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Gigi De Agostini: “Chi scende in campo deve onorare la maglia azzurra come facevamo io e Nando De Napoli”

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In vista dell’amichevole di domani sera che vedrà coinvolte Argentina ed Italia abbiamo rivolto qualche domanda ad uno dei protagonisti del Mondiale del ‘90. L’ex difensore/centrocampista di Udinese, Verona, Juventus ed Inter ci ha raccontato un po’ di Azeglio Vicini, del suo simpatico compagno di reparto e della lotta scudetto tra bianconeri e azzurri

 

Domani la nostra Nazionale scenderà in campo contro gli argentini. Torna alla mente la famosa partita di Italia ‘90. Secondo lei al di là della disattenzione di Zenga l’Italia poteva chiudere prima la partita? C’è un’altra chiave di lettura?

Nessuna chiave. In un Mondiale che dura un mese può capitare qualche errore. Se non si riesce a vincere la competizione neanche con sei successi su sette gare a disposizione…diciamo che ci è mancato un pizzico di buona sorte.

In quella sfida così importante come mai Baggio entrò solo nella ripresa?

Questo lo dovrebbe chiedere al ct, anche se ormai non può più risponderci. Io ho sempre pensato a fare bene il calciatore e non mi sono mai intromesso nelle scelte del tecnico.

A proposito di Azeglio Vicini che ci ha da poco lasciato, che ricordo ha di lui?

Bellissimo. Ho esordito e concluso il mio percorso in azzurro proprio con lui. Oltre ad essere una persona splendida, è stato un gran selezionatore. Ha avuto il merito di costruire un gruppo unico che, a mio avviso, insieme a quello del Mondiale ‘78 in Argentina, è stato il più forte di sempre. Il caso ha voluto che sia nel ‘78 che nel ‘90 non siamo riusciti a vincere, però il gruppo del ‘78 ha gettato le basi per la vittoria di Spagna ‘82.

Lei faceva coppia con Nando De Napoli…in cosa vi completavate?

A differenza di quello che succedeva nei club dove facevo il terzino, in Nazionale giocavo a centrocampo. Nando era a destra vicino Donadoni, io a sinistra e affiancavo Maldini. Giannini era il regista. In un’occasione entrai al posto di Ancelotti e da lì disputai tutte le partite, a parte quella contro gli Usa, da titolare.

Cosa le piaceva di lui?

Fuori dal campo la simpatia. In campo la generosità. Era un trascinatore ed un esempio per tutti, perché non mollava mai. Era uno di quelli che si guadagnava lo stipendio. Ci univa il fatto di non essere dotati solo tecnicamente, ma anche di aver un buon comportamento e di metterci tanto cuore. Con lui ho passato alla Reggiana il mio ultimo anno di calciatore.

Il ricordo più bello degli anni nella Juve?

Sono stato 5 anni ed ho disputato 4 finali (tra Uefa, Coppa Italia e SuperCoppa Italiana) di cui due perse e due vinte. Non era la Juve stellare a cui siamo poi stati abituati. I migliori anni li ho passati con Dino Zoff, sia in bianconero che nel periodo della Nazionale olimpica.

Secondo lei Di Biagio rimarrà un traghettatore anche se i due test contro Argentina e Inghilterra saranno positivi?

Aspettiamo come andranno queste due partite. La cosa più importante è riportare l’entusiasmo nell’ambiente. I ragazzi devono essere orgogliosi di indossare la maglia azzurra, onorarla proprio come facevamo io e Nando De Napoli.

Cosa teme di più del Napoli?

Il guizzo o la giocata. La squadra partenopea sta esprimendo il miglior calcio italiano, però il bel gioco non sempre è sinonimo di vittoria.

La Juve vincerà lo scudetto perché…

Ha più esperienza ed è abituata a vincere. Anche quando gioca male riesce a risolvere le situazioni a proprio favore. Bisogna vedere se disputare una partita ogni 3 giorni alla fine sarà un peso o uno stimolo, perché il Napoli può prepararsi meglio visto che è impegnato solo in campionato. Sarà comunque una bella sfida fino alla fine, con lo scontro del 22 aprile determinante per lo scudetto.

E’ stato responsabile tecnico dei Camp del Real Madrid organizzati in Italia. La Juve è la sua ex squadra. Come vede questo quarto di finale Champions? Chi la vincerà secondo lei la competizione quest’anno?

E’ meglio affrontare il Real Madrid nel doppio confronto, anche perché i bianconeri in passato hanno avuto la meglio. Non partirei perciò già battuto. Sarà importante recuperare i giocatori infortunati. E’ nel dna della società ribaltare ogni pronostico, come è successo nel ritorno contro il Tottenham. Tra le 8 pretendenti c’è l’imbarazzo della scelta, perché forse solo il Siviglia è un tantino inferiore. Molto si capirà dopo questi quarti di finale.

Fonte foto: mondoUdinese e calcionews24.it

Ringraziamo Gigi De Agostini per averci inviato la foto con Nando De Napoli

Erika Eramo

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