Home Editoriali Il calcio ai raggi K

Il calcio ai raggi K

0

Editoriale di Erika Eramo

Cosa è rimasto del nostro campionato analizzando dicembre (15-18 turno)? Chi sono i top e flop? Ecco per me i momenti da incorniciare e quelli da dimenticare…non tralasciando qualche osservazione sulla Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan. Un pensiero anche al Pallone d’oro 2016

Top: La Juventus, dopo la batosta col Genoa, prova a ripetere il percorso dell’anno scorso (dopo il ko contro il Sassuolo ben quindici vittorie di fila). L’inizio è ottimo: Atalanta, Torino e Roma al tappeto. Da feriti gli indomabili bianconeri sono ancora più affamati. Va persino in Porto la Champions. Unico neo? La Supercoppa Italiana persa ai rigori, ma quella è un’altra storia. La Roma le indovina tutte: il derby con la Lazio, il Milan e il Chievo con l’unica grande pecca di non aver vinto la partita copertina del girone di andata, il big match con la Juve (Gerson da acerbo a titolare?). Un pensierino va anche al Villarreal, non esattamente un ostacolo di poco conto sul cammino Europa League. Il “sottomarino giallo” ha infatti eliminato sei big italiane negli ultimi venti anni, compresa la Roma stessa. Incontenibile il Napoli che contro Inter, Cagliari, Torino e Fiorentina segna ben 16 gol (tre vittorie ed un pareggio). Vola al terzo posto trascinata da Mertens. Il Pibe di Lovanio chiosa così: “Prima facevamo grandi partite ma sbagliavamo troppi gol e magari li subivamo alla fine. Adesso siamo sulla strada giusta”. Speriamo visto che a febbraio ci sarà un Real problema. Uno scettro per i tre moschettieri nell’arco di sette punti

Flop: Mese nero per il Torino ma la filosofia di Mihajlovic è sempre stata: “I cavalli vincenti si vedono alla fine”. Quindi deve ridimensionare i sogni europei oppure rialzare la criniera? Battuto dalla Sampdoria, zavorrato poi da una retroguardia down (ad eccezione di Rossettini) si fa riacciuffare dalla Juve stellare che può contare sull’apporto combinato dei due acquisti Higuain e Pjanic in uno dei derby più equilibrati e vibranti degli ultimi vent’anni. Viene castigato proprio quando cerca di stra-fare. Subisce ben 5 reti dal Napoli a causa della condizione fisica calante…ma ri-ecco a fine gara il nuovo mantra targato Miha: “Ogni tanto bisogna rompersi per capire di che materiale si è fatti”. Alla fine la spunta di misura col Genoa, a cui non va tanto meglio in quanto a punti: giustiziere di Milan e Juventus (in casa), a parte lo 0-0 col Chievo, deve inchinarsi a Inter, Palermo e Torino. Continua poi il vortice negativo in coda. Archiviato il girone di andata appare evidente come si è disputato un campionato nel campionato con una sorta di serie B di lusso a 4 squadre: Empoli, Crotone, Pescara e Palermo, rigorosamente nell’ordine di classifica. Dal Toro e Grifone di vetro alla MatrioskA del calcio

Moviola con svista: Il primo caso di rigore assegnato con la moviola in campo (il Video Assistant Referees) sarà ricordato a lungo. L’arbitro ungherese Kassai nella semifinale del Mondiale per club in Giappone (tra National Medellin e Kashima Antlers) al 32’pt, dopo un minuto dal fallo commesso in area, rivedendo l’azione ha assegnato il calcio di rigore ai giapponesi, poi realizzato da Shoma Doi. Peccato che il giocatore atterrato fosse in palese fuorigioco e quindi la decisione sia risultata scorretta. Putiferio sui social tanto da dover intervenire persino la Fifa, non placando però di fatto le polemiche. Var Pollice Verso

La Supercoppa italiana: “Un Milan giovane e bello contro una Juve solida e feroce”, così aveva sintetizzato l’ad rossonero Galliani prima della gara. La Supercoppa torna al Milan che non vinceva da Pechino 2011 (contro l’Inter) in un modo a dir poco paradossale per quanto concerne il percorso: è la prima squadra che trionfa nella competizione partecipando come finalista perdente di Coppa Italia (finale a cui è arrivata battendo squadre non di serie A). Per quanto concerne la partita in sé se la gioca ad armi pari fino al momento che fa la Differenza: Donnarumma intuisce il rigore a Dybala, spazzando via i sogni juventini a Doha. Il fattore Discriminante

Il risvolto della medaglia Italy: Da una parte Antonio Conte vola col Chelsea, saldamente al comando della Premier League con 49 punti (segue il Liverpool a meno 5): con 13 vittorie consecutive può permettersi anche un passo falso (vedi il recente scontro fuori casa col Tottenham). Dall’altra le dimissioni da parte di Cesare Prandelli dopo tre mesi ed un totale di otto partite (1 vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte) col Valencia. Erano troppi i contrasti con la società colpevole di non voler intervenire adeguatamente sul mercato di gennaio. Il club, che con 12 punti rischia la serie B, smentisce e si dice sorpresa della decisione arrivata in una fase delicata del campionato. Panchina double face… joy e afflicion

Poker scontato: Come era prevedibile France Football conferma che il Pallone d’oro è stato assegnato per la quarta volta a Cristiano Ronaldo, reduce da un’annata strepitosa con quattro trionfi in Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per club con il Real più la ciliegina dell’ Europeo con il Portogallo. Lo precede con 5 trofei solo Messi (quest’anno Leo è reo di aver vinto “solo” Liga e Coppa del Re). Ormai l’ambito premio mi sembra più una corsa a due, che ha il potere di alienarci rispetto al significato originario. Per CR7 è un grande onore: “L’emozione è come per il primo”. Per noi invece è l’ovvio che non emoziona più. Dal 2008 il Pallone L’oro

Erika Eramo

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.