L’ex Presidente degli azzurri ricorda i momenti migliori vissuti accanto alla stella Diego Armando Maradona
L’ingegnere Corrado Ferlaino è stato il patron del Napoli dagli anni ’70 ai ’90 e ai nostri microfoni ci racconta varie vicende legate a quei periodi. Tra i grandi successi spiccano i due scudetti, 1987 e ’90, e la Coppa Uefa nel 1989.
Che ingredienti ha aggiunto Corrado Ferlaino alla ricetta che rese il Napoli vincente?
I primi anni sono serviti per risanare i vari debiti che la società aveva, poi in un secondo momento siamo riusciti a costruire un progetto competitivo per sfidare le grandi squadre.
Lei anche aveva un ‘pupillo’ come diversi presidenti hanno avuto e che lei ha acquistato indipendentemente dal consiglio dei suoi dirigenti?
No, i presidenti sono dei tifosi che si devono affidare alle persone esperte, a dirigenti capaci. Io seguivo e lo faccio tutt’ora tutto il calcio con molta attenzione, mi tengo allenato con la mente, guido la macchina, vado a correrre per allenare anche il fisico, ma ognuno deve avere il suo ruolo.
E’ vero che i consigli di Lega erano meno animati da interessi economici e più da quelli passionali?
No, i tempi sono cambiati ma alla base c’erano sempre discorsi economici.
Il giocatore a cui è stato più vicino e che poi gli è stato soffiato?
Pablito Rossi del Lanerossi Vicenza era ormai nostro ma poi si inserì la Juve.
E’ fiducioso di questo Napoli? Crede nel quarto posto?
Sicuramente, mi auguro che nel giro di pochi anni gli azzurri possano rivincere lo scudetto!

Il più bel ricordo che lo lega al leggendario Diego Armando Maradona?
Per il primo tricolore eravamo impreparati, mentre in occasione del secondo facemmo partire una nave dal porto di Pozzuoli, poi salirono tutti i giocatori, lo staff etc. la nave si fermò al largo di Castel dell’Ovo e da lì partirono i fuochi d’artificio. Cenammo, cantammo, ballammo, fu una serata indimenticabile.
Fonti foto: NapoliMagazine.com; OcchioNotizie.it
Stefano Rizzo








