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Gianni Rivera che esordì in azzurro contro il Belgio: “Pelè il più forte di tutti”

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Abbiamo intervistato uno degli uomini simbolo della Nazionale italiana, Campione Europeo nel ’68, Pallone d’oro nel ‘69, viceCampione del mondo nel ‘70, il cui esordio in maglia azzurra avvenne proprio contro i Diavoli Rossi il 13 maggio 1962, in un’amichevole vinta a Bruxelles per 3-1. Quel ragazzino di 18 anni soprannominato Golden Boy sarebbe diventato uno dei giocatori più significativi di sempre. Con il Milan tra i vari successi spiccano due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e tre campionati. Nel ’73 ha vinto la classifica dei cannonieri

Rivera

“Piedi da artista, inventiva da grande regista e senso del gol fanno di Rivera uno dei giganti di ogni epoca del calcio mondiale” è questa forse la sintesi migliore scritta dal giornalista Carlo Felice Chiesa di ciò che ha rappresentato Gianni Rivera per il calcio non solo italiano. Col Milan ha vinto tre scudetti, quattro Coppe Italia, due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. Incontrato alla presentazione di “Io sono il pallone” del suo amico e compagno al Milan Angelo Benedicto Sormani ci ha rilasciato gentilmente questa intervista:

Chi l’ ha impressionata di più tra le squadre viste finora a Euro2016?

Al momento c’è stato un discreto equilibrio tra tutte, è ancora presto per sbilanciarsi.

Si aspettava un po’ meglio da qualcuna in particolare?

No, nessuna delusione.

Che strategia da attuare contro il Belgio stasera?

Il Belgio è una delle favorite e già ha fatto vedere ciò di cui è capace nelle qualificazioni, quindi bisogna stare attenti ma l’Italia se la gioca tranquillamente.

Conte ha detto che bisogna avere testa. E’ lui il vero uomo simbolo di questa Nazionale?

Antonio ha già preparato i giocatori come sa. Nessuno di noi saprebbe farlo meglio.

Chi pensa vincerà l’Europeo? Hai una sua top3 delle squadre?

No in generale non mi pronuncio mai, lascio parlare il campo. Sarà lui a dirci chi sarà il favorito.

Un ricordo più bello con la maglia azzurra ed uno in particolare nell’Europeo ‘68?

Il ‘68 fu tutto bello, una vera e propria galoppata fino alla finale. Allora c’era stato anche il sorteggio favorevole con l’Italia organizzatrice per meriti sportivi. In generale tutte le partite con la Nazionale sono state importanti per me.

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Il suo compagno Lodetti ha detto che lei è il giocatore più forte di tutti i tempi, chi è secondo lei il calciatore più forte di sempre, Rivera a parte?

Lodetti dice così perché è un amico (ndr, ride). Pelè è il più grande di tutti.

Nel suo libro “Autobiografia di un campione” ci sono numerosi aneddoti su Nereo Rocco. Ai giornalisti una volta disse: “Domani ho una sorpresa: giochiamo con Cudicini in porta e gli altri dieci fuori”. E’ vero?

Sì tutto vero, perché veniva criticato in quanto usava sempre lo stesso modulo di gioco con la marcatura a uomo. Così se ne uscì con questa battuta.

Al di là degli aneddoti di Nereo perché acquistarlo?

C’è tutta la mia vita, dall’Alessandria ai 19 anni nel Milan, dalla famiglia all’oratorio, dalla Nazionale alla carriera politica fino al mio ruolo di Presidente del settore tecnico della Federcalcio. Chi vuole può farlo anche sul sito www.giannirivera.it.

E’stato già presentato a Roma?

Sì due volte, al Coni e all’Auditorium con Malagò.

Foto prese da: Gazzetta e NazionaleItalianoCalcio

Erika Eramo

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