è la dichiarazione, o meglio raccomandazione, di Ancelotti a chiunque lo intervistava: “Mi chiamo Ancelotti, con una L sola“.
Nella stagione 1982/1983 vince il primo scudetto nella squadra capitolina, a cui si aggiungono anche 4 Coppe Italia vinte. Nel 1985 diventa capitano della Roma, in cui però non gioca con continuità a causa di alcuni infortuni che gli impediscono anche di andare ai Mondiali di Spagna dell’82 e non gli permettono di disputare la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool, persa dai giallorossi  ai rigori contro il Liverpool.
Dopo 8 anni in giallorosso diventa di proprietà del Milan che lo paga 5,8 miliardi di lire. A Milano Ancelotti vince moltissimo: 2 scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e una Supercoppa italiana. Nel 1992 decide di appendere gli scarpini al chiodo: la sua ultima partita da calciatore risale a Milan-Verona, finita 4-0, in cui i rossoneri vincono anche lo scudetto.
Con la maglia azzurra debutta il 6 gennaio 1981, giorno in cui l’Italia gioca contro i Paesi Bassi. Il match finisce 1-1 e l’unico marcatore azzurro è proprio Ancelotti. Quello è il suo unico gol azzurro, nonostante le 26 presenze in Nazionale. Convocato anche per i Mondiali in Messico del 1986, purtroppo è costretto alla tribuna perché penalizzato dall’altura della zona; al suo posto gioca Fernando De Napoli. Nei mondiali del 1990, giocati in Italia, disputa solo 3 gare a causa di una contrattura al quadricipite femorale della coscia destra.

Inizia subito la sua carriera da allenatore: dal 1992 al 1995 è vice di Arrigo Sacchi nella nazionale italiana. Dopo un anno passato nella Reggiana nella quale conquista la promozione in Serie A, nel 1996 torna a Parma dove conquista un secondo e poi quinto posto: la seconda posizione è ancora un record per i ducali in Serie A. Nel 1999 prende il posto di Marcello Lippi sulla panchina bianconera, ma i tifosi della Juventus non lo accolgono bene a causa del suo passato romanista e milanista. La sua esperienza a Torino si conclude dopo la stagione 2001/2002 nel quale è arrivato secondo alle spalle della Lazio e della Roma.
Nel novembre 1991 diventa allenatore del Milan. Nella stagione successiva conquista il terzo posto, vince la finale di Champions League all’Old Trafford contro la Juventus e si aggiudica la Coppa Italia contro la Roma. Ancelotti a Milano si distingue subito e apporta anche un cambiamento significativo: sposta Andrea Pirlo al centrocampo e lo posiziona davanti alla difesa.
Carlo ci prende gusto e continua a vincere: nonostante le finali perse di Supercoppa italiana contro la Juventus e quella della Coppa Interconintale contro il Boca Juniors, nella stagione 2003/2004 conquista la Supercoppa europa contro il Porto e lo scudetto per il quale era in corso anche la Roma. Nella stagione 2004/2005 vince la Supercoppa italiana ai danni della Lazio ma, così come in quella successiva, non ci sono altre soddisfazioni.
Nel 2006/2007 torna a vincere ad Atene contro il Liverpool, battuto 2-1, riscattando la finale persa due stagioni prima a Instabul. Questa vittoria determina il prolungamento del contratto fino al 2010. Per quanto riguarda il campionato italiano, invece, nonostante gli 8 punti di penalizzazione, porta il Milan a conquistare il quarto posto. Si aggiudica la seconda Supercoppa Europa contro il Siviglia nell’agosto del 2007 e nel dicembre vince la prima Coppa del mondo per club contro il Boca Junior, diventando il terzo allenatore che l’ha vinta anche da giocatore. In quello stesso anno ottiene anche la nomina come miglior allenatore dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio. Dopo due stagioni abbastanza deludenti, firma un contratto triennale con il Chelsea. Esordisce nel migliore dei modi conquistando, dopo i rigori, il Community Shield contro il Manchester United. Nel 2010 conquista la Premier League: è il 9 maggio e il Chelsea batte il Wigan dilagando e segnando 8 gol. Ottiene anche un record: è il primo allenatore italiano e il secondo straniero, dopo Josè Mourinho, ad ottenere il primato nel campionato inglese nella prima stagione in Inghilterra. Con la vittoria contro il Portsmouth del 15 maggio di quello stesso anno si aggiudica anche la FA Cup e diventa il primo allenatore dei Blues a conseguire il double. Entra subito nel cuore dei tifosi che lo definisco more than special.
L’anno successivo, però, si rivela un fallimento e ciò gli costa l’esonero.

Nei 6 mesi successivi Ancelotti diventa opinionista Sky per le partite di Champions League. Nel dicembre del 2011 diventa allenatore del Paris Saint Germain con il quale firma un contratto di due anni e mezzo, guadagnando una cifra da capogiro: ben 13,5 milioni di euro lordi l’anno. Così l’allenatore commenta il suo arrivo a Parigi: “E’ fantastico essere qui, penso che faremo un ottimo lavoro per portare il Psg il più in alto possibile. Questo club mi darà la possibilità di far bene e mi metterà nelle condizioni migliori possibili“. Va vicinissimo a conquistare il primato in Ligue 1, ma viene superato dal Montpellier nelle ultime giornate. La seconda stagione in Francia per Ancelotti rappresenta l’eliminazione nella massima competizione europea, nella Coppa di Lega e Coppa di Francia ma anche la vittoria del campionato con 2 giornate di anticipo.

Il 25 giugno del 2013 Ancelotti vola a Madrid e diventa allenatore dei blancos con un contratto triennale. Nell’aprile del 2014 arriva la conquista della Coppa del Re, battendo il il Barcellona per 2-1, e anche della Champions League nel derby spagnolo contro l’Atletico Madrid, vinto in rimonta. Ancellotti diventa così il quinto allenatore ad aver vinto la massima competizione europea con due squadre diversa.

Nella sua lunga carriera, vanta anche un ruolo da attore nei film L’allenatore nel pallone e L’allenatore nel pallone 2 con Lino Banfi, Mezzo destro mezzo sinistro -2 calciatori senza pallone e Don Camillo.
Ha pubblicato anche una sua biografia, Preferisco la Coppa, i cui ricavati sono stati destinati alla Fondazione Borgonova che si occupa della lotta alla SLA.

Giovanna Samanda Ricchiuti

 

 

 

 

 

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